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Calcio: Serie B

Il Pisa cerca la svolta all’Arena: i dubbi, i problemi e le soluzioni di mister D’Angelo

di David Biuzzi
Il Pisa cerca la svolta all’Arena: i dubbi, i problemi e le soluzioni di mister D’Angelo

Il terreno amico è anche arido: finora solo due i gol realizzati ed entrambi con il Como. La “medicina” può essere la coppia dei sogni ora non più virtuale Gliozzi-Torregrossa

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PISA. Il gol in casa che non arriva da oltre 270 minuti, la coppia dei sogni che bussa alla porta. Il male e la possibile medicina, insomma. Che il Pisa di Luca D’Angelo potrebbe aver trovato. Anche se per il tecnico la strada che porta alla scelta, in vista della sfida interna col Modena (domenica 23 ottobre alle 16.15) non è né in discesa né dritta.

Il problema

Di sicuro c’è il problema. Ovvero il Pisa che fatica maledettamente per segnare in casa. Finora lo ha fatto 2 volte in 4 partite. Ma lo ha fatto anche e soprattutto una sola volta, col Como. Ai lariani, infatti, Morutan prima e Torregrossa poi hanno rifilato gli unici squilli interni del primo quarto del campionato. Nelle successive tre esibizioni, infatti, l’Arena di gol ne ha visto solo altri due e ne avrebbe fatto volentieri a meno visto che hanno sancito le vittorie di Genoa prima e Reggina poi. Non ha brindato il Parma, nella finora unica sfida interna consumata nel D’Angelo-bis, e quindi la partita si è chiusa con il pari a reti bianche.

La soluzione

È chiaro, dunque, che le speranze di risalite, confortate dalla crescita della squadra, ora passano da un cambio di passo che deve per forza di cosa avvenire in casa. Di fronte al suo popolo, insomma, il Pisa non solo può ma soprattutto deve dare e fare di più. Magari affidandosi alla coppia dei sogni, quella formata da Ettore Gliozzi ed Ernesto Torregrossa. Che finalmente non è più solo irtuale, visto che sabato scorso a Palermo sono stati in campo per più di 25 minuti (recupero incluso). L’ex doriano, al rientro, ha rimpiazzato Nagy sul parziale di 2-3 e dopo una decina di minuti, guarda caso, è arrivato il definitivo pari. In precedenza c’era stata la rete numero 4 di Gliozzi, finora sempre a segno in trasferta. Dove, in generale, sono arrivate ben 11 dei 13 gol complessivi (6 nelle due gare targate D’Angelo: 3 a partita). Con i due attaccanti che hanno firmato più di un terzo (5, per la precisione) nonostante la prolungata (e pesante) assenza del giocatore siciliano. Proprio il passato di Torregrossa, e in particolare le stagioni d’oro di Brescia quando giocava insiene a Donnarumma, suggeriscono che i due insieme possono starci. Il problema, semmai, è di che deve fronteggiarli. Potrebbe essere come gli angeli con l’ala sola di Luciano De Crescenzo, insomma: restando abbracciati possono volare. E far decollare il Pisa.

I dubbi

Detto così, insomma, sembrerebbe facile: D’Angelo deve solo scatenare il “fattore E” con Gliozzi (Ettore) e Torregrossa (Ernesto) insieme dal 1’. Ma di semplice, purtroppo, c’è poco. Intanto perché ci saranno da soppesare e valutare le condizioni del secondo, appena rientrato da un infortunio muscolare, e poi perché l’eventuale e agognata coppia dei sogni dovrebbe essere non solo supportata ma anche sopportata. Ovvero il Pisa deve comunque pensare all’equilibrio, quella componente mancata a Palermo. In questo senso, ad esempio, non è scontato che i nerazzurri possano permettersi un 4-3-1-2 con Tramoni alle spalle dei due bomber , ma neanche rinunciare contemporaneamente ai colpi del ragazzo di Ajaccio e a quelli di Sibilli pare un grande idea. Tocca a D’Angelo risolvere un rebus che oggi vede il tecnico più o meni nella stessa posizione del generale Simón Bolívar come raccontato dal genio e dalle penna di Gabriel Garcia Maquez: in un labirinto.


 

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