Il dolore
Il Pisa sbatte sulla kryptonite
Cittadella ancora bestia nera: la sconfitta arriva dopo 126 giorni e 14 risultati utili di fila. Polemiche e rabbia per un calcio di rigore prima dato e poi tolto proprio allo scadere
PISA. La kryptonite del Pisa si chiama Cittadella. Già, perché proprio come il minerale immaginario presente nell'Universo Dc annichilisce i poteri di Superman, la truppa veneta riesce sempre, o quasi, a fare male ai nerazzurri. Che dopo 14 risultati utili di fila e a 126 giorni dal ko con la Reggina (10 settembre, sempre all’Arena) torna a doversi sorbire l’amaro calice della sconfitta.
È la prima della gestione-bis di Luca D’Angelo e arriva alla prima uscita del 2023. Proprio come quella dell’andata segnò l’esordio in campionato e quella di Rolando Maran. Se poi nel conto si mette anche che la Gorini-band ha conquistato 6 dei suoi 22 punti, segnando 6 dei suoi 15 gol complessivi, proprio col Pisa, allora l’uso della parola “maledizione” non sembra più un azzardo. Ad ogni modo, tanto per essere chiari, nel panorama generale il ko non ha solo un pessimo sapore ma che è anche immeritato. Sul finale, infatti, pesano anche l’episodio del rigore e poi tolto (con l’intervento del Var) proprio allo scadere e l’occasionissima sprecata da Olimpiu Morutan nel recupero. Tirando le somme, dunque, una soffio di vento o poco più separa i nerazzurri da un altro risultato positivo. Nel dettaglio di una gara storta, però, c’è anche (e soprattutto) un primo tempo giocato ben al di sotto dei recenti (e alti) standard. Sotto tutti i punti di vista. Ma in special modo quello della corsa dell’intensità.
Per farle breve: il Cittadella va più forte e, in sostanza, fa tutto più e meglio dei nerazzurri. In un contesto così, dunque, è difficile anche inquadrare e giudicare le scelte di D’Angelo che affida la catena di destra a Esteves e Ionita (che non brillano) e, nonostante l’assenza di Torregrossa, conferma il 4-3-1-2 anomalo (nel senso che le posizioni dei tre giocatori offensive non sono fisse) con Masucci. L’andamento della gara non consente si giudicare quanto siano state azzeccate le scelte, ma ci si può leggere un segnale di mercato. Cioè la necessità di avere un’altra punta. E presto saranno fatti nuovi tentativi per prendere uno tra Moreo e La Mantia.
Lo fotografia della prima frazione, comunque, è racchiusa nel primo gol ospite. Con l’incontenibile Antonucci che s’invola a destra e crossa, la linea difensiva arretra troppo trascinandosi dietro i centrocampisti e, tutti insieme, ammirano il fischiato e polemico Asencio – il gesto del “silenzio” alla tribuna al momento del cambio meriterebbe una squalifica – fare da torre e Mastrantonio (al limite) controllare e spedire alle spalle di Livieri (dopo 499’ di imbattibilità) col sinistro. Bel gol, ma tutto troppo facile. Come il bis firmato dall’ottimo Crociata che (43’) avanza incontrastato e, da fuori, colpisce col destro. Al riposo, così, sembra quasi andare il Pisa della gestione Maran.
La ripresa inizia con stessi interpreti, moduli e copione visto che al 3’ Livieri tiene in piedi la baracca con una prodezza su Varela (applausi per lui) dopo un altro tilt difensivo. D’Angelo interviene dopo, all’11’, con Sibilli per Ionita e passando a un 4-4-2 che somiglia più a un offensivo 4-2-4 e che manterrà anche dopo i successivi cambi. Si sa, però, chi non risica non rosica e al 15’ il Pisa entra finalmente nel match. È proprio Sibilli a dare il via all’azione con un cambio campo che libera Esteves a destra: cross e gol di Morutan che “brucia” Frare sul primo palo. Ridotto il gap, e fisiologicamente calati gli scorbutici veneti (che con le sostituzioni si arroccano nel 4-4-2), i nerazzurri le provano tutte. E gli sforzi sembrano premiati allo scadere, quando Crociata intercetta un cross di Sibilli. Per l’arbitro Gualtieri con il braccio destro (che è staccato dal corpo) ed è rigore; per il Var, dove c’è Abbattista, con quello sinistro (che, invece, è attaccato al tronco) e il penalty già accordato svanisce lasciando delusione e rabbia ai nerazzurri. Finita? Macché. Il recupero diventa di 8 minuti, da 5, e prima Carriero quasi sorprende Livieri con un rinvio da metà campo, poi ancora Sibilli spedisce Morutan davanti al portiere ma il folletto romeno manda la palla del pari sul corpo di Kastrati.
Eh già, è davvero il Cittadella kryptonite del Pisa.
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