Pisa, il muro difensivo eretto da D’Angelo funziona
I nerazzurri tornano da Benevento con qualche rimpianto per non aver fatto il pieno ma al Vigorito ha mantenuto la porta inviolata
PISA. Nel ritorno a casa da Benevento il Pisa si porta a casa qualche rimpianto per non aver osato troppo in attacco, ma anche la consapevolezza di aver giocato la miglior partita a livello difensivo di questa stagione.
Certo, i numeri ci dicono di una squadra che all’undicesima giornata dello scorso campionato era la terza miglior difesa, 9 gol subiti, oggi invece è la quarta peggiore con 17 reti al passivo come il Modena. Di cose da migliorare ce ne sono eccome. Ma i segnali che arrivano dal Vigorito sono confortanti anche per l’aiuto dei centrocampisti e anche dagli attaccanti alla fase di non possesso. Hjortur, l’amico ritrovatoIl Pisa a Benevento ha fatto meglio anche rispetto all’unica altra occasione in cui ha chiuso l’incontro senza gol al passivo.
Lo 0-0 casalingo con il Parma, anche per merito della forza dei ducali, è stato molto più sofferto di quello ottenuto contro un Benevento con tante assenze ma pur sempre squadra da prendere con le molle. Per il contesto, non vince da sette partite, per un campo storicamente tabù e anche per un caldo fuori stagione che poteva incidere. D’Angelo è stato bravo a fronteggiare anche lui l’emergenza visto che Nicolas si era bloccato di nuovo nella rifinitura all’Arena, e non ha voluto rischiare Barba che in settimana si è allenato meno. Il tecnico non ha smontato la linea a quattro nonostante le sofferenze mostrate nella gara vinta 4-2 dal Modena segnata comunque da qualche incertezza difensiva. In primis abbiamo rivisto l’islandese Hjortur Hermannsson ai livelli dello scorso finale di stagione. Il gigante nordico non ha fatto toccare palla a La Gumina e di testa è stato insuperabile. Il vichingo è stato bravo ad interpretare il ruolo di centrale di sinistra, lui che è un destro naturale e nella passata stagione ha giocato spesso proprio sulla fascia destra. Sulla carta il caldo doveva soffrirlo più di tutti ma non si è assolutamente notato. Importante aver ritrovato un giocatore che al momento del suo arrivo in Italia fu svelto a inserirsi negli schemi e nel gruppo. Immediata anche la conoscenza della nuova lingua. «Dopo una settimana era già più italiano di me», disse D’Angelo il giorno del suo ritorno a Pisa.
Obiettivo crescita
Con Hermannsson è cresciuto anche Adrian Rus che stavolta è apparso più sicuro. Il romeno doveva ritrovare fiducia visto l’inizio difficile di stagione. Dopo la sostituzione a fine primo tempo con la Reggina, quando c’era ancora Maran in panchina, Rus aveva giocato solo i minuti di recupero a Perugia prima di queste ultime due gare da titolare. L’infortunio di Barba e qualche errore di Canestrelli lo hanno riportato nell’undici e lui a Benevento ha fatto vedere grande attenzione e concentrazione come mai prima d’ora.
Adesso le missioni di D’Angelo per quanto riguarda i centrali sono tre: ritrovare il miglior Federico Barba, recuperare capitan Antonio Caracciolo, che dovrebbe rientrare in gruppo a dicembre a sei mesi dall’operazione al crociato, e ridare un po’ di fiducia proprio a Canestrelli, un ragazzo che viene convocato spesso nella nazionale Under 21 di Paolo Nicolato. Con tutti i centrali a disposizione D’Angelo potrebbe pensare anche al rilancio di una difesa a tre. Inoltre non va dimenticato che a destra Esteves è entrato bene nel finale al posto di Calabresi, forse quello che ha sofferto di più a Benevento, e a sinistra finalmente abbiamo rivisto un Beruatto all’altezza della situazione. Un suo ritorno costante ad alti livelli potrebbe fare davvero la differenza.
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