Sicurezza
Pisa-Benevento: sliding doors tra allenatori
Al Vigorito si sfidano Luca D’Angelo e Fabio Cannavaro. Una serie di incroci curiosi: il mister del Pisa poteva finire in giallorosso
PISA. Una sfida tra due squadre divise da un solo punto in classifica ma che stanno tenendo un ritmo completamente diverso da quando hanno cambiato allenatore poco più di un mese fa. Benevento e Pisa si affrontano sabato 29 ottobre (inizio alle 14) in quello che, classifica alla mano, è al momento uno scontro salvezza ma che poco più di cinque mesi fa valeva la finale per la serie A. Nel doppio confronto la spuntò il Pisa, ma da lì in poi ne sono successe, di cose...
Sliding doors
Compresa una sliding doors determinante per il destino recente di entrambe le squadre e dei due allenatori Luca D’Angelo e Fabio Cannavaro. Dopo la sesta di campionato Pisa e Benevento hanno rispettivamente 2 e 7 punti in classifica e c’è malcontento su entrambe le piazze. I nerazzurri esonerano Rolando Maran, che aveva sostituito proprio D’Angelo, e il Benevento Fabio Caserta. I giallorossi pensano a una serie di nomi tra cui quello di Luca D’Angelo che era seguito anche dal Como. Il Pisa però si fa avanti con l’allenatore che l’ha riportato in B e a un passo dalla massima serie. D’Angelo non può dire di no. «Pisa per me è come il Real Madrid», dirà il tecnico che in quattro stagioni ha messo insieme 172 panchine ufficiali con il Pisa.
Il Benevento decide quindi di fare una scelta che va in direzione totalmente opposta puntando su un allenatore come Cannavaro che non ha mai allenato in Europa e ha fatto esperienze solo in Asia. Nazionale cinese compresa, ripercorrendo le orme del maestro Marcello Lippi. A Benevento Cannavaro porta con sé come vice il fratello Paolo che è stato con lui anche nell’esperienza al Guangzhou in Cina fino al 2021. Proprio con la squadra cinese Fabio Cannavaro sfidò il Pisa dell’ex compagno di Nazionale Gennaro Gattuso in un’amichevole all’Arena nel 2017 venendo sconfitto per 3-2.
Comanda D’Angelo
In campo Cannavaro è stato uno dei più forti difensori degli ultimi trent’anni vincendo quasi tutto quello che c’era da vincere, Pallone d’oro compreso. Con la ciliegina sulla torta di aver alzato la Coppa del Mondo al cielo di Berlino il 9 luglio del 2006 da capitano della Nazionale. D’Angelo invece è stato un buon centrale difensivo che però non è andato oltre la serie B. In panchina però i rapporti di forza al momento sono a nettamente a favore del tecnico nerazzurro, almeno per quanto riguarda l’esperienza accumulata nel campionato cadetto. In queste ultime quattro partite il tecnico nerazzurro ha iniziato decisamente meglio di quello giallorosso, sempre alla ricerca del primo successo in Italia. D’Angelo ha raccolto due vittorie e due pareggi, perfetta media inglese; Cannavaro due pareggi e due sconfitte. Il tecnico napoletano ha anche rassegnato le dimissioni dopo la sconfitta per 2-1 a Como ma il presidente Oreste Vigorito le ha respinte, confermando il tecnico e mandando la squadra in ritiro in provincia di Pescara. Che guarda caso è la città natale di D’Angelo.
Pisa quasi al completo, Benevento con tanti problemi
Ma adesso conta solo il presente. D’Angelo ha praticamente recuperato quasi tutti i giocatori a disposizione compreso l’ex di turno Federico Barba, resta fuori solo il lungodegente Antonio Caracciolo, mentre Cannavaro deve fare a meno di 9 infortunati e ora deve affrontare anche qualche problema legato al Covid.
Infatti secondo quanto riporta Il Mattino sarebbero emersi due casi nella squadra giallorossa durante il ritiro in Abruzzo. Una rosa praticamente falcidiata. Non si conoscono i nomi dei due positivi, ma anche gli altri nove infortunati difficilmente potrebbero recuperare: l’unico che può farcela è il centrocampista Mattia Viviani. I giocatori out per infortunio sono i difensori Hamza El Kaouakibi, Kamil Glik Freddie Veseli, i centrocampisti Krysztof Kubica, Andrés Tello, Dejan Vokic e Gennaro Acampora. A questi va aggiunto l’attaccante Camillo Ciano che si è fatto male con il Como. Ma attenzione: una delle leggi del calcio ci insegna che non bisogna mai fidarsi di chi sulla carta sembra messo peggio di te.
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