Gioco
Gianluca Vialli e quel consiglio a Knaster: «Perché non prendi il Pisa?». L’inizio della svolta nerazzurra
Da giocatore fu bomber implacabile con Cremonese e Sampdoria. Suo anche il gol dell’1-1 a tempo scaduto nella partita del morso di Cuoghi a Cerezo
PISA. Da giocatore, i nerazzurri erano una delle sue vittime preferite di Gianluca Vialli, scomparso venerdì 6 gennaio all’età di 58 anni: per ben dieci volte violò la porta del Pisa di Romeo. Da consulente calcistico invece, una ventina d’anno abbondanti dopo, fu prezioso per i destini della società attuale, poiché tra la fine del 2020 e l’inizio del 2021 fu “l’uomo di calcio” di Alexander Knaster e lo convinse sulle potenzialità della piazza, dopo aver mollato la pista che portava alla Sampdoria. Il suo ruolo nell’acquisto delle quote di maggioranza da Enzo Ricci (il 75%) fu fondamentale. E in seguito continuò a tenere contatti informali e amichevoli con lo stesso Pisa.
Ieri anche il sodalizio nerazzurro lo ha voluto ricordare: «Il Pisa Sc – si legge in una nota – si unisce commosso al dolore per la scomparsa di Gianluca Vialli, simbolo di un calcio al quale siamo tutti profondamente legati. Ciao Gianluca».
L’ex nerazzurro Paolo Baldieri su facebook posta una foto e un bel ricordo di lui e Vialli insieme da militari: «Ci sentivamo immortali, padroni dei nostri destini. Eravamo pieni di vita e di aspettative. Sei stato un amico prima e poi un esempio di come allegramente ed ironicamente bisognerebbe prendere la vita. Eterno bambinone vestito da uomo! R.i.p. Gianluca Vialli» .
Da calciatore, come detto, il Pisa è stato un rivale del tutto particolare per Vialli: la punta cremonese è andata a segno 10 volte in 15 partite. Fra tutte le formazioni affrontate nel corso di una carriera costellata di successi, il team nerazzurro è in assoluto il terzo più perforato dal compianto centravanti. Un bottino ragguardevole, considerando che Vialli ha affrontato l’undici rossocrociato solo con le maglie di Cremonese e Sampdoria, non nella Juventus dove approdò quando ormai il Pisa aveva abbandonato la serie A.
L’ex bianconero ha siglato 14 volte ai danni del Torino, 11 a discapito della Roma e in 10 occasioni (come per il Pisa) al cospetto del Napoli, ma piemonesi, capitolini e partenopei lo hanno sfidato in un numero assai più alto di gare, quasi il doppio, rispettivamente 26, 28 e 27. È contro lo Sporting Club che l’attaccante aveva il piede particolarmente caldo. Fu lui a segnare il secondo dei tre gol con cui la Cremonese espugnò l’Arena Garibaldi in Coppa Italia nell’estate 1983 (2-3). Con una doppietta firmò un altro blitz (1-2) nella stessa competizione, stavolta con la casacca della Sampdoria, nel 1984-85. L’anno dopo, in serie A, si scatenò a Marassi, realizzando 2 centri in un 3-0 ai danni del Pisa.
Nel 1988-89 fece tutto lui, ancora in casacca blucerchiata. All’Arena cancellò una vittoria nerazzurra a tempo scaduto su calcio di rigore concesso “generosamente” dall’arbitro Lanese di Messina(1-1), nella sfida passata alla storia per il morso di Cuoghi a Cerezo. E al ritorno regolò con una doppietta gli uomini di Bolchi con il più classico dei punteggi (2-0).
Il Pisa e Vialli sono legati a doppio filo per un altro motivo: lo scudetto della Sampdoria coincise con l’ultima stagione dei nerazzurri in serie A (1990-91). Ovviamente il fuoriclasse andò in gol sia all’andata (in un 4-2 ai danni dei ragazzi di Lucescu) , sia al ritorno (3-0 all’Arena Garibaldi) . Nella nostra città l’Italia Under 21 vinse per 2-0 la semifinale dell’Europeo 1986. Chi segnò la seconda rete azzurra? Ovviamente Gianluca Vialli.
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