Il Tirreno

Pisa

A Marassi

Il Pisa e il suo popolo insieme inseguendo l’impresa a Genova

di Andrea Chiavacci
Il Pisa e il suo popolo insieme inseguendo l’impresa a Genova

Più di 5.000 tifosi a Marassi pronti a dare la spinta in più alla truppa di D’Angelo. Il condottiero sorride: «Sarà molto importante vederli e sentirli al nostro fianco»

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PISA. Un tempo in mare, oggi su un campo di calcio. Pisa e Genova sono protagoniste della storia d'Italia da secoli e anche se nel pallone la città della Lanterna è divisa in due, tra Genoa e Sampdoria, oggi i nerazzurri affrontano la prima squadra che in Italia ha vinto un campionato. Sapore di mare, sapore di storia e voglia di ripetere un successo che manca da 55 anni. E in quella circostanza fu Serie A.

Il quadro

Basterebbe un antipasto a base di storia per rendere accattivante questo Genoa-Pisa, fischio d'inizio alle 16,15, ma il piatto più pregiato è la classifica: rossoblu secondi e nerazzurri sesti. Come le ambizioni di due proprietà con chiaro accento americano e la presenza di giocatori di primo livello. Non a caso si trovano di fronte due squadre che insieme sommano 69 punti, 39 per la squadra di Gilardino, 30 per quella di D'Angelo), e che nelle ultime 15 gare hanno fatto peggio solo del Frosinone capolista( 28 punti a testa).

La cornice

Ma la ciliegina sulla torta è la straordinaria cornice di pubblico attesa per oggi. Da categoria superiore. Con un vero esodo nerazzurro Al Ferraris sono attesi oltre 28.000 spettatori, record stagionale per il Genoa, con almeno 5.000 pisani. Un aspetto che dà una carica in più a Luca D'Angelo e ai suoi giovanotti. «Siamo molto felici di avere questo seguito – dice il tecnico – e anche se i genoani saranno ovviamente in maggioranza per noi sarà molto importante vedere e sentire il calore dei nostri tifosi». Per la trasferta di oggi i gruppi Wanderers, Sconvolts, Rangers e Svitati hanno deciso di fare un comunicato-appello chiedendo al popolo nerazzurro presente a Genova di rendere indimenticabile una sfida che in gare di campionato manca da 32 anni: «Invitiamo tutti coloro che parteciperanno alla trasferta di Genova a portare con se sciarpe, bandiere, tutto quel che si ha di nerazzurro, con l’obiettivo di colorare i nostri settori. Saremo tanti: ci sarà chi fa tutte le trasferte, chi è comunque abituato, chi ne fa di rado, chi è alle prime armi perché magari è molto giovane. Vediamo di muoverci e comportarci da pisani, con il rispetto e con la mentalità che contraddistinguono da sempre la nostra tifoseria sia a casa nostra che in giro per l’Italia». E anche oggi, dalle 11.15 ,alle biglietterie dello stadio Ferraris in via Monnet si potranno acquistare gli ultimi tagliandi (vendita libera e aperta a tutti).

D'Angelo sa come si fa

D'Angelo sa bene che affronta la squadra del momento, 16 punti in 6 partite da quando Gilardino è alla guida della squadra, e che dovrà fare una prestazione super per vincere. «Il Genoa è una squadra forte, inutile girarci intorno. Con Blessin giocavano più in verticale, mentre da quando è arrivato Gilardino cercano più il palleggio. Questo è dovuto al fatto che adesso ha acquisito maggiore tranquillità e sicurezza». Il tecnico nerazzurro però ha un ricordo piacevole contro il Grifone. Nella stagione 1996/97, infatti, segnò un gol col suo Castel di Sangro che vinse 3-1 al Ferraris. «Non mi piace mai parlare di quello che è stato. È un bel ricordo e ogni tanto mi piace scherzarci con gli amici».

Mercato aperto

Si parla anche delle voci di mercato e in particolare di quella che riguarda il passaggio di Canestrelli, che sta per essere riscattato dall'Empoli, in prestito al Como. «Per il mercato è tutto in divenire. Canestrelli è un nostro giocatore, a Como ha giocato titolare e può farlo anche a Genova». Poi si parla anche di Stefano Moreo, quello che finora è l'unico nuovo acquisto di gennaio e che oggi, dopo lo spezzone di Como, potrebbe partire dall'inizio. «Moreo sta bene sia dal punto di vista fisico che mentale. È un giocatore molto forte e anche esperto. Deve conoscere determinati meccanismi e le caratteristiche dei compagni. È molto dinamico, non è un centravanti statico. Può fare sia la prima punta o giocare alle spalle di un attaccante. Può giocare in coppia con Gliozzi, vedremo se già stavolta o nelle prossime».

Il grande ex

D'Angelo saluterà George Puscas che torna da avversario dopo avversario dopo il sogno spezzato dalla famosa traversa in finale playoff con il Monza. «A Puscas darò un uno schiaffo per non aver fatto quel gol – sorride l'allenatore nerazzurro – anche lui è uno di quelli con cui abbiamo condiviso un percorso bellissimo lo scorso anno. È un bravissimo ragazzo con cui mi sono trovato molto bene e a cui auguro il meglio, ma a partire da domani».


 

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