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Calcio: Serie B

Un pazzo Pisa schiva la beffa: a Palermo succede di tutto. Dall'amarezza alla gioia

di David Biuzzi
Un pazzo Pisa schiva la beffa: a Palermo succede di tutto. Dall'amarezza alla gioia

Al Barbera nerazzurri padroni del campo ma vanno sotto due volte e vedono il baratro da vicino. Coi cambi rialzano la testa e alla fine non si prendono il meglio ma almeno evitano il peggio

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PALERMO. Lo scrittore (e sceneggiatore) Luigi Malerba, pseudonimo di Luigi Bonardi, diceva che c’è un luogo dove accadono le cose più strane, dove il tempo e lo spazio sono oggetto di una beffa continua, dove convivono il tragico, il grottesco, l’assurdo: questo luogo è il sogno. Bene, sostituite la parola “sogno” con “campo” e avrete un’idea di quello che accade al Barbera in un Palermo-Pisa (sabato 15 ottobre) in cui di cose strane ne accadono anche troppe.

Non la beffa, però. Perché quella i nerazzurri la evitano cancellando con una rimonta doppia in tutti i sensi (due volte sotto prima, due gol sotto poi) una sconfitta che sarebbe finita dritta dritta nella top ten, forse anche top five, delle più ingiuste e immeritate dalla storia. O almeno recente. Anche se episodi alla mano (prodezza di Livieri, e dal palo, sull’ex Vido al 90’ incluso) fa strano sia pensarlo che scriverlo, infatti, la D’Angelo-band fa semplicemente tutto più e meglio dei rosanero. Ha le sue colpe, certo, ma dopo il momentaneo 3-1 dei padroni di casa il titolo è già pronto: il Pisa gioca, il Palermo vince. E invece no, l’imprimatur (il permesso di stampare storicamente concesso dall'autorità ecclesiastica) non arriva, perché all’orgoglio e al cuore si aggiungono la tecnica e i nerazzurri salvano il salvabile.

Nel racconto di una partita folle, però, quel termine “grottesco” utilizzato da Malerba torna e torna spesso. Ad esempio quando i rosanero passano per la prima volta avanti, all’11’, dopo che in precedenza il Pisa era stato assoluto padrone del campo: rilancio da distanza siderale di Pigliacelli, Brunori vince il duello aereo con Canestrelli e Di Mariano approfitta della mancate coperture degli altri (Barba e, soprattutto, Calabresi) per guardare negli occhi Nicolas e impallinarlo. Brucia, quel gol. Perché, come accennato, l’approccio del Pisa è più che buono. Ad iniziare la partita sono gli stessi 11 che lo hanno fatto col Parma, ma chef D’Angelo mescola comunque gli ingredienti proponendo stavolta con un 4-3-1-2 coi Ionita a danzare sulla trequarti e Sibilli più vicino a Gliozzi. È Touré, però, il jolly. Perché sulla destra imperversa prima e dopo il gol. Non sorprende, dunque, che sia proprio lui a impattare al 25’ quando raccoglie una respinta di Marconi (su imbuca di Marin) e la trasforma in un eurogol col sinistro.

Tutto a porto, insomma. Anche se nel frattempo Nicolas (noie muscolari alla coscia destra) è già sotto la doccia è tra i pali c’è Livieri. Il Pisa, però, riprende a macinare a spadroneggiare. Si gioca, in pratica, dalle parti dell’area rosanero. Eppure, sui titoli di coda, sono proprio i siciliani a segnare ancora. E con lo stesso copione: lancio lungo, stavolta di Gomes, per il solito Brunori, aggancio delizioso e assist ancor più dolce per Elia che sprinta su Beruatto e segna. Una giocata elementare, lancione per la punta, ma il Pisa la soffre dall’inizio alla fine.

Soffre ancora di più in avvio di ripresa, visto che al 12’ ancora Elia va a segno con una rasoiata da fuori. È 3-1 e sembra notte fonda. Già, sembra, perché D’Angelo interviene nei modi e nei tempi giusti: dentro, al 17’, Esteves (per Calabresi) e Tramoni (per Ionita). Ed è proprio quest’ultimo a riaprire i giochi col Palermo già passato a un abbottonato 5-3-1-1. Al 19’ recupera palla al limite su Bettella, apre per Touré e va a concludere: Pigliacelli replica ma l’avvoltoio Gliozzi vola da quelle parti e fa centro. Il tecnico sgancia anche Hermannsson (per Barba) e Torregrossa (per Nagy). È ancora 4-3-1-2 ma ultra-offensivo: Sibilli fa l’interno sinistro. E, partendo più basso, lascia il segno. Al 33’, infatti, sfonda e crossa, Gliozzi appoggia a Tramoni che s’inventa un gol tanto bello quanto difficile. Non manca il (già descritto) brivido finale ma dopo tanti capovolgimenti la giostra è chiusa.

Con il Pisa che evita il peggio ma non si prende meglio. E sì, le basi(giuste) sono gettate ma la strada per la risalita è ancora lunga.


 

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