Il Tirreno

Pisa

Riflessioni in nerazzurro

Pisa, sganciarsi dal dio Giano con la lezione di Les Brown

di David Biuzzi
Pisa, sganciarsi dal dio Giano con la lezione di Les Brown

Gara quasi perfetta ma quel calo finale è da non ripetere

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Prima che l’imperatore Costantino, conosciuto anche come Costantino il Vincitore o Costantino il Grande, volgesse l’aquila per dirla come Dante Alighieri nella Divina Commedia (Canto VI del Paradiso) spalancando le porte dell’impero al cristianesimo, una delle divinità più antiche e importante di Roma era Giano. O meglio, Giano Bifronte. Perché di facce ne aveva due: una rivolta al passato, l’altra che guardava il futuro.

Un po’ la foto del Pisa di oggi che annichilendo il Cosenza ha di nuovo alle spalle la sabbie mobili della classifica e la prossima, insidiosa sfida di Cagliari può addirittura diventare un trampolino di lancio. Ma anche e soprattutto perché i nerazzurri continuano ad avere due volti distinti. Con un reparto avanzato che diverte (tutti, meno gli avversari), crea e segna e con una fase difensiva che ancora concede. Lo dicono i numeri che pur essendo freddi per definizione qualcosa raccontano. Sempre. Anche nel calcio, che notoriamente e fortunatamente non è una scienza esatta. Quelli dei nerazzurri, oggi, portano il reparto avanzato e le sue 20 reti già realizzate ai vertici della categoria, in un duello apertissimo con la Reggina e addirittura a +2 rispetto alla capolista Frosinone, e quello difensivo nei bassifondi con 18 gol al passivo e 4 solo rivali capaci di fare peggio (Perugia e Venezia ne hanno presi 19, Como e Cosenza addirittura 21). Ma è l’ultimo dei palloni finiti in fondo al sacco a cui ora bisogna pensare.

Già, perché la sensazione è che anche dietro qualcosa stia migliorando. Il Pisa, infatti, fino a 10 minuti dalla fine, al Cosenza aveva lasciato le briciole. Certo nel conto va messo anche il valore, non eccelso, dei calabresi, ma tutto lasciava intendere che i nerazzurri potessero mantenere la porta inviolata per la seconda volta di fila, dopo Benevento, come mai avvenuto in questa stagione. Peccato che ci sia stato una sorta di black out, nella squadra, dettato probabilmente dalla superiorità dimostrata e dalla consapevolezza di aver già sbrigato la pratica.

Comprensibile, sia chiaro. Ma comunque sbagliato. Intanto perché non prendere gol è sempre meglio che prendere gol, poi perché per portare avanti la rincorsa la solidità sarà importante come e quanto l’attacco boom boom. Errore da non di ripetere, insomma, perché il rischio è di pagarlo caro. E qui torna di nuovo utile Giano con le sue due facce: guardare avanti, al futuro, significa restare sul pezzo dall’inizio alla fine e voler non prendere gol con la stessa forza prorompente e la stessa rabbia con cui il Pisa cerca sempre di segnarlo; guardare indietro, invece, riporta a un recente passato da archiviare in fretta.

La perfezione non esiste, diceva il politico e motivazionista americano Les Brown, ma puoi sempre fare meglio e puoi sempre crescere. Proprio quello che ora deve fare il Pisa per spiccare definitivamente il volo.

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