Il Tirreno

Pisa

L'analisi

Touré è tornato subito dominante con l’arrivo del condottiero D’Angelo

Idrissa Touré. L’interno nerazzurro in azione a Perugia (foto Sestini)
◗
Idrissa Touré. L’interno nerazzurro in azione a Perugia (foto Sestini)

Oggi pomeriggio la ripresa del lavoro in vista del match col Parma

2 MINUTI DI LETTURA





PISA. Un gol di Idrissa Touré timbrò la vittoriosa trasferta di Cosenza dello scorso dicembre, riservando al popolo nerazzurro un Natale da capolista e da campione di inverno con un turno di anticipo sulla fine del girone d'andata. Sabato scorso un altro centro del centrocampista tedesco ha arrotondato il successo a Perugia, nella speranza stavolta di aprire, invece di chiudere, un periodo pieno di gioie.

A Cosenza infatti finì la miglior fase del Pisa 2021/22. Già nella gara successiva una squadra debilitata dal Covid perse in casa con il Frosinone. Calarono anche le prestazioni di Touré, che non tornarono mai ai livelli toccati in precedenza, costringendo Luca D'Angelo a ricostruire il gioco sulle doti degli altri mediani a disposizione e sulle caratteristiche degli acquisti invernali. Ora più di un 4-3-3 o di un 4-2-3-1 (moduli previsti alla vigilia di Perugia-Pisa), il tecnico pescarese è ripartito da una disposizione tattica molto simile a quella proposta poco più di un anno fa, quando, come in Umbria, il Pisa riusciva ad abbinare l'equilibrio difensivo a una grande produzione offensiva. Ovviamente qualcosa è cambiato nei meccanismi, perché ad esempio Gliozzi non è un centravanti con le stesse caratteristiche di Lucca.

Allo stadio Curi spesso si è osservato un 4-3-2-1, ma almeno uno dei trequartisti (più Sibilli che Tramoni) tornava ad aiutare il centrocampo e predisporre la controffensiva. In fondo anche il 4-3-1-2 dello scorso torneo presentava spesso un'ala sinistra (allora era Marsura), una punta centrale e un trequartista, che non di rado riequilibrava il reparto agendo sulla destra. Ruoli soggetti a rotazione, visto che, ad esempio, Matteo Tramoni ha avuto due occasioni da gol in versanti opposti dell'area di rigore.

La riproposizione di Mastinu (poco utilizzato da Rolando Maran), insieme a Sibilli, Tramoni e Gliozzi, non ha condotto al varo di un 4-2-3-1. D'Angelo è rimasto fedele al centrocampo a tre, collocando l'ex spezzino da mezzala sinistra (non è una novità) e non dispensandolo dai compiti di interdizione, lasciando Nagy davanti alla difesa e rispolverando Touré (impiegato a singhiozzo da Maran) nella posizione di mezzala destra, davanti ad una retroguardia finalmente organizzata e compatta. Il tedesco di origini guineane, nel primo tempo e a sprazzi nella ripresa, è tornato a dominare con la sua fisicità da uomo in più in difesa e in attacco.

Ma ora altro giro altra corsa. E da oggi pomeriggio, a San Piero, il Pisa inizierà a preparare la sfida di sabato (ore 14) all’Arena col Parma.


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web