Gioco
Il Pisa ora può provare a volare, ma non ditelo a mister D’Angelo
A Cagliari un test molto severo e anche l’occasione per aprirsi nuovi orizzonti Il tecnico: «Sì, la gara è importante ma guardare ora la classifica non ha senso»
PISA. Il Pisa prova a mettere la freccia nei confronti del Cagliari, oggi avanti di due lunghezze, nella prima trasferta in casa di una delle favorite del campionato. Quello di oggi alla Unipol Domus, fischio d'inizio sabato 12 novembre alle 14, è un test molto importante per la classifica e per il proseguimento del percorso di crescita iniziato con il ritorno di Luca D'Angelo. Dall'altra parte Fabio Liverani si gioca la panchina, visto che finora il suo Cagliari non ha convinto sotto il profilo dei risultati e del gioco. E si sa che quando ci troviamo di fronte a incontri del genere può succedere veramente di tutto.
Un passo alla volta
D'Angelo non vuol pensare al fatto che un'eventuale successo possa aprire per il Pisa discorsi in ottica zona playoff. «È una partita importante quella di Cagliari – sottolinea il tecnico – e molto difficile come tutte quelle della Serie B. Credo però che in questo momento serva a poco pensare alla classifica. Dobbiamo giocare ancora 26 partite, il punto lo faremo a due mesi alla fine del campionato». D'Angelo conosce le insidie della gara odierna. «Il Cagliari è sicuramente una delle migliori squadre di questo campionato. Se vogliamo vincere dobbiamo metterci intensità e stare bene in campo. Dobbiamo giocare sul ritmo, attaccare con tanti uomini e difendere di squadra. Ci possono creare problemi ma li possiamo creare anche noi a loro. Quando siamo in possesso palla abbiamo le qualità per mettere in difficoltà qualsiasi avversario». Non sarà facile arginare un attacco con Mancosu, Lapadula, che non parteciperà alle amichevoli del Perù, e Luvumbo. Proprio Lapadula potrebbe esser preso in consegna da Federico Barba, suo compagno al Benevento, ma D'Angelo non ha previsto nulla di particolare. «Quasi tutti gli avversari giocano con tre attaccanti, indipendentemente da come vengono collocati, e non penso di fare niente di particolare rispetto al solito».
Tanti ballottaggi
Sulle scelte D'Angelo si porterà qualche dubbio fino alla fine. «I ballottaggi sono molti e in tutti i reparti proprio perché la nostra rosa ci permette ampie soluzioni. Stanno giocando un po' tutti proprio perché credo nelle qualità dei miei calciatori. Valuterò come sempre in base a quello che ho visto in settimana e alle caratteristiche degli avversari». Oltre ai dubbi tra Calabresi ed Esteves sulla fascia destra e quello tra Touré e Ionita a centrocampo, favoriti l'ex Lecce e il tedesco, ci sono tante valutazioni da fare anche per i centrali difensivi. Canestrelli, cinque gol al Tuttocuoio nell'allenamento congiunto, reclama un posto da titolare dopo tre gare iniziate dalla panchina. «Abbiamo quattro centrali che possono giocarsi il posto. Canestrelli sta giocando meno ma quando l'ho impiegato ha fatto bene». La sensazione comunque è che Hermannsson e Barba siano i favoriti con Beruatto titolare sicuro sulla fascia sinistra.
Rebus attacco
In attacco ci sono tante soluzioni e anche qui tanti dubbi. Il tecnico è anche tentato da giocarsi la carta della coppia Gliozzi-Torregrossa dall'inizio ma non vuol nemmeno perdere equilibrio. Sicuramente il numero 10 ha il morale alle stelle per la prima convocazione con la nazionale del Venezuela (Nazione del papà) e potrebbe di nuovo partire dall'inizio con Gliozzi pronto entrare. Potrebbero essere Morutan e uno tra Sibilli e Matteo Tramoni, uno dei tanti ex della partita, a fargli compagnia dall'inizio. Senza dimenticare Masucci che però questa settimana si è allenato un po' meno. D'Angelo ha parlato anche di chi ha trovato meno spazio finora. «Cissé è un po' chiuso dal numero e dalla qualità dei giocatori offensivi che abbiamo. Con Jureskin dobbiamo lavorare nella fase difensiva».
Applausi per Lucca
D'Angelo ha parlato anche dei due gol di Lorenzo Lucca nel giro di tre giorni nel campionato olandese. L'attaccante è sempre di proprietà del Pisa: «C'è il rischio che io passi alla storia come l'allenatore che ha messo in panchina il centravanti titolare dell'Ajax (e dire, nda. Ha fatto due bei gol e sta facendo ottime cose. Il fatto che adesso si sta ritagliando uno spazio importante in prima squadra, dopo aver fatto bene con la squadra B, fa piacere anche a noi. Sicuramente è stata brava la società a trovargli questa soluzione. Se ho parlato con i dirigenti dell'Ajax? Con Huntelaar (ex attaccante e ora dirigente dell'Ajax nda) non andavo d'accordo – sorride – scherzi a parte, io non lo conosco nemmeno ma sicuramente ci parla la società».
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