La protesta
Il “Fattore E”: una coppia d’oro può far sognare il Pisa
Gliozzi-Torregrossa: si può fare, ecco come. Ma l’appuntamento per ora sembra rinviato
PISA. I tempi non sono ancora maturi, probabilmente, ma nel futuro prossimo del Pisa c’è una coppia in grado di accendere i sogni e, soprattutto dargli corpo. Una sorta di Ferragnez (Chiara Ferragni e Fedez, per la precisione) in salsa nerazzurra. Con i gol al posto delle foto sui social, con le vittorie e non le prime pagine dei rotocalchi rosa. È, ovviamente, quella al momento solo virtuale formata da Ettore Gliozzi ed Ernesto Torregrossa. I due bomber. E che bomber.
Non ancora
Difficile pensare di vederli in campo insieme col Parma (sabato 8 ottobre, inizio alle 14), almeno dal via. Una delle metà del cielo nerazzurro, infatti, non è ancora a posto. Si tratta di Torregrossa, ovviamente, che continua ad allenarsi a parte dopo il problema muscolare accusato nei primi minuti del match col Genoa. I fatti hanno detto che gettarlo nella mischia dal via, in quella occasione, fu un azzardo e ora in casa Pisa nessuno ha la minima intenzione di ripetere quell’errore. Potrebbe essere a disposizione coi ducali, ma spendibile solo in caso di necessità assoluta e, comunque, se lo staff medico escluderà rischi di ricadute (uno spettro che aleggia spesso nel caso di problemi di questo tipo). Salvo sorprese, insomma, il peso dell’attacco cadrà ancora sulle (robuste) spalle di Gliozzi. Con l’appoggio e l’aiuto di tutto il resto della truppa, è chiaro, ma ancora senza l’indiziato numero uno a diventare il suo gemello.
Insieme
È difficile, però, non cominciare a pensare seriamente a quello che i due potrebbero combinare insieme. Già, perché insieme possono giocare eccome. Naturalmente sarà Luca D’Angelo a decidere se, come e quando. Ma in questo senso una confortante note arriva dal passato. Da quello di Torregrossa, in particolare. L’attaccante siciliano, infatti, ha già dimostrato in carriera e, anche nella passata stagione in nerazzurro, di poter giocare come riferimento offensivo ma anche insieme ad altri attaccanti. Soprattutto lo ha fatto vedere in una delle sue migliori stagioni, quella del 2018/2019, quando fu uno dei grandi protagonisti della promozione in Serie A del Brescia. In quella squadra, schierata con il 4-3-1-2, Torregrossa giocava insieme a Donnarumma. Quest’ultimo chiuse il campionato con la bellezza di 25 reti all’attivo, mentre Torregrossa ne firmò 12 centrando però anche la doppia cifra nella classifica degli assist (furono 10, alla fine).
Aggiustamenti
Non solo si può fare, insomma, ma ci sono tutti i presupposti per trovare un feeling immediato, naturale. Proprio sullo stile Ferragni-Fedez, insomma. È chiaro, però, che questo comportorebbe degli aggiustamenti sul resto della squadra. Il D’Angelo-bis, infatti, a livello tattico ha preso il via proprio da dover si era fermata la non fortunaya gestione di Rolando Maran: il 4-3-2-1. Quindi un modulo con un solo riferimento avanzato. In quel fortunato e già citato Brescia, invece, il sistema era il 4-3-1-2. Anche quella squadra, in effetti, nacque da un cambio in panchina, con Corini che prese il posto di Suazo. L’attuale allenatore del Palermo scelse, appunto, la coppia-gol formata da Torregrossa e Donnarumma, con alle loro spalle un trequartista da pescara tra Spalek, Morosini e Tremolada. È una carta, questa, che anche il Pisa potrebbe giocarsi visto che i trequartisti non mancano (da Morutan a Tramoni passando per Sibillii), compresi quelli un po’ più muscolari (ad esempio Mastinu e Ionita). Come potrebbe anche non cambia vestito, visto che proprio Torregrossa ha le qualità e l’esperienza per giocare anche qualche metro più indietro. Ulteriori possibilità non mancano, compreso un 4-2-3-1, modulo in cui lo stesso ex doriano potrebbe giocare sottopunta, o un più robusto 3-5-2.
I tempi
La soluzione migliore la studierà ovviamente D’Angelo. Che, come detto, dovrebbe avere anche un minimo di tempo per pensarla a verificarla. L’attesa per godersi la coppia d’oro del Pisa, però, ormai sembra davvero agli sgoccioli.
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