Toscana
Pisa, la difesa ritrova solidità e riscopre l’apporto di Rus
Il romeno ha sfruttato bene l’opportunità concessa da D’Angelo
PISA. I nerazzurri nel momento più difficile (in 10 e in uno degli stadi più prestigiosi d’Italia) hanno ritrovato la compattezza difensiva, con cui avevano chiuso brillantemente il 2022, rispolverando Adrian Rus, tra i più celebrati acquisti estivi.
Il primo sestetto di rivali stagionali sta frenando la squadra di D’Angelo come era accaduto all’andata a quella di Maran, ma la differenza tra i cammini segna il primo punto in più (2 nella fase discendente, solo uno all’inizio contro le stesse avversarie) all’ingresso in una nuova sequenza positiva, a ulteriore dimostrazione del fatto che il Pisa sia cambiato rispetto allo sfortunato approccio al campionato.
A Genova il tecnico pescarese è tornato a blindare la porta contro probabilmente l’organico più qualitativo e senz’altro al cospetto della formazione più titolata della categoria, concedendosi la possibilità di riproporre un difensore che non giocava un minuto da sei turni (due mesi e mezzo, pausa natalizia compresa).
L’impiego di Rus, per chi ormai conosce il modo di pensare di D’Angelo, era una sorta di “sorpresa annunciata”: non giocando da così tanto tempo, il calciatore romeno non poteva non ricevere presto un’altra chance.
Certo è che il rilancio nella trasferta più difficile era una possibilità, ma non la più probabile, tranne che per D’Angelo.
La presenza del connazionale Puscas forse ha favorito lo stopper classe 1996 rispetto ad altre soluzioni difensive. Alla fine la scelta non è risultata sbagliata e ha valorizzato una pedina tra le meno utilizzate, che così potrà essere pronta in caso di bisogno.
Fondamentale anche l’aspetto tattico: il Pisa con un tenace pressing alto per lunghi tratti ha imbrigliato il Genoa nella sua metà campo, purtroppo non riuscendo a concretizzare in fase offensiva le palle recuperate.
L’espulsione di Marin, improvvisa e imprevedibile, poteva mandare in crisi una squadra reduce dalla sconfitta con il Cittadella e dal pari subìto in extremis a Como.
E invece il Pisa, non solo ridotto in 10 uomini, ma privato del suo capitano e forse del suo miglior interdittore, ha mantenuto inviolata la porta di Nicolas, senza costringere l’estremo difensore ad alcuna parata decisiva, davanti a calciatori del calibro di Coda (capocannoniere degli ultimi due tornei cadetti), Strootman e Criscito.
Il 4-3-1-2 si è dimostrato robusto anche di fronte alla perdita di una pedina.
A differenza di altri moduli (che devono deformarsi per assorbire un’assenza, costringendo uno o più uomini a collocazioni innaturali) è bastato rinunciare al trequartista, non intaccando la disposizione delle linee di difesa e centrocampo, confermando due attaccanti, per non perdere tutte le speranze di ribaltare l’azione.
In questo modo i nerazzurri sono tornati con un risultato e un punto in più in classifica che, per tutte le condizioni in cui si sono verificati, danno una spinta in più sotto il profilo della convinzione per affrontare le prossime partite.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
