Gioco
Pisa: la rivoluzione d’ottobre
Ha chiuso l’ultimo mese da imbattuta e con un passo che ha il profumo dei playoff. Ottimi i numeri del D’Angelo-bis e ora lo scontro con il Cosenza può valere la svolta
PISA. Anche il Pisa ha avuto la sua rivoluzione d’ottobre. Ovviamente non è una nuova edizione (in versione calcistica) dell’insurrezione che nel novembre del 1917, ma appunto in ottobre secondo il calendario giuliano, cambiò la storia della Russia (e del mondo) portando al potere il Partito operaio socialdemocratico (bolscevico) guidato da Lenin e Lev Trockij spazzando via ciò che rimaneva dell’impero zarista e dando vita all’Unione. Si tratta, però, del primo spicchio della gestione-bis di Luca D’Angelo e anche in questo caso ha prodotto una decisivo cambio d’orizzonte e anche di prospettive.
Cambio di passo
Non di classifica, o almeno non completamente in questo caso, ma poco ci manca. Il condottiero di Pescara, infatti, da Rolando Maran ha ereditato una formazione all’ultimo posto. Oggi, invece, ha la testa fuori dall’acqua e quasi tutto il corpo già riemerso dalla sabbie mobili delle zone rosse della classifica. Nelle 5 gare disputate nel mese appena concluso, infatti, non ha mai perso, come Genoa e SudTirol, raccogliendo 2 vittorie e 3 pareggi. Traduzione: 9 punti. Che fanno la media di 1,8 a partita. In precedenza era di 0,3 e significava retrocessione senza se e senza ma. Quella attuale, invece, porta a playoff. O almeno sarebbe stata una certezza se spalmata sulle 38 partite del campionato: arrivo previsto tra i 68 e i 69 punti. Ne avrebbero già 18, i nerazzurri, se l’avessero mantenuta dall’inizio. Invece sono a 11 e le gare da consumare restano 27. Dunque mantenendo questo passo l’arrivo dovrebbe essere intorno ai 60. Altra quota che potrebbe valere l’accesso agli spareggi promozione dato che nello scorso torneo (che il Pisa chiuse al 3° posto a quota 67 punti accarezzando a lungo il sogno del grande salto nel paradiso del pallone) l’ultima ammessa fu il Benevento con 63 e la prima delle escluse il Perugia con 58.
Buoni numeri
Prospettive interessanti, insomma. Anche se in primis il Pisa deve pensare a completare l’opera a salutare, se possibile presto e definitivamente, le attuali cattive compagnie. Ovvero la zona più a rischio di una classifica in cui la zona playoff è ora a -7, dunque non irraggiungibile visto che di punti a disposizione ne restano ben 81, ma il baratro ancora pericolosamente vicino. In questo senso la sfida di sabato con il Cosenza, che piaccia o no uno scontro diretto, può e deve dire molto. E la truppa di D’Angelo ci arriva sulle ali di un mese propizio. Infatti, nella (virtuale) classifica delle sole sfide disputate a ottobre, e dunque tutte quelle targate D’Angelo, il Pisa sarebbe già dentro i playoff (7° posto) con una manciata di squadre capaci di fare meglio e tutto il resto a leggere la targa. Tra chi ha raccolto di più nelle ultime 5 partite ci sono la capolista Frosinone, la sorprendente Ternana e annunciate big come Genoa e Parma. Anche la neopromossa SudTirol, però, che proprio col Pisa aveva centrato la prima vittoria. Stessi punti, invece, per il Modena, battuto all’Arena con un sonante poker. Tornando ai nerazzurri, buono anche il conto delle reti fatte: 10, media di 2 a gara con Gliozzi protagonista con 4. Meno quello delle reti incassate: 6, oltre 1 a gara. Ma la rivoluzione d’ottobre in salsa nerazzurra ha comunque lasciato il segno e tracciato la strada. Ora, però, bisogna continuare a percorrerla.
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