Gioco
Pisa, il calo dopo la sosta non sorprende ma ora serve la scossa per ripartire
Nelle gestioni di D’Angelo l’andamento lento dopo la ripresa è una costante. Il primo successo del nuovo anno nello scorso campionato arrivò al sesto tentativo
PISA. Non può essere un caso che il Pisa di Luca D’Angelo si inceppi sempre dopo la sosta invernale. Il tecnico nerazzurro non parla di crisi atletica, ma è un dato di fatto che la squadra non è brillante, come ha ammesso lo stesso allenatore, e che fa una fatica terribile a trovare il bandolo della matassa contro avversari terribilmente chiusi.
Le cause dei due punti nelle ultime quattro partite, due sconfitte in casa e due pareggi fuori, non sono però da imputare solo all’ostruzionismo e alla difesa a oltranza degli avversari.
Nella passata stagione il Pisa ha vinto la prima partita del nuovo anno al sesto tentativo, dopo una sconfitta e quattro pareggi, andando a vincere in rimonta lo scontro diretto di Monza. Arrivandoci in una situazione simile a quella in cui si presenterà sabato prossimo, alle 14, in casa della Reggina. Ovvero sempre alla ricerca del primo successo stagionale.
Anche nel gennaio 2019, in serie C, l’approccio con il nuovo anno fu altrettanto faticoso. In quattro partite tre pareggi e una sconfitta, poi arrivò la gara della svolta con la Pistoiese e da lì in avanti il Pisa non si è più fermato.
Probabilmente il lavoro fatto dopo le vacanze va a incidere sulle prestazioni e i risultati non si vedono subito. I nerazzurri, tra le tante cose, pagano un po’ anche una certa stanchezza a livello mentale per la rincorsa fatta da quando D’Angelo è tornato in panchina.
Risalire dall’ultimo al quinto posto nel mese di dicembre è stato entusiasmante, ma sono state impiegate tante risorse a livello mentale. Ora per la prima volta nel nuovo anno la squadra è fuori dalla zona playoff e questo diventa uno stimolo in più per sbloccarsi.
Va detto però che anche nella migliore prestazione del 2023, lo 0-0 del Ferraris contro il Genoa, dove la squadra è stata più compatta, si è vista una minore lucidità e freddezza negli ultimi metri. Solo tre gol nelle ultime quattro gare sono un dato significativo. Merito degli altri, non si gioca da soli, ma è fuor di dubbio che nel nuovo anno il Pisa sta trovando grandi difficoltà anche in fase di costruzione.
Si fa davvero grande fatica ad alzare i ritmi e nel trovare soluzioni diverse al gioco in verticale. Che solo con Nagy può avere qualche sbocco positivo. Inoltre Touré non sembra quello brillante visto tra ottobre e dicembre, e di fatto ha tolto molto in termini agonistici alla squadra.
Inoltre a Reggio Calabria ci sarà da sostituire Marin, che deve scontare il secondo turno di squalifica, e Mastinu, che ha preso un giallo nel finale con il Sudtirol quando era in diffida.
Dal mercato sono arrivati il giovane Zuelli e il più esperto Gargiulo, dal Modena in cambio di Ionita, che non ha comunque le caratteristiche del regista in grado di mettere l’avversario davanti alla porta.
È un giocatore importante, ma più di sostanza. Con due centravanti come Moreo, fin qui ancora a secco di gol, e Gliozzi se non arrivano rifornimenti centrali diventano fondamentali i cross dalle fasce che però devono essere più precisi. Dunque, la determinazione non manca, le idee e la velocità di esecuzione sì.
In attesa di ritrovare Torregrossa, il più bravo ad attaccare la profondità, e con Morutan che viene spesso raddoppiato, diventa difficile fare la differenza con i singoli. Nell’uno contro uno Matteo Tramoni, anche se spesso si perde in un dribbling di troppo, e Sibilli possono dare maggiore imprevedibilità. L’attaccante napoletano sabato sarà di nuovo a disposizione. Ora sta a lui, dopo la mancata cessione a gennaio, dimostrare di saper essere continuo e magari risolvere anche il problema del tiro dalla media-lunga distanza visto che è uno dei migliori tiratori della squadra.
Nel primo allenamento settimanale, quello di ieri, Sibilli è apparso in gran forma, andando anche in gol nella partitella, e in passato ha già messo ko sia la Reggina che Pippo Inzaghi quando allenava il Brescia.
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