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Bomber implacabile e amuleto: così Torregrossa esalta il Pisa

di Andrea Chiavacci
Bomber implacabile e amuleto: così Torregrossa esalta il Pisa

Le prodezze in serie e anche i numeri confermano quanto incida la sua presenza: in gol ogni 75 minuti e quando segna al 90’ per la squadra c’è sempre qualcosa

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PISA. L'importanza di chiamarsi, anzi di avere Ernesto sta soprattutto nel fatto che quando segna lui il Pisa va sempre a punti. È una sentenza, Torregrossa, e anche spettacolo allo stato puro. Perché insieme ai suoi numeri vanno esaltate le emozioni che riesce a reglare.

Prodezze di serie

Nella sfida contro il Modena – domenica 23 ottobre – , quella del suo ritorno all’Arena dopo l’infortunio patito nei primi minuti della sfida contro il Genoa, in mezz'ora, più abbondante recupero, ha segnato due gol, uno da rapace dell'area e uno su rigore, conquistato un penalty e regalato un assist magistrale a Gaetano Masucci danzando fra tre avversari e mettendo la palla in un corridoio dove tanti altri giocatori si sognano di mettere. Un gesto che vale il prezzo del biglietto e che giustifica la frase pronunciata dal tecnico Luca D'Angelo nella conferenza stampa della vigilia: «Torregrossa ha dei colpi che non c'entrano nulla con questa categoria». Detto, fatto. In questa stagione Torregrossa ha totalizzato, a causa degli infortuni, appena 4 presenze per un totale di 75 minuti in campo. Praticamente meno di una partita. In questi 75 minuti, però, ha segnato 3 reti, sempre da subentrato, incidendo per il 24% sui 17 gol totali della squadra pur giocando appena il 10% dei minuti a disposizione in campionato. Numeri spaventosi ai quali vanno aggiunti quelli della passata stagione. Su un totale di 21 presenze da febbraio ad oggi Torregrossa ha realizzato 11 reti che hanno portato 17 punti al Pisa. Due quelli di domenica scorsa, visto che a livello statistico le reti di Gliozzi e Masucci avrebbe comunque portato un pareggio. Ma sono dettagli, il suo ingresso è stato decisivo eccome. D’altra parte quando segna Torregrossa la squadra raccoglie (tolta la finale di ritorno col Monza, ma al 90’ era pareggio). Almeno un punto, come quello vitale contro il Como alla seconda di campionato quando mise subito a segno la zampata vincente per il definitivo 2-2. Poi l'infortunio con il Genoa e il ritorno in campo alla nona giornata nella sua Sicilia. Nel rocambolesco 3-3 di Palermo quando a fine partita ha donato la sua maglia a Davide La Paglia, l'allenatore che lo ha lanciato nel grande calcio e malato da tempo. Decisamente il suo gol più bello.

Coppia dei sogni

Torregrossa si conferma bomber casalingo: 9 volte è andato in gol all'Arena e solo 2 in trasferta. Gol segnati nella passata stagione contro Alessandria e Pordenone che fruttarono quattro punti. Torregrossa in casa decise invece le partite contro Crotone, vittoria per 3-2, Cremonese, 3-0 con doppietta, Cittadella e Como, segnando il rigore del nuovo vantaggio nella gara vinta 3-1 con doppietta di Puscas. Per il Como andò a segno Ettore Gliozzi. Che ora, in nerazzurro, ha già segnato 5 reti, di cui 4 in trasferta, e si è sbloccato in casa proprio contro il Modena sulla ripetizione del rigore del momentaneo 1-1. Praticamente un ruolino di marcia del gol inverso rispetto a quello di Torregrossa che è implacabile all'Arena, grazie anche a D'Angelo che lo ha spostato sempre più vicino alla porta, e segna meno fuori casa. Altra prova di come siano complementari, insomma. Ma l'importanza delle “fattore E”, Ernesto ed Ettore, va al di là di quanto e dove si segna. Con loro D'Angelo ha finalmente a disposizione una coppia da sogno. Se Torregrossa ha messo ko il Modena, Gliozzi l'ha stancato giocando settanta minuti a ritmi (e livelli) altissimi. D'Angelo è convinto che i due possono coesistere e forse già a Benevento li vedremo insieme. Per il momento hanno giocato in coppia una quarantina di minuti tra la mezz'ora di Palermo e i dieci minuti con il Modena. In quei quaranta minuti il Pisa ha segnato due gol, quelli di Palermo, che non portano la loro firma. Segno comunque che con loro in campo la squadra attacca, produce e segna nonostante il poco tempo a disposizione per poter giudicare pienamente l'intesa. Di certo parlano la stessa lingua. La lingua del gol.


 

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