Gioco
Mister Ventura presenta Cagliari-Pisa: «Vi spiego perché è una gara fondamentale per i nerazzurri»
Verso la sfida all’Unipol Domus. «Con il ritorno di D’Angelo hanno cambiato passo e con una vittoria supererebbero il Cagliari in classifica. È tornato l’entusiasmo nell’ultimo mese e mezzo. Soprattutto la squadra è di nuovo quadrata»
PISA. La libidine, il sogno e il grande incubo. Parafrasando un disco degli 883, Gian Piero Ventura nelle sue due stagioni a Pisa ha regalato grande calcio ed emozioni in quantità industriale. Passando dal godimento per un calcio spettacolare con il suo 4-2-4 al sogno infranto di una promozione sfiorata, fino all’esonero, l’incubo di tutti gli allenatori, arrivato verso la fine della seconda stagione.
Grazie al magico trio Cerci-Castillo-Kutuzov però la bellezza resta il marchio di fabbrica di quello che fino alla scorsa stagione è stato il miglior Pisa del dopo Anconetani. Ventura ci presenta la sfida di domani all’Unipol Domus tra Cagliari e Pisa ed esalta proprio il tecnico Luca D’Angelo, tornato in sella da un mese e mezzo, che ha tutte le possibilità per fare il colpaccio secondo l’ex Ct della nazionale. A Cagliari invece Ventura ha allenato in due periodi diversi conquistando anche, nel 1997-98, una promozione in serie A proprio subito dopo una retrocessione in B (allora con Mazzone in panchina).
Ventura, cosa si attende dalle sue due ex squadre in questo che è un grande esame in trasferta per il Pisa di D’Angelo?
«È una partita importante per il Pisa e delicata per il Cagliari. I nerazzurri con il ritorno di D’Angelo hanno cambiato passo e con una vittoria supererebbero il Cagliari in classifica. È tornato l’entusiasmo nell’ultimo mese e mezzo. Soprattutto la squadra è di nuovo quadrata».
Dove può arrivare il Pisa?
«Intanto con una vittoria sorpasserebbe il Cagliari in classifica, non una cosa da poco visto che i sardi erano una delle favorite della vigilia e dispongono comunque di un organico da Serie A. Con una vittoria il Pisa si potrebbe davvero candidare a un posto playoff. Considerando la partenza difficile sarebbe già un successo straordinario».
Come vede invece la squadra di Liverani?
«Il Cagliari non si può permettere un altro passo falso. Forse avevano l’idea di dominare il campionato ma finora sono andati sotto le aspettative».
La squadra sarda è andata in ritiro nei giorni scorsi, può essere una mossa determinante?
«Non credo, la differenza in campo la fanno i giocatori e l’organizzazione. Il resto sono sciocchezze. Il ritiro si fa con la speranza che possa essere una cosa utile, ma spesso non è così. Il momento però è molto delicato per loro visto che sono stati mandati via il direttore generale e il direttore sportivo. Sono segnali non buoni. In caso di sconfitta c’è il rischio che avvenga quasi un cataclisma calcistico».
D’Angelo ha fatto bene a Pisa e dopo la separazione temporanea e l’esonero di Maran è stato richiamato. È così difficile in Italia dare la possibilità agli allenatori di lavorare per tanti anni in una squadra?
«Il calcio è un mondo particolare. Oggi si dice una cosa, domani un’altra. Per fare un discorso di lunga durata serve un’alchimia assoluta e disponibilità reciproca tra la società e l’allenatore. A Torino, per fare un esempio, non avremmo potuto arrivare dalla B alla Uefa in tre stagioni. La sinergia tra tecnico e società è fondamentale per ottenere risultati in campo e nei bilanci di un club».
Chi può decidere la partita di domani?
«Credo di più nell’organizzazione di gioco del Pisa rispetto a quella del Cagliari. Diciamo che da una parte può fare la differenza il collettivo dei nerazzurri, dall’altra i singoli della squadra di Liverani che possono decidere la gara da un momento all’altro. Su tutti Lapadula e Nandez. Mi aspetto comunque una gara avvincente e aperta ad ogni soluzione».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
