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Pisa

Calcio: Serie B

Al Pisa un cucchiaio di miele

di David Biuzzi
L’incornata vincente del difensore Simone Canestrelli nei minuti finali del match (foto Muzzi)
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L’incornata vincente del difensore Simone Canestrelli nei minuti finali del match (foto Muzzi)

Sotto gli occhi di Knaster il rigore con scavetto di Torregrossa apre i conti con l’Ascoli. Canestrelli li chiude con una prepotente zuccata e ora la zona playoff è di nuovo realtà

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PISA. Chi desidera vedere l'arcobaleno, deve imparare ad amare la pioggia. Ce lo hanno insegnato la penna, il genio e l’anima gentile di Paulo Coelho. Ce lo ricorda il Pisa. Che proprio sotto l’acqua vince la quarta sfida interna di fila, conquista l’undicesimo risultato utile di fila (il decimo della gestione Luca D’Angelo) e irrompe in zona playoff. Sì, si prende l’ottavo posto, in coabitazione con il SudTirol con cui ha perso all’andata (quindi formalmente è dietro) ma la differenza reti migliore. E lo fa sotto gli occhi del patron Alexander Knaster, tornato in Italia in questi giorni e ieri all’Arena con una delle figlie.

La sostanza, comunque, è il Pisa ed è tanta roba. È proprio mettendoci tanta sostanza, infatti, che viene a capo di una partita complicata, difficile, sporca che più sporca non si più. Perché l’Ascoli è falcidiato dalle assenze (ben 8) ma ha uno spirito invidiabile (e da applausi) e perché tutta la pioggia che cade sull’Arena trasformano la partita in una battaglia sportiva. Come detto i nerazzurri se la prendono con pieno merito. Perché sanno soffrire, sbagliando anche ma toccando ogni tanto picchi di qualità assoluta. Come dimostra, ampiamente, non solo il cucchiaio di Torregrossa che sblocca il match e fa saltare il banco dal dischetto ma anche l’azione che lo procura. Il penalty, infatti, arriva grazie alla sopraffina intelligenza calcistica dello stesso Torregrossa, che si piazza tra la palla e Botteghin facendosi travolgere e stendere, ma anche all’ardore di una squadra che quella azione la costruisce a destra con ben tre protagonisti (Lisandro Tramoni, Esteves e Nagy che crossa) e la rifinisce quasi dall’altra parte con la torre di Ionita. La sublime trasformazione del “venezuelano di San Cataldo”, poi, è la ciliegina sulla torta. Segno, insomma, che il Pisa la vittoria la vuole, fortissimamente la vuole.

Comincia a inseguirla dal via, in realtà, perché la partenza è buona. In campo ci sono 5 giocatori di movimento nuovi su 10 e, fra tutti, la sorpresona è proprio “Tramoncino”, cioé il più giovane (classe 2003) dei fratelli di Ajaccio alla prima da titolare. Gli altri sono Esteves, Ionita, Marin e Sibilli. I bianconeri, come accennato, sono devastati dalle assenze ma presentano un 3-5-2 solido e valido. Ci mettono poco, infatti, ad assorbire l’avvio sprint dei nerazzurri e, in parte aiutati dalle condizioni climatiche, ad armare duelli uno contro uno in tutte le zone del campo. Trovare varchi, insomma, mica è facile. Poi, proprio sui titoli di coda, l’episodio che apre la partita.

Nella ripresa, infatti, il Pisa avrebbe più spazi da sfruttare. Ma non lo fa, soprattutto perché perde un pizzico di lucidità, abbassa troppo le linee di difesa e centrocampo e ripartire con quasi 80 metri di campo da coprire diventa impossibile. I nerazzurri però tengono botta, tanto che l’episodio più consistente è la paurosa (e involontaria) capocciata tra Esteves e Falzerano. Mette fuori causa entrambi e tiene il gioco fermo per 8 minuti. Quando si riparte l’Ascoli (cvon gli innesti) passa al 3-4-3 e D’Angelo ci mette il tempo di un amen a rispondere sganciando il difensore Canestrelli per Torregrossa. È un 3-5-1-1, ora, quello dei padroni di casa. L’idea, ovviamente, è quella di continuare a rischiare poco o niente, ma il Pisa riesce anche a fare di meglio. A 3 minuti dall’inizio di un maxi-recupero di 9, infatti, l’arcobaleno dopo la pioggia (che, in effetti, piano piano finalmente cessa di cadere dal cielo dell’Arena) lo disegnano proprio due dei subentrati: Morutan che calcia un corner e proprio Canestrelli, quello che è entrato per difendere, irrompe nell’area altrui come un toro (d’altra parte siamo all’Arena o no?) brucia sia Tavcar che Guarna e prepotentemente incorna dentro il raddoppio,

Non è esattamente la fine, perché come accennato c’è un maxi-recupero stile Mondiali in Qatar, ma è il punto esclamativo sulla partita. Il Pisa vince ancora, il Pisa è di nuovo in zona playoff (sembrava impossibile 10 partite fa...) e la sfida di domenica in casa della capolista Frosinone sarà avvincente da affrontare, bella da vivere.


 

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