Il Tirreno

Pisa

La partita

Le due facce dello stesso Pisa

di David Biuzzi
Le due facce dello stesso Pisa

Contro il Palermo scopre il bene e il male della sua generosità: la riprende nel finale con Sibilli ma dopo aver rischiato di perderla per aver prestato il fianco agli avversari

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PISA. Nobiltà d'animo che comporta il sacrificio dell'interesse o della soddisfazione personale di fronte al bene altrui. O, in una parola sola, generosità. È una bella dote e, alla fine, è quella che permette al Pisa di pareggiare una partita, quella con il Palermo, che sembrava ormai andata, ma è anche la stessa che rischia seriamente di fargliela perdere. Già, perché come in segna un vecchio proverbio il troppo stroppia. Sempre, anche quando le intenzioni sono le migliori.

Quella dei nerazzurri, è chiaro e lampante come il sole che illumina il pomeriggio dell’Arena, è dare continuità al recente sacco di Parma, mettere in fila il terzo successo mettendo in cassaforte il posto ai playoff e, perché no, lanciandosi alla rincorsa della seconda piazza. Così si possono leggere anche le scelte iniziali di Luca D’Angelo, che disegna un 4-3-1-2 più offensivo del solito e, purtroppo, del dovuto con Moreo alle spalle della coppia dei sogni Torregrossa-Gliozzi, Mastinu nel trio in mediana (con Marin play) ed Esteves dietro. Tanta roba. Solo sulla carta, però, perché dall’altra parte il Palermo sceglie invece di giocarsi una partita “da Pisa”, cioè addosso all’avversario. Difendendosi, ma senza chiudersi. Anzi. Così l’annunciato 3-5-2 rosanero diventa un quasi sistematico 4-4-2 e a centrocampo Damiani, Saric e Verre (non esattamente gli ultimi arrivati) si prendono la scena in pochissimi minuti.

E negli spazi concessi (anche perché Mastinu fatica a entrare in partita e Touré è sempre troppo alto, quasi sulla linea delle punte) gli ospiti affondano come una lama riscaldata in un panetto di burro. La prima avvisaglia, al 12’, e una rasoiata di Saric dal limite sul quale è bravissimo Nicolas, la prova provata il rigore del 30’. Che, infatti, nasce da un angolo che il Pisa batte male e che il Palermo sfrutta con Verre e Di Mariano: assist del primo e il secondo è agganciato da Esteves. Sul dischetto (32’) va Brunori, ma ci pansa ancora super Nicolas, coi piedi a dire di no. Dovrebbe bastare per capire che qualcosa non va, ma non succede. Al 38’, infatti, sempre la coppia Verre-Di Mariano confeziona il vantaggio (nuovo assist del primo, stavolta lob vincente sul portiere del secondo), mentre al 40’ è proprio Di Mariano a calciare malamente a lato dopo uno spunto stavolta di Soleri. E il Pisa? Tutto in un sinistro largo (di poco) di Moreo al 44’. Al riposo, insomma, il vantaggio minimo per il Palermo è stretto, anzi quasi strettissimo.

La ripresa inizia con Hermannsson per Caracciolo e Nagy per Mastinu. D’Angelo, insomma, inizia a ridisegnare i suoi e prosegue al 10’ con Morutan per Torregrossa (non paga l’azzardo di sganciarlo dal via) e al 18’ con Sibilli per Touré. È ancora un 4-3-1-2 a vocazione offensiva, quello dei nerazzurri, ma ora il Pisa tiene meglio il campo. Anche perché il Palermo, che in sostanza cambia solo giocatori con problemi fisici o di stanchezza, riparte sempre meno e sempre peggio. Sembra controllare discretamente, però, anche perché i padroni di casa continuano a pagare lo stesso errore del primo tempo: tanti giocatori sopra la linea della palla, anche cinque o sei in alcune circostanze, ma pochi e poche idee per recapitargliela tra i piedi. Così la montagna da scalare resta altissima e impervia. Al 27’ tocca anche a Masucci, per Moreo, ma la musica non cambia. Nonostante tutto, però, il Pisa continua a provarci, a spingere. La generosità, appunto. Che viene premiato quando al gong di fine match mancano meno di 5 minuti. Con un’azione che passa da Marin, Masucci e accende Sibilli: controllo e sinistro che toglie la ragnatela dall’incrocio. Nel lungo recupero ci sono altre opportunità per Gliozzi e lo stesso Masucci, ma non c’è né tempo né spazio per il sorpasso.

Sarebbe stata un’apoteosi, è chiaro, però tirando le somme (e ringraziando i decisivi Nicolas e Sibilli) per come sono andate le cose questo per il Pisa è, al di là di ogni ragionevole dubbio, un punto guadagnato.


 

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