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Pisa, c’è anche un altro fronte caldo: è quello del caso plusvalenze

di David Biuzzi
Pisa, c’è anche un altro fronte caldo: è quello del caso plusvalenze

Venerdì la Corte federale deciderà sull’eventuale nuovo processo

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PISA. Il campo, il mercato e non solo. Già, per il Pisa c’è anche un terzo fronte. Quello della giustizia sportiva. Nella tarda mattinata di venerdì, infatti, la società nerazzurra tornerà di fronte alla Corte federale d’appello della Figc. A trascinarcela, di nuovo, la Procura federale che chiede la revocazione delle assoluzioni decise dalla stessa Corte nel maggio scorso (dopo quella del Tribunale federale in aprile) per il Pisa e gli altri club coinvolti.

Erano 11, allora, le società e 59 i dirigenti; sono 9 i club e 52 le persone (compresi i dirigenti nerazzurri, con Knaster e i Corrado). Il caso è sempre quello delle plusvalenze e, nello specifico, lo scambio di portieri con la Juventus del 28 giugno 2020: Stefano Gori all’ombra della Mole, Leonardo Loria sotto quella della Torre. Secondo la tesi del procuratore capo Giuseppe Chinè a cifre gonfiate: 3,2 milioni la valutazione dell’estremo oggi al Perugia, 2,5 quella del collega con conseguente conguaglio di 700mila euro a favore del Pisa. La vicenda, come detto, ha già passato senza danni, due gradi di giudizio. L’accusa, lo scorso dicembre, ha chiesto di riaprire tutto (o quasi) dopo che la Procura di Torino (giustizia ordinaria) ha chiuso l’indagine Prisma sulla Juventus. Dalle nuove accuse sono state escluse le uniche due società, Napoli e Chievo, prima coinvolte ma non per affari con la Juventus, che era e resta al centro di tutta la vicenda.

Se ci siano i termini per riaprire davvero il processo, però, lo stabilirà appunto la Corte federale. E da quanto emerso dalle intercettazioni e dalle parti degli atti, riportate nelle ultime settimane da diversi organi di informazione, non è per niente scontato. Nel caso dei nerazzurri, ad esempio, in più c’è una telefonata tra l’ex dirigente bianconero Fabio Paratici e l’ad Giovanni Corrado in cui i l primo, peraltro già al Tottenham, chiede di poter gestire un’eventuale cessione di Lorenzo Lucca, nel gennaio 2022, ma senza esito. Inoltre sembra che la Procura Figc consideri ancora troppo alta la valutazione data a Loria nel corso dello scambio, cioè 2,5 milioni. Ma il portiere era allora nel giro dell’Under 21, quindi in rampa di lancio, e nella scorsa estate il Frosinone lo ha preso in prestito dai nerazzurri (dopo una più che discreta annata al Monopoli) con diritto di riscatto a fissato a 2 milioni. Quindi una valutazione in linea. Non solo: tra i documenti sequestrati alla Juve e ai suoi dirigenti ci sarebbe anche un appunto sulla trattativa in cui il Pisa chiedeva, per Gori, soldi e un giocatore tra Loria e Beruatto. Poi arrivato l’estate successiva con riscatto (esercitato) ancora a 2 milioni.

Alla società e agli avvocati dello studio Grassani e associati di Bologna, che curano la difesa, non mancano le cartucce. Sempre che il procedimento venga riaperto. E il rischio massimo, salvo colpi di scena che comunque non possono essere esclusi al 100%, sembra multa (per il club) e squalifiche (ai dirigenti). Penalizzazione? Assai improbabile.


 

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