Sicurezza
Nerazzurri, la scalata continua
Ancora una posizione guadagnata nonostante sia arrivato solo un punticino. In un mese la squadra di Luca D’Angelo è risalita dal decimo al quinto posto
PISA. Sono bastati cinque risultati utili di fila per risalire dal decimo al quinto posto nel giro di un mese. Se è vero che il Pisa sabato pomeriggio ha sofferto per lunghi tratti il gioco del Palermo, alla fine si porta a casa un punto d’oro. Un punto che non solo serve a tenere a -4 una concorrente diretta, la prima fuori dalla zona playoff, ma permette di guadagnare una posizione in classifica: il Pisa è davanti negli scontri diretti con la Reggina (sconfitta nerazzurra per 1-0 all’Arena e vittoria per 2-0 a Reggio Calabria) , che si trova come i ragazzi di D’Angelo a quota 42.
Al netto delle difficoltà ci sono i motivi per sorridere
Il sabato pomeriggio dell’Arena ha fatto capire che il Pisa fa sempre molta fatica a creare gioco a centrocampo e puntando inizialmente su tre attaccanti, anche se Moreo ha fatto il trequartista, la mediana a cinque del Palermo è riuscita a prendere il sopravvento grazie agli inserimenti per vie centrali e la spinta sulle fasce. La mancanza di un vero costruttore di gioco, Mastinu ad esempio ha fatto grande fatica, si è fatta sentire anche stavolta. Inoltre, come ammesso dallo stesso D’Angelo, il Palermo è stato superiore soprattutto a livello tattico.
Le cose si sono un po’ riequilibrate nella ripresa quando Nagy è andato a fare il play e Marin è tornato nel suo ruolo. Quello di mezzala. E la squadra ancora una volta è riuscita a chiudere in crescendo nonostante Morutan, subentrato a Torregrossa, si sia accesso un po’ad intermittenza. Segno che il problema dei primi tempi difficili è più psicologico che fisico.
Va anche sottolineato che avere dei calciatori con giocate importanti nelle corde può fare la differenza anche nelle giornate più difficili. Oltre all’inossidabile Masucci, che più di tutti ha dato la scossa con il suo ingresso in campo, le parate di Nicolas, non solo il rigore calciato da Brunori, e il colpo da maestro di Sibilli hanno fatto la differenza. Come l’aveva fatta Torregrossa a Parma con l’assist a Touré, o Morutan e Marin nella sfida con il Perugia. E non è cosa da poco.
La differenza nei secondi tempi
Al netto dei meriti del Palermo, il Pisa nelle ultime cinque gare casalinghe è sempre andato sotto per primo e ha chiuso sempre il primo tempo in svantaggio. Se prendiamo in analisi la differenza complessiva tra primi e secondi tempi scopriamo che il Pisa in totale raccoglie 12 punti in più tra i due tempi: 30 all’intervallo, 42 alla fine. Se consideriamo il periodo di D’Angelo la differenza è ancora più netta: un più 14 con 26 punti a fine primo tempo e 40 al fischio finale in 22 partite.
Clamoroso quanto è successo nelle ultime cinque gare complessive. Il Pisa in quest’ultimo mese nei primi 45 minuti non ha segnato neppure un gol e ne ha subiti tre. Nella ripresa zero gol subiti e addirittura sette reti fatte che portano questi 11 punti, su 15 a disposizione, che fanno la differenza nella risalita in classifica. Quindi se è innegabile che esistono problemi di approccio alle gare è altrettanto innegabile che questa squadra non muore mai.
Obiettivo Modena
Oggi alle 15 Il Pisa torna ad allenarsi a San Piero a Grado a porte aperte per preparare la sfida di sabato prossimo alle 14 in casa del Modena. I gialloblù ieri sono stati sconfitti per 1-0 a Como, gol partita di Cerri, rimediando la terza sconfitta di fila. In tre partite i gialloblu sono passati dal settimo posto a pari merito con i nerazzurri al dodicesimo, restando inchiodati a 35 punti, a meno quattro dalla zona playoff occupata dal Cagliari all’ottavo posto. Segno del grande equilibrio di questo campionato. Contro il Pisa non ci sarà il centrocampista Magnino per squalifica visto che era in diffida e gli è stato sventolato un cartellino giallo ieri al Sinigaglia.
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