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Pisa

I sogni del Pisa passano da Parma. «Ecco dove si deciderà il match»

di Andrea Chiavacci
I sogni del Pisa passano da Parma. «Ecco dove si deciderà il match»

Il doppio ex Cuoghi anticipa i temi di una sfida che potrebbe aprire nuovi scenari. «Quattro singoli possono incidere, in palio c’è il piazzamento playoff e non solo»

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PISA. Tre punti per continuare il momento positivo e far salire l'entusiasmo portato dalla vittoria in rimonta con il Perugia. Il Pisa cerca stasera al Tardini di Parma, fischio d'inizio ore 20.30, di accelerare il passo e consolidare il sesto posto in classifica contro una squadra che è andata avanti ad alti e bassi ma che è reduce dalla vittoria per 4-3 a Frosinone. Prima squadra a vincere in casa della prima della classe.

Parma-Pisa è anche la partita di Stefano Cuoghi. Un doppio ex che ha lasciato il segno in entrambe le squadre. A Pisa tra il 1986 e il 1990: due promozioni in A, una Mitropa Cup, la fascia di capitano e poi un'esperienza da allenatore con la vittoria del campionato di serie D 2009/2010. A Parma, dal 1990 al 1993: una Coppa Italia e una Coppa delle Coppe con tanto di gol in finale a Wembley nel 3-1 rifilato all'Anversa. Ma questo è il passato. Cuoghi oggi osserva con attenzione il campionato cadetto dopo la breve esperienza da vice di Silvio Baldini con il Perugia (dalla 6ª alla 9ª giornata).

Come arrivano le due squadre a questo appuntamento?

«Entrambe hanno ottenuto due grandi risultati nell'ultima turno dopo un periodo un po' difficile. Il Pisa vincendo con l'uomo in meno, il Parma addirittura in doppia inferiorità numerica. In questi casi c'è anche la colpa degli avversari che non hanno saputo gestire una situazione favorevole ma i meriti di Pisa e Parma sono tanti. Soprattutto a livello caratteriale. Quella di stasera è una partita spartiacque per entrambe e mi aspetto davvero un bello spettacolo tra due squadre che giocano in maniera diversa e sono opposte dal punto di vista tattico».

È una partita spartiacque perché entrambe possono ancora puntare al secondo posto?

«Parliamoci chiaro, le due squadre erano partite per lottare per la promozione diretta. Anche il Pisa, che si presentava con un allenatore nuovo come Maran, poi la partenza difficile ha cambiato un po' gli obiettivi rimontando comunque tante posizioni con D'Angelo. Chi vince stasera può avere una carica in più quanto meno per cercare di raggiungere la migliore posizione in ottica playoff. Arrivare terzi o quarti potrebbe rappresentare un vantaggio importante. Il Genoa, attualmente secondo, non gioca bene ma ha calciatori esperti e gli 8 e 9 punti da recuperare non sono pochi. Il margine d'errore diventa minimo ma comunque chi vince stasera avrà il dovere di provarci».

Chi può decidere la sfida del Tardini?

«Vazquez e Bernabé per il Parma, Sibilli e Morutan per il Pisa. Il romeno riesce a fare la differenza soprattutto quando gioca negli ultimi trenta metri».

E in quale zona del campo si può decidere l'incontro?

«Il Parma ha maggiore qualità in mezzo al campo e credo che non si offenda nessuno se dico che al Pisa manca un giocatore a centrocampo in grado di saltare l'uomo e verticalizzare per gli attaccanti. Diventa difficile soprattutto quando devi fare la partita. I nerazzurri sono forti ma puntano più sulla quantità. Rispetto allo scorso anno manca anche qualche cross dalle fasce dopo la partenza di Birindelli e con Beruatto che sta facendo fatica. Esteves è molto bravo e io lo vedrei bene a centrocampo. È uno che sa saltare l'uomo. Di contro il Parma tende a specchiarsi troppo esagerando a volte nel possesso palla. Rischiano di diventare troppo leziosi. Chi riuscirà a risolvere più velocemente questi problemi può svoltare. Non solo stasera».

Un giudizio sui due tecnici?

«Due ottimi allenatori, non solo per i risultati. D'Angelo lo stimo da anni e infatti prima di Perugia-Pisa, giorno del suo ritorno in panchina, mi ha stretto la mano e mi ha ringraziato perché ho sempre parlato bene di lui. Pisa è il suo habitat naturale. Pecchia ha già conquistato due promozioni in A e fa giocare bene le sue squadre».

Un pronostico?

«Non ne faccio. Spero di godermi una bella partita tra due squadre a cui sono molto legato. Ho vinto sia a Pisa che a Parma e ho ancora tanti amici nelle due città».


 

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