Sicurezza
Tridente pesante e porta blindata: è un altro esame superato dal Pisa
La prima volta dal 1’ di Morutan, Gliozzi e Torregrossa ha regalato gol e giocate. E l’imbattibilità di Livieri ora ha superato la quota (quasi record) dei 400 minuti
PISA. I nerazzurri hanno prolungato l'imbattibilità di Livieri e lo hanno fatto, contro il Brescia, sabato 17 dicembre, calando un tris da sogno. Di gol, ma anche di gioielli in attacco.
Porta blindata
La prima volta del tridente Morutan-Torregrossa-Gliozzi dal primo minuto, insomma, non ha assolutamente indebolito la fase difensiva, che non subisce gol da quattro gare e mezza (l'ultima volta con la Ternana, poco prima dell'intervallo). Circa 405 minuti, insomma. Un traguardo mai raggiunto nella scorsa stagione, quando sulla solidità della rettroguardia i nerazzurri avevano fondato molte delle loro (ricche) fortune. Solo nell'anno dell'ultima promozione in Serie B il Pisa di D'Angelo aveva tenuto più a lungo la porta inviolata, arrivano a 455 minuti, ossia l'equivalente di poco più di 5 partite. Nonostante le novità in avanti e la necessità di sostituire lo squalificato Beruatto, nel match contro il Brescia il tecnico pescarese non ha stravolto il proprio modulo. Jureskin ha indossato gli stessi panni del terzino sinistro titolare, dimostrando di aver assorbito il credo dell'allenatore e di essere cresciuto esponenzialmente nella fase difensiva. In avanti Gliozzi e Morutan si sono collocati spesso ai fianchi di Torregrossa, senza trascurare le proprie inclinazioni, uno verso l'area e l'altro in direzione della trequarti.
Tris d’assi
Sicuri alle proprie spalle, i tre attaccanti hanno sprigionato il loro talento, confezionando le tre reti. Torregrossa e Morutan hanno offerto alla causa classe e fantasia, deliziando il pubblico oltre a contribuire al tabellino, direttamente (l'ex doriano, con la perfetta trasformazione del rigore) o indirettamente (il romeno, con l'assist per il momentaneo 2-0). Ettore Gliozzi invece ha fatto ciò che gli è più naturale: segnare. Mentre i due colleghi di reparto sembrano appagati anche solo dal fatto di servire al bacio un compagno, l'ex comasco vive per il gol, con la cattiveria agonistica tipica di un centravanti. Appena è tornato a ricevere adeguati rifornimenti ha ripreso il conto in sospeso con la rete (non esultava dal 23 ottobre, ossia dal rigore in Pisa-Modena). Ora è a quota 7, a -2 dal primato personale in serie cadetta (collezionato nell'ultimo torneo a Como) e a -2 anche dalla vetta della graduatoria dei cannonieri della Serie B (al comando, a quota 9, il palermitano Brunori ha agganciato il barese Cheddira che deve ancora rientrare dai Mondiali appena chiusi in Qatar). Per la punta calabrese seconda doppietta stagionale, dopo quella siglata a Perugia nel giorno del ritorno di D'Angelo. È da sottolineare che negli ultimi due mesi spesso era partito dalla panchina. Da titolare procede ad una media di quasi un centro a partita (7 in 8 ingressi dal 1').
Quelli che entrano
La medesima andatura e la stessa fame da gol di Gaetano Masucci, che a 38 anni, anche contro il Brescia, ha impressionato per la voglia che ha di continuare a segnare e ad incidere, costruendosi due situazioni interessanti in pochi minuti. Quattro le volte in cui il veterano è stato schierato fra i primi undici (Coppa Italia compresa) e altrettante le reti, anche se in verità una è stata firmata da subentrato in Pisa-Modena. Quando “Tano la trottola” si alza dalla panchina, non passa mai inosservato. Buono anche l'approccio di Matteo Tramoni. Assistere dai bordi del campo alle grandi performance dei compagni scelti dal primo minuto avrebbe potuto demoralizzare un giovane, che invece ha utilizzato il proprio scampolo di incontro per dimostrare di non essere da meno. L'atteggiamento giunto per completare la propria maturazione a supporto di un talento che senz'altro non è in discussione.
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