Gioco
Ora la “banda dei mediani” ha iniziato anche a portare in dote gol pesanti
Il caso Ecco Touré dopo gli squilli di Gargiulo e Marin
PISA. Nel Pisa cominciano a segnare anche i centrocampisti, proprio ora che sono tornati a dettare i ritmi della partita, coprendo e azzannando le seconde palle, invece di tentare un infruttuoso possesso della sfera.
Gli ultimi tre successi sono stati firmati da altrettanti mediani: la mezzala Mario Gargiulo ha stappato il match a Reggio Calabria, Marius Marin ha completato il ribaltamento della gara con il Perugia, per di più su assist di Touré, che poi ha firmato il blitz a Parma. In realtà quest'ultimo aveva già inciso sotto porta rivale a Perugia e a Palermo. Oltre a De Vitis e Mastinu (che ci ha provato da distanza siderale, dopo aver dribblato il portiere Chichizola), manca all'appello Adam Nagy, che ancora stenta a presentarsi con continuità e convinzione al limite dell'area rivale.
I gol dei centrocampisti non sono numeri dettati dal caso, ma di un lavoro settimanale, volto a migliorare le capacità balistiche di questi giocatori, nella consapevolezza che si può vincere con un tiro dalla media o lunga distanza. Marin, dopo la meravigliosa segnatura al Perugia, ha ringraziato pubblicamente Riccardo Taddei: il vice mister, da ex trequartista, evidentemente ha curato in prima persona il progresso nelle esecuzioni da fuori area. Al di là delle reti è stato l'atteggiamento tattico dei mediani uno degli ingredienti che hanno consentito al Pisa di cambiare marcia nelle ultime due gare rispetto alle sconfitte casalinghe con Cittadella e SudTirol. L'intensità e il rapido recupero della sfera da parte degli incontristi hanno imbrigliato il Parma e creato i presupposti per la controffensiva. Se il Pisa, al pari del team ducale, avesse a centrocampo un talento (uscito dalla cantera della Barcellona) come Bernabé, allora farebbe bene a puntare sul giro-palla. La rosa nerazzurra è invece composta soprattutto da interdittori, che si esaltano quando lottano e ripartono. De Vitis se la cava a meraviglia da frangiflutti davanti alla retroguardia. Nella filosofia del reparto centrale si stanno calando anche Mastinu e Gargiulo, che mordono le caviglie come gli altri. Un modo di giocare che ha regalato le migliori gioie nella scorsa stagione, ad esempio ancora contro l'attuale tecnico parmense Pecchia nel 3-0 rifilato alla Cremonese.
Sabato con il Palermo il Pisa avrà un Marin in più per mantenere alta l'intensità anche al terzo incontro in 9 giorni. Grazie al mutuo soccorso di tutti gli interpreti il Pisa non ha sofferto neppure quando, nel finale, ha difeso al limite dell'area o dentro, un po' come il SudTirol, a protezione del vantaggio. D'Angelo non pratica sistematicamente il catenaccio: come Pecchia ha ammesso nel dopo partita, i nerazzurri a Parma hanno giocato per controbattere. L'ingresso di Torregrossa al posto di Sibilli a fianco di Moreo è stato il chiaro tentativo (riuscito) di sbancare il Tardini.
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