Sicurezza
Un pazzo Pisa schiva la beffa: a Palermo succede di tutto. Dall'amarezza alla gioia
Al Barbera nerazzurri padroni del campo ma vanno sotto due volte e vedono il baratro da vicino. Coi cambi rialzano la testa e alla fine non si prendono il meglio ma almeno evitano il peggio
PALERMO. Lo scrittore (e sceneggiatore) Luigi Malerba, pseudonimo di Luigi Bonardi, diceva che c’è un luogo dove accadono le cose più strane, dove il tempo e lo spazio sono oggetto di una beffa continua, dove convivono il tragico, il grottesco, l’assurdo: questo luogo è il sogno. Bene, sostituite la parola “sogno” con “campo” e avrete un’idea di quello che accade al Barbera in un Palermo-Pisa (sabato 15 ottobre) in cui di cose strane ne accadono anche troppe.
Non la beffa, però. Perché quella i nerazzurri la evitano cancellando con una rimonta doppia in tutti i sensi (due volte sotto prima, due gol sotto poi) una sconfitta che sarebbe finita dritta dritta nella top ten, forse anche top five, delle più ingiuste e immeritate dalla storia. O almeno recente. Anche se episodi alla mano (prodezza di Livieri, e dal palo, sull’ex Vido al 90’ incluso) fa strano sia pensarlo che scriverlo, infatti, la D’Angelo-band fa semplicemente tutto più e meglio dei rosanero. Ha le sue colpe, certo, ma dopo il momentaneo 3-1 dei padroni di casa il titolo è già pronto: il Pisa gioca, il Palermo vince. E invece no, l’imprimatur (il permesso di stampare storicamente concesso dall'autorità ecclesiastica) non arriva, perché all’orgoglio e al cuore si aggiungono la tecnica e i nerazzurri salvano il salvabile.
Nel racconto di una partita folle, però, quel termine “grottesco” utilizzato da Malerba torna e torna spesso. Ad esempio quando i rosanero passano per la prima volta avanti, all’11’, dopo che in precedenza il Pisa era stato assoluto padrone del campo: rilancio da distanza siderale di Pigliacelli, Brunori vince il duello aereo con Canestrelli e Di Mariano approfitta della mancate coperture degli altri (Barba e, soprattutto, Calabresi) per guardare negli occhi Nicolas e impallinarlo. Brucia, quel gol. Perché, come accennato, l’approccio del Pisa è più che buono. Ad iniziare la partita sono gli stessi 11 che lo hanno fatto col Parma, ma chef D’Angelo mescola comunque gli ingredienti proponendo stavolta con un 4-3-1-2 coi Ionita a danzare sulla trequarti e Sibilli più vicino a Gliozzi. È Touré, però, il jolly. Perché sulla destra imperversa prima e dopo il gol. Non sorprende, dunque, che sia proprio lui a impattare al 25’ quando raccoglie una respinta di Marconi (su imbuca di Marin) e la trasforma in un eurogol col sinistro.
Tutto a porto, insomma. Anche se nel frattempo Nicolas (noie muscolari alla coscia destra) è già sotto la doccia è tra i pali c’è Livieri. Il Pisa, però, riprende a macinare a spadroneggiare. Si gioca, in pratica, dalle parti dell’area rosanero. Eppure, sui titoli di coda, sono proprio i siciliani a segnare ancora. E con lo stesso copione: lancio lungo, stavolta di Gomes, per il solito Brunori, aggancio delizioso e assist ancor più dolce per Elia che sprinta su Beruatto e segna. Una giocata elementare, lancione per la punta, ma il Pisa la soffre dall’inizio alla fine.
Soffre ancora di più in avvio di ripresa, visto che al 12’ ancora Elia va a segno con una rasoiata da fuori. È 3-1 e sembra notte fonda. Già, sembra, perché D’Angelo interviene nei modi e nei tempi giusti: dentro, al 17’, Esteves (per Calabresi) e Tramoni (per Ionita). Ed è proprio quest’ultimo a riaprire i giochi col Palermo già passato a un abbottonato 5-3-1-1. Al 19’ recupera palla al limite su Bettella, apre per Touré e va a concludere: Pigliacelli replica ma l’avvoltoio Gliozzi vola da quelle parti e fa centro. Il tecnico sgancia anche Hermannsson (per Barba) e Torregrossa (per Nagy). È ancora 4-3-1-2 ma ultra-offensivo: Sibilli fa l’interno sinistro. E, partendo più basso, lascia il segno. Al 33’, infatti, sfonda e crossa, Gliozzi appoggia a Tramoni che s’inventa un gol tanto bello quanto difficile. Non manca il (già descritto) brivido finale ma dopo tanti capovolgimenti la giostra è chiusa.
Con il Pisa che evita il peggio ma non si prende meglio. E sì, le basi(giuste) sono gettate ma la strada per la risalita è ancora lunga.
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