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Calcio: Serie B

Il Pisa nelle mani di Livieri: perché il vice Nicolas è un secondo di lusso

di David Biuzzi
Il Pisa nelle mani di Livieri: perché il vice Nicolas è un secondo di lusso

Il dubbio sulla presenza di Nicolas contro il Modena sarà sciolto all’ultimo tuffo, però l’estremo difensore scuola Milan ha già ampiamente dimostrato di essere qualcosa di più di un rincalzo

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PISA. Se mai dovessi aver bisogno di una mano che ti aiuti, diceva l’attrice Audrey Hepburn, ricordati che ne troverai una alla fine del tuo braccio. Al Pisa, domenica 23 ottobre alle 16,15 nella sfida contro il Modena, di mani ne serviranno due e potrebbero non essere quelle, affidabili e sicure, di Nicolas David Andrade. Non è ancora sciolto, infatti, il nodo sul recupero del 34enne portiere di Colorado do Oeste, che sabato scorso a Palermo ha dovuto alzare bandiera bianca, sul parziale di 1-0 per i rosanero, a causa del riacutizzarsi di un vecchio problema muscolare. Una decisione arriverà in extremis, con ogni probabilità, ma la mano, anzi le mani che aiutano sono comunque garantite. Da Alessandro Livieri, per la precisione. Che ha già dimostrato, ampiamente, di essere qualcosa di più e di meglio di un semplice vice.

Biglietto da visita

In pratica lo aveva già fatto prima di tornare a vestire il nerazzurro. In particolare con l’ottimo campionato, quello di Serie C 2020/2021, consumato con la maglia della Pro Sesto. Stagione sopra le righe, per il classe 1997 nato a Milano a cresciuto nelle giovanili del Milan, conclusa con una prova superba in un match con il Livorno costato la retrocessione ai rivali di sempre: un biglietto da visita niente male per fare rientro dalle parti dell’Arena. Arricchito, poi, da un esordio all’Arena ancora migliore: l’11 dicembre 2021, quando rimpiazza per la prima volta Nicolas nel big match interno con il Lecce e contribuisce alla vittoria decisa da un eurogol di Sibilli. Nella scorsa stagione di partita ne gioca altre 3. Due da titolare, compreso il ritorno a Lecce, una da subentrato, a Perugia. Di reti ne subisce 3 (al Curi entra sull’1-1 e lo blinda con un paratone su De Luca), col Como (3-1) a “bucarlo” per l’unica volta all’Arena e il suo attuale compagno Ettore Gliozzi. Visto che al termine della stagione i minuti giocatori arrivano a quota 288 (recuperi esclusi) significa meno di 1 gol incassato a partita (ogni 96 minuti, per la precisione).

Due al passivo

Dunque oggi Livieri ha già dato. E anche con gli interessi visto che al Barbera di minuti ne ha giocati 72 e di reti ne ha incassati già 2 (1 ogni 36, evidentemente). Ha fatto in tempo, però, anche a confermare le sue doti visto che nel finale è stata una sua deviazione (quasi roba da Var, nel senso che si vede e si apprezza giusto con l’ausilio del replay) a spedire sul palo (lungo) un (bel) colpo di testa dell’ex Vido che poteva condannare i nerazzurri ad una beffarda e ingiusta sconfitta.

Le garanzie

Insomma Livieri c’è, non è una scommessa né tanto meno un azzardo. Naturalmente le gerarchie non sono figlie del caso e se Nicolas è il titolare della cattedra da quando è arrivato (a parametro zero dalla Reggina) un motivo ci sarà. Ma d’altra parte come il portiere brasiliano, portato in Italia nel 2011 (a 22 anni) dal Verona, in giro (e soprattutto in Serie B) mica ce ne sono tanti. Rischiare di aggravare il problema attuale (a quanto pare dovrebbe trattarsi di un’infiammazione sulla cicatrice di una vecchia lesione) con un conseguente lungo stop non avrebbe molto senso. Ci proverà, così come ha provato a restare in campo anche sabato scorso a Palermo, ma con la consapevolezza, sua e di tutti, di lasciare comunque il Pisa in buone mani.


 

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