Toscana
Pisa, D’Angelo non vuole accontentarsi: «Bisogna fare di più, tutti quanti»
Palermo-Pisa Esame severo in Sicilia e l’allenatore vuole un altro passi avanti. «È una partita complicata ma con attenzione e agonismo possiamo vincerla»
PISA. Con il supporto di circa cinquecento tifosi e con la consapevolezza di dover proseguire sulla giusta strada, dopo tre risultati utili di fila, il Pisa affronta la difficile trasferta di Palermo. Nerazzurri praticamente al completo, manca solo il lungodegente Antonio Caracciolo, alla luce del recupero di Ernesto Torregrossa e Gaetano Masucci. Il Pisa troverà un ambiente caldo: il tecnico Eugenio Corini è già a rischio e una squadra che ha perso cinque delle ultime sei partite. Al momento è scontro salvezza visto che i rosanero precedono di una lunghezza i nerazzurri, 7 punti contro 6.
Cercando il sorpasso
Per il Pisa una vittoria quindi può valere il sorpasso sui rosanero e sicuramente l'abbandono come minimo del penultimo posto, al momento in coabitazione con il Como, e una crescita a livello di autostima non certo da poco. Luca D'Angelo sa bene quanto vale questa partita. «La classifica pesa? Sicuramente se eravamo più avanti era meglio. Essendo uno pratico – sottolinea – dico che quella è la classifica e che dobbiamo solo pensare a migliorarla. Non serve più a nulla guardare al passato. Dobbiamo fare tutti di più, io per primo». D'Angelo si attende un Palermo forte soprattutto a livello agonistico. «Sappiamo che non sarà semplice. Intanto perché il Palermo a mio avviso è una buona squadra, anche se in questo momento si trova in difficoltà. Avranno fin dall'inizio il desiderio di fare risultato e interrompere questa striscia negativa ma anche noi abbiamo bisogno di fare punti. Possiamo vincere se giochiamo con grande attenzione tattica e con altrettanto agonismo mettendo in risalto le qualità dei nostri giocatori offensivi».
Prima il collettivo
Per fare un ulteriore step nel percorso di crescita il D'Angelo pensiero è sempre il solito, ovvero che bisogna essere un collettivo dove tutti si aiutano a vicenda. «Mi aspetto che la squadra giochi insieme sia nella fase offensiva che in quella difensiva – sottolinea – è la nostra forza, lo è sempre stata. Mi aspetto di giocare da squadra come abbiamo fatto nelle ultime due partite. Nel complesso sono soddisfatto. Dobbiamo però migliorare su tante cose e in particolare sotto il profilo atletico. Soprattutto negli ultimi dieci-quindici minuti andiamo un po' in sofferenza. Secondo me è dovuto alla poca convinzione delle nostre potenzialità».
Subito Ionita
A livello tattico D'Angelo ha chiuso la gara con il Parma con il 3-4-3 e in settimana ha provato il 4-3-3 in allenamento. L'idea però è quella di iniziare anche oggi con il 4-3-2-1. «Partiremo con il modulo base e a seconda delle sostituzioni in corso valuteremo se ci sarà l'opportunità di cambiare modulo. La tattica è molto importante anche se in tanti la denigrano». Il dubbio principale è soprattutto sulla posizione di Ionita: «Può fare sia il centrocampista classico sia giocare un po' più avanti come con il Parma. Sicuramente a Palermo sarà titolare. Dobbiamo solo valutare in quale ruolo schierarlo». Se giocherà a centrocampo potrebbe uscire uno tra Touré, Nagy e Marin, che però hanno fatto bene con il Parma. Quindi è più probabile rivederlo più avanti con Sibilli, che è favorito su Matteo Tramoni, in appoggio all'unica punta Gliozzi.
Continuità difensiva
È possibile ipotizzare, per la quarta gara di fila, una conferma in blocco dei quattro difensori. Calabresi e Beruatto sulle fasce, Canestrelli e Barba centrali. «Anche se per la prima volta non abbiamo subito gol, difensivamente parlando abbiamo fatto meglio con il Perugia. Con il Parma qualcosa abbiamo sbagliato. Anche nella fase difensiva dobbiamo migliorare e sono convinto che possiamo farlo». D'Angelo sottolinea la forza del pacchetto centrale: «Abbiamo un parco di centrali fortissimo. Il nostro quinto centrale è Caracciolo, solo perché è infortunato, ed è il migliore della B in quel ruolo. I nostri centrali, compreso Hermannsson e Rus, sono molto forti e per questo ogni tanto mi viene la tentazione di giocare a tre». Tra questi difensori si sta mettendo particolarmente in luce, dopo un inizio difficile, il nazionale Under 21 Simone Canestrelli: «È il più giovane del reparto ma ha grandissime potenzialità. Canestrelli è forte di testa, è abbastanza tecnico per essere un difensore , non è lento nonostante sia molto alto. Ed è anche bello – scherza D'Angelo – ha tante fortune. Dovrebbe essere più brutto calcisticamente parlando. Un po' come Caracciolo».
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