PISA. Benevento e Pisa vanno entrambi alla ricerca di una prima volta. Il Pisa vuol finalmente espugnare lo stadio Vigorito, zero vittorie finora, dall’altra parte il campione del mondo 2006 Fabio Cannavaro cerca la prima vittoria sulla panchina sannita dopo due punti in quattro partite.
Nessun condizionamento
Nerazzurri praticamente al completo, Benevento con l’infermeria piena e mille problemi. Ma è bene esser diffidenti verso una squadra che ha tanti giocatori di qualità. In casa nerazzurra la sconfitta clamorosa del 2 aprile scorso, la più netta subita da D’Angelo, è solo un lontano ricordo e non c’è nessuna rivincita da consumare. Visto che i nerazzurri si sono rifatti ampiamente nella doppia semifinale playoff. «Il 5-1 della passata stagione non ci condizionerà, ogni partita ha una sua dinamica – spiega D’Angelo. – Il Benevento avrà sicuramente qualche assenza ma è una squadra forte e dispone di una delle rose migliori del campionato. Sarà una partita di alta intensità e dobbiamo giocare molto bene per cercare di vincerla. Negli ultimi tempi anche se non hanno vinto sono riusciti a mettere in difficoltà tutte le squadre che hanno affrontato».
Grande fiducia
D’Angelo non abbassa la guardia ma si fida dei suoi ragazzi che al netto di tante ingenuità nella fase difensiva stanno ritrovando la giusta strada. Soprattutto sotto porta. «Abbiamo tante possibilità di fare gol come abbiamo fatto a Perugia, a Palermo e con il Modena. Deve crescere la consapevolezza nei nostri mezzi, su questo dobbiamo lavorarci ancora, anche se i risultati aiutano. L’inizio difficile ha tolto un po’ di tranquillità ma quello che mi piace è l’atteggiamento che la squadra mette durante tutta la settimana». La miglior notizia è che D’Angelo ha la rosa al completo al netto di qualche piccolo dubbio che riguarda in particolar modo Barba che come minimo sarà in panchina. «È un bene avere problemi d’abbondanza – spiega il mister. – Con cinque cambi dobbiamo esser bravi a sfruttare le sostituzioni. Tutti si sentono importanti anche quando partono dalla panchina. Le partite sono tantissime e c’è spazio per tutti. Aspettiamo solo il ritorno di Caracciolo. Confidiamo di riaverlo a pieno regime da dicembre».
Le scelte
Se la tentazione di vedere dall’inizio Gliozzi e Torregrossa, 8 gol in due, è tanta ci sono anche degli equilibri di squadra da valutare. «Può giocare dall’inizio», ha detto D’Angelo riferendosi all’attaccante capace di segnare 3 gol in 75 minuti. Il giocatore, rientrato due settimane fa dopo un infortunio, con la media più alta della serie B in base ai minuti giocati. Difficile che D’Angelo possa rinunciare sia a Matteo Tramoni, Olimpiu Morutan e Giuseppe Sibilli dal primo minuto. Ma non è da escludere, in caso di impiego della coppia dei sogni, che si opti per un trequartista con doti anche conservative come Giuseppe Mastinu o ad Artur Ionita, che è anche uno degli ex di turno. «Ionita tendenzialmente è una mezzala ma in determinate partite può giocare anche sotto le punte. Quando lo ha fatto ha avuto anche le occasioni importanti perché sa come inserirsi in area. Abbiamo parlato e lui è disponibile a giocare in qualsiasi ruolo». Difficile però anche rinunciare al 4-3-3. A centrocampo torna dopo la squalifica Marius Marin con i confermatissimi Adam Nagy e Idrissa Touré. Proprio il tedesco può diventare un’arma in più sul versante di destra anche in fase di spinta.
Gaetano e Maxime
C’è il tempo anche per parlare di Gaetano Masucci, decisivo anche lui contro il Modena, che ha appena compiuto 38 anni. «Gaetano fa parte del percorso straordinario che abbiamo fatto in questi anni al Pisa. Con i suoi 38 anni resta un giocatore di alto livello per la categoria. Dobbiamo ringraziarlo per quello che sta facendo finora e per quello che sicuramente farà da qui al termine della stagione». Nel Benevento potrebbe partire dalla panchina, anche il difensore Maxime Leverbe che fino a pochi mesi fa era un pilastro della squadra di D’Angelo ed è ancora di proprietà del club nerazzurro. «Leverbe era uno dei miei punching ball preferiti quando giocava con noi. È un giocatore forte, molto forte. Un bravo ragazzo e un professionista serio che qui ha giocato una stagione straordinaria. Anche se i francesi non mi stanno molto simpatici con lui mi son trovato bene. Ci unisce il ricordo di una stagione bellissima. Per me è stata una soddisfazione vederlo andare in serie A anche se per poco tempo».