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Pisa

Calcio: Serie B

Castillo e Kutuzov analizzano il Pisa: «La società ha sbagliato in estate, ma ora la Serie A è possibile»

di Andrea Chiavacci

	Kutuzov e Castillo hanno fatto la storia del Pisa 
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Kutuzov e Castillo hanno fatto la storia del Pisa 

I due grandi (e doppi) ex tra l’acuto dell’estate 2007 e la sfida del San Nicola contro il Bari: «Risalire la china è difficile, il ritorno di D’Angelo ha sistemato le cose»

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PISA. Un pomeriggio di fine estate, pieno di calore e di passione e bello come il primo giorno in cui ti accorgi che sta nascendo qualcosa di grande. Il ricordo dell'ultimo successo del Pisa a Bari, il 25 agosto 2007 per 2-1, è sempre impresso nella mente dei tifosi nerazzurri che domenica 4 dicembre (inizio alle 15) sperano, con i ragazzi di Luca D'Angelo, di ripetere l'impresa della squadra di Gian Piero Ventura che trionfò al San Nicola proprio nel giorno del ritorno in B dopo 13 anni di assenza. Protagonisti di quel successo, e di quella stagione, il bielorusso Vitali Kutuzov e l'argentino José Ignacio Castillo. Due giocatori mai dimenticati all'ombra della Torre.

Il bielorusso

Vitali Kutuzov, classe 1980, iniziava quella stagione a Pisa dopo le esperienze in A con Sampdoria e Parma. «Dopo il ritiro di Norcia e la Coppa Italia quello di Bari era il nostro primo test importante – dice aprendo l’album di ricorsi – guardavo il San Nicola durante i mondiali del 1990 e giocarci con lo stadio vuoto è stato un po' desolante. Per fortuna c'erano cinquecento tifosi del Pisa che si facevano sentire. Ho capito solo dopo, quando ho giocato a Bari, i motivi per cui i tifosi erano in contestazione con la società e quanto amore hanno per la loro squadra». Kutuzov, autore di una gran partita, commette però il fallo da rigore del momentaneo pareggio pugliese: «Ero in area per difendere e sono venuto a contatto con Lanzafame su un calcio d'angolo. Per me non era rigore ma Ventura subito dopo mi dirà di non stare mai più nella nostra area di rigore. Quella stagione però è stata divertimento allo stato puro, peccato solo per i troppi infortuni che ci hanno negato la promozione in A». Parlando della partita di domenica Kutuzov non vede favoriti. «Il Bari ha iniziato bene grazie all'entusiasmo tipico delle neopromosse e anche se non vince da sei partite resta un ottima squadra. Il Pisa è partito male ma adesso è sulla strada giusta dopo il ritorno di D'Angelo. Secondo me alcune scelte estive della società sono state sbagliate. A tutti capita di commettere errori, il club è stato bravo a tornare sui propri passi. Possono agganciare la zona playoff». In molti rivedono nelle finte di Morutan qualche barlume della fantasia e della classe del bielorusso: «Difficile fare paragoni, oggi il calcio è più collettivo che individuale».

L’argentino

Nacho Castillo e Kutuzov erano amici e compagni di stanza fin dal ritiro estivo. In campo la loro intesa era perfetta e assieme ad Alessio Cerci ed Emanuele D'Anna davano spettacolo nella linea d'attacco del 4-2-4. L'esordio al San Nicola fu la svolta, soprattutto per Castillo, nato nel 1975, che adesso in Argentina fa il talent scout per il Bologna, dopo una vita passata a segnare nei campionati minori e una sola stagione in B a Frosinone. «Fu una giornata davvero speciale – sottolinea – abbiamo subito capito che potevamo fare un grande campionato. Il secondo gol a pochi istanti dal fischio finale è stato da brividi». Castillo condivide lo stesso rammarico di Kutuzov, che sente spesso come il suo connazionale Gabriel Raimondi oggi impegnato ai mondiali con l'Uruguay, per non essere andati in A. «Purtroppo in una squadra ci sono titolari e riserve e quando si fanno male i titolari diventa tutto più complicato. Analogie con il Pisa di oggi? Purtroppo ho poco tempo per seguire le partite. Sono stati bravi però a risalire la china in fretta dopo la brutta partenza e la delusione del dopo Monza. La società di oggi è solida e ambiziosa questa è la cosa più importante». Come avere un giocatore che a Castillo somiglia. «Mi piace molto come gioca Torregrossa. Ha carattere e dopo l'infortunio si è ripreso bene». Infine una promessa: «Spero di venire presto a vedere una partita del Pisa, magari con la squadra in lotta per la Serie A».

 

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