Il Tirreno

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I nerazzurri

Il Pisa resiste anche all’arbitro

di David Biuzzi
Il Pisa resiste anche all’arbitro

In un Ferraris vestito a festa riesce a ribattere colpo su colpo nel match contro il Genoa e non si piega neanche dopo la severa espulsione di Marin prendendosi un pari pesante

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GENOVA. Ci sono pareggi e pareggi. Certo, alla resa dei conti valgono tutti un punto, ma se quello di un turno fa, a Como, aveva lasciato un po’ di rammarico e anche qualche dubbio, quello che il Pisa strappa in un Luigi Ferraris vestito a festa con circa 30.000 anime sugli spalti, ha un peso specifico quasi incalcolabile.

Perché i nerazzurri rallentano la corsa di una squadra che con Gilardino al timone in casa aveva sempre navigato verso la vittoria, perché lo fanno ribattendo colpo su colpo finché si gioca in 11 contro 11 e, soprattutto, perché non solo non si arrendono al Genoa ma neppure al direttore di gara. Già, perché l’arbitro Volpi di Arezzo viene colto da un improvviso raptus di severità (vista la direzione complessiva) a metà ripresa, espellendo Marin (forse il migliore fra i nerazzurri fino a quel momento) reo di una protesta (dopo un fallo fischiato contro) che doveva evitare ma che poteva anche essere gestita in alto modo (cioè meglio) dal dischetto toscano. Peccato, perché poteva ancora succedere di tutto. Ma certo l’episodio e tutto quello che accade dopo regala una spruzzata di epico a un’impresa che la truppa di D’Angelo compie (valore aggiunto) davanti e insieme a 5.000 dei suoi sostenitori.

Ma riavvolgiamo il nastro. A Marassi si parte coi padroni di casa che sganciano la coppia Coda-Puscas (l’ex non banale) dal via e i nerazzurri (anzi i gialli, vista la maglia scelta) con il 4-3-2-1 annunciato, cioè quello con Moreo titolare (per Gliozzi), Hermannsson terzino destro e Rus a fare coppia col rientrante Barba. La novità, però, è nel terzetto in mezzo, dove Marin fa il centrale e Nagy l’intermedio di sinistra. Dettaglio? Mica tanto. Comunque sia il Pisa azzecca soprattutto l’approccio alla partitissima: squadra corta, pressing altro, grande ritmo. In una parola sola, insomma, personalità. Così i liguri, che hanno tecnica, chili, centimetri ed esperienza da vendere in ogni zona del campo, ci mettono un po’ a prendere la partita in mano. E anche quando lo fanno non vanno al di là del possesso palla e di un’occasione (14’) in cui prima Nicolas (non benissimo) e poi addirittura il compagno Puscas respingono le conclusioni in serie di Coda. Per i nerazzurri solo qualche tiro dalla distanza di Morutan ma soprattutto tanto lavoro per non trasformare in forcing l’azione dei padroni di casa.

La ripresa si apre con gli stessi interpreti e anche lo stesso copione e coi liguri che al 12’ spediscono fuori (con Coda) un’occasione importante. Il Pisa c’è, però, e al 16’ passa anche con Morutan su assist di Beruatto, con quest’ultimo però pizzicato in fuorigioco dall’assistente Meli sul tocco dentro di Moreo. Niente di fatto, ma comunque la conferma di quanto l’equilibrio sia molto più sottile di quanto non dica il prolungato possesso palla genoano. Peccato che duri fino al 23’, però. Come già accennato, infatti, Marin stende il subentrato Gudmundsson ai 20 metri e si lascia scappare un gesto e forse una parola di troppo a Volpi che lo sta ammonendo. Non si fa, è vero, ma il cartellino giallo appena sventolato si trasforma immediatamente in un severissimo rosso e, di fatto, inizia un’altra partita.

Per 69 minuti il Pisa ha risposto a tutte le sollecitazioni, ora si tratta soprattutto di resistere. D’Angelo inizia l’operazione passando al 4-4-1 e sfruttando la quasi proverbiale generosità di Moreo. Insieme all’ultimo arrivato, però, sono tutti i nerazzurri (compresi De Vitis e Masucci, sganciati dalla panchina) a lottare col coltello tra i denti. Certo si abbassano a concedono campo, ma di occasioni vere i padroni di casa ne costruiscono solo due: al 30’ Aramu (entrato in corsa anche lui) sfiora il palo col destro dopo un triangolo con Coda e al 40’ è bravissimo (lui sì) il segnalinee Scarpa a vedere il fuorigioco di Bani (roba di centimetri) che incorna in rete un cross di Criscrito. Il Var conferma tutto e il punteggio resta 0-0. Resta in trincea, invece, il Pisa. Anche nel recupero che Volpi prolunga in corso d’opera (a 6’ e quasi 7’30”). Ma c’è poco da fare: una squadra così tosta non si batte.

 

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