Il Tirreno

Pisa

Riflessioni in Nerazzurro

Pisa, la banda del sogno interrotto ora ha tutto per riprenderselo

di David Biuzzi

	L’abbraccio tra Gliozzi e Torregrossa. Accanto mister Clotet del Brescia
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L’abbraccio tra Gliozzi e Torregrossa. Accanto mister Clotet del Brescia

Tra i ragazzi di D'Angelo c’è una forza motrice più forte del vapore, dell’elettricità e dell’energia atomica: la volontà

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Guardi il Pisa, te lo godi, lo ammiri mentre prende a pallonate il malcapitato avversario di turno - perché il Brescia (sabato 17 dicembre), alla fine, è stato solo l’ultimo di una lista sempre più lunga - e viene in mente il titolo di una (bellissima) canzone dei Modena City Ramblers del 1996: “La banda del sogno interrotto”. Era dedicata, quella, alla Sicilia che dice no alla mafia, che si rialza e combatte dopo gli anni delle stragi.

Roba decisamente più seria di un pallone che rotola, è vero, ma anche il Pisa, nel suo piccolo si è ribellato (ha detto no al suo destino, quello di un campionato grigio, come sembrava in avvio di stagione); anche la truppa di D’Angelo si sta riprendendo un sogno, un grande sogno, interrotto (il 30 maggio scorso) dalla stramaledetta finale di ritorno dei playoff contro il Monza. Certo non è il momento, questo, di farsi prendere le mano, di guardare più in là del prossimo ostacolo (che si chiama Spal) da affrontare nel giorno di Santo Stefano. Sotto l’albero di Natale nerazzurro, però, c’è un pacco di Natale che si chiama speranza e non è poco. Ora, infatti, il Pisa ha tutto per dire la sua. Lo dice il campo, lo dicono i numeri. Con 24 punti conquistati dalla 7ª (inclusa) alla 18ª giornata, infatti, la squadra è al comando, insieme al Frosinone, delle classifica parziale degli ultimi 12 turni. Quelli consumati con il condottiero D’Angelo al timone. Non può essere un caso e, infatti, non lo è: da piccola e fragile che era la squadra è diventata più forte giornata dopo giornata, partita dopo partita.

Anzi, allenamento dopo allenamento vista la crescita del collettivo ma anche dei singoli: dal folletto Morutan al semi-sconosciuto (all’arrivo) Jureskin. Così ora le partite si stanno trasformando in autentiche prove di forza. Come l’ultima, col Brescia, che in alcuni frangenti ha rasentato la perfezione. Non l’ha raggiunta perché non è di questo mondo, ma anche per un eccesso di leziosità toccato nella ripresa (ma è quasi inevitabile che succeda quando giochi così bene) e per i dubbi legati alla situazione di chi c’era di fronte, cioè il Brescia. Che ha rimediato una magra figura, senza dubbio, come però è già capitato ad altre squadre (come Cosenza o Ternana) che hanno avuto la sventura di venire a giocare recentemente all’Arena.

Ecco, per riprendere definitivamente in mano quel sogno interrotto ora sarebbe importante riuscire a toccare a mantenere gli stessi livelli anche in trasferta. Ma il Pisa, questo Pisa, non c’è molto lontano. Perché è forte e soprattutto sa di esserlo, perché ha il ritmo rock-folk dei Modena Citiy Ramblers, perché sta facendo propria una delle lezioni lasciate al mondo da Albert Einstein: c’è una forza motrice più forte del vapore, dell’elettricità e dell’energia atomica; la volontà.

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