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Dai Pisa, ora prova ad accelerare. «Questa partita può darci forza»

di Andrea Chiavacci
L’abbraccio tra i giocatori nerazzurri dopo uno dei gol messi a segno nel match contro il Modena (Foto Muzzi)
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L’abbraccio tra i giocatori nerazzurri dopo uno dei gol messi a segno nel match contro il Modena (Foto Muzzi)

Un acuto col Cosenza permetterebbe alla D’Angelo-band di tirarsi fuori dai guai. Ma dopo il ribaltone dei silani il tecnico non si fida e mette in guardia i suoi allievi

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PISA.  Vincere per mettersi di nuovo come minimo cinque squadre alle spalle e uscire un’altra volta dalla zona rossa mantenendosi i in perfetta media inglese. La sfida odierna con il Cosenza (ore 14) all'Arena è l'ennesimo “dentro o fuori” parziale di questo inizio stagione. Infatti Pisa e Cosenza sono a braccetto a quota 11 punti e al momento bisogna parlare sempre di scontro salvezza.

Debutti e assenze

Vietato fermarsi, quindi, dopo 6 risultati utili di fila (5 con Luca D'Angelo) contro l'ennesima avversaria che ha appena cambiato allenatore passando da Dionigi a Viali. Che oggi è al suo debutto assoluto in Serie B. Nel Pisa non ci sarà Nicolas, in porta ancora Livieri, e c'è il dubbio Gliozzi in attacco. Il centravanti è convocato ma non ha passato una settimana semplice e potrebbe partire dalla panchina con Torregrossa titolare. Possibile una staffetta tra i due.

Occhi aperti

D'Angelo conosce le insidie e anche lui ammette l'importanza di una partita che può rappresentare una svolta importante nel campionato del Pisa. Un po' come quel Pisa-Cosenza, finito 3-0 per i nerazzurri, del 2020/2021. Lì eravamo nel finale di stagione mentre ora, compreso la gara di oggi, ci sono ancora 27 partite da giocare e altri 81 punti in palio. «Le difficoltà ci sono in tutte le partite e anche con il Cosenza dobbiamo giocare bene e sfruttare i cambi – esordisce D'Angelo – questa è una partita molto importante per noi perché ci può dare ulteriore forza ai risultati già ottenuti». Poi il tecnico nerazzurro ammette che non è facile giocare contro una squadra che presenta molte incognite a livello tattico. «È complicato capire come si schiererà il Cosenza perché non abbiamo termini di paragone. Non sappiamo se cambierà modulo. Bisogna stare attenti perché questa è una squadra che ha fatto bene nelle prime giornate e poi anche quando hanno perso, tolto il 5-0 con la Spal, hanno messo in difficoltà chiunque. Compreso il Frosinone capolista».

L’amico ritrovato

Prima della partita D'Angelo andrà sicuramente a stringere la mano e a scambiare due parole con Roberto Gemmi, probabilmente l'uomo che ha creduto maggiormente nelle sue qualità di tecnico. Oggi avversario ma sempre grande amico. «Con Roberto ci sentiamo spesso e sarà un piacere salutarlo perché non ci vediamo da un po' di tempo. È la persona che mi ha portato a Pisa insieme alla famiglia Corrado. Abbiamo conquistato la promozione in B e disputato due ottime stagioni in questa categoria. Al di là dei risultati mi lega a lui una profonda amicizia che va al di là della sfida con il Cosenza». Qualcuno ha parlato anche della "triade" formata da D'Angelo, Gemmi e Giovanni Corrado. «Abbiamo capito fin da subito che calcisticamente parlando c'era l'intesa giusta», chiosa l’allenatore.

Sibilli e Morutan

D'Angelo difende le ultime prestazioni (non brillanti) di Sibilli . « Giuseppe è maturato come calciatore in questi due anni e mezzo. È più completo, prima era più estemporaneo nelle giocate. Forse è meno appariscente ma ha sempre un grande rendimento a mio avviso. I gol? È un caso se ha segnato solo una volta finora. I suoi gol li farà sempre». Il tecnico invece ha apprezzato molto la crescita di Morutan che punta alla conferma da titolare dopo la buona prova a Benevento: «Sono soddisfatto delle prestazioni di Morutan. Non lo conoscevo, mi sembrava più un giocatore da grandi colpi invece sto scoprendo un calciatore che è più dentro alla squadra e al modulo». Sibilli e Morutan potrebbero di nuovo partire titolari in appoggio all'unica punta. Con Matteo Tramoni di nuovo in panchina.

Diventare collettivo

D'Angelo si prende qualche responsabilità per lo 0-0 di sabato scorso: «Non mi sono spiegato bene su quello che dovevamo fare nel finale. I giocatori subentrati dovevano essere serviti in una certa maniera e non lo abbiamo fatto principalmente per colpa mia». Ma questo Pisa può diventare più forte di quello dell'anno scorso? «In questo momento è più forte il Pisa dell'anno scorso perché era abituato a giocare insieme e perché aveva più punti – sorride D'Angelo – a livello di singoli è più forte questa squadra, a livello collettivo la squadra dell'anno scorso era più pronta. È normale perché l'anno scorso abbiamo lavorato in ritiro con la difesa a disposizione mentre Maran quest'anno non lo ha potuto fare. Qualche difficoltà in più si è avvertita. Ci vorrà del tempo per creare la stessa coesione».

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