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Riflessioni in nerazzurro

Pisa, i dettagli fanno la differenza: ecco dove può cambiare la stagione nerazzurra

di David Biuzzi
Pisa, i dettagli fanno la differenza: ecco dove può cambiare la stagione nerazzurra

Quella di D’Angelo è l’unica delle squadre che dopo una falsa ripartenza si è riportata nelle zone che contano: l’elenco delle deluse è lungo

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Aristotele, da non confondersi con l’Aristoteles del film “L’allenatore nel pallone”, è stato tante cose: filosofo, logico, scienziato. Uno dei padri del pensiero, insomma. Tra le tante lezioni lasciate in eredità all’umanità ce n’è una che, oggi, in qualche modo racconta anche il Pisa: le persone perfette non combattono, non mentono, non commettono errori e non esistono.

Già, non esistono. Proprio come non esistono le squadre perfette. E quella nerazzurra non è l’eccezione che conferma la regola. Certo una striscia positiva lunga 14 partite, e soprattutto le 13 del D’Angelo-bis, hanno alzato l’asticella in tutti i sensi, quella delle aspettative incluse. Ma un rallentamento, un periodo meno felice era ed è nella logica delle cose. Se il bilancio di 1 punto nelle 2 sfide consumate con Cittadella e Como qualche cattivo pensiero lo fomenta, insomma, neanche si può esagerare. Certo le avversarie, con tutto il rispetto, non erano né Real Madrid né Psg ma le attenuanti non mancano e, soprattutto, la situazione è ben diversa da quella del girone d’andata quando il bilancio dei primi 180 minuti era stato lo stesso: 1 ko e 1 pareggio.

Basta pensare che il Pisa, e certo non può essere un caso, è l’unica delle squadre che dopo una falsa ripartenza si è riportata nelle zone che contano. Lo stesso Como, per dire, era partito con ben altre idee, e l’elenco delle deluse comprende Spal, Benevento, Brescia, Venezia e non solo. I nerazzurri, invece, si sono ripresi la zona playoff e ci sono dentro anche oggi, seppur con un margine ridotto e con una concorrenza, alle spalle, che impone la massima attenzione. Quello che davvero conta, ora, è dunque ciò che resta da fare e non ciò che è stato fatto. A partire da sabato, ovviamente, perché la sfida in casa del Genoa è fra quelle che vale più dei 3 punti che mette in palio. Lo dice la classifica, lo conferma il fascino.

Il Pisa, quindi, dovrà arrivarci e affrontarla al meglio. Evitando l’errore fatale commesso a Como, cioè dare per vinta (dopo l’eurogol inventato da Masucci) una partita che ancora vinta non era. Così si spiegano non solo quella stramaledetta rete incassata proprio allo scadere ma anche, e soprattutto, le tane, troppe occasioni concesse ai lariani nei minuti finali. È bastato un calo di tensione, insomma, per riscoprire improvvisamente fragili.

Ecco perché pur partendo dall’insegnamento di Aristotele, la strada da battere, ora, è quella indicata da un altro genio della storia come Leonardo da Vinci: i dettagli fanno la perfezione e la perfezione non è un dettaglio. Anzi, in un campionato come questo in cui l’equilibrio sembra farla da padrone (Frosinone a parte) in ogni giornata e in ogni partita, alla fine saranno proprio i dettagli a fare tutta la differenza del mondo.

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