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Calcio: Serie B

Il D’Angelo-bis comincia a Perugia: «Pisa, è ora di diventare squadra»

di Andrea Chiavacci
Il D’Angelo-bis comincia a Perugia: «Pisa, è ora di diventare squadra»

Il tecnico non nasconde gioie ed emozioni, crede nei suoi ma conosce le difficoltà: «I ragazzi sono preoccupati, ma vogliono dimostrare che sono fortissimi»

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PISA. Sono 126 i giorni passati dalla finale persa con il Monza e, sabato 1 ottobre, Luca D'Angelo torna sulla panchina del Pisa dopo la breve parentesi con Rolando Maran. Il tecnico nerazzurro cercherà subito di togliere la squadra dal fondo della classifica, appena due punti in sei giornate, nella trasferta di Perugia( fischio d'inizio alle 16,15) dove si trova di fronte Silvio Baldini. Anche lui chiamato a sostituire Fabrizio Castori che ha raccolto appena quattro punti. Due squadre partite con ambizioni d'alta classifica ma che ora devono pensare a togliersi dai guai.

Emozioni

Per il suo nuovo inizio, il secondo, D'Angelo parte dalle emozioni ma bada subito anche al sodo: «Sono molto felice ed emozionato perché ho voglia di ricominciare a vincere come abbiamo fatto spesso in questi anni». Già, ma non ditegli però che torna come il salvatore della patria. «Non amo il concetto dell'uomo solo al comando – replica – fanno tutti una brutta fine quelli che pensano di esserlo. Sono più per l'unione e per il collettivo. E non solo nel calcio. Per fare le cose insieme e per far stare bene tutti e non qualcuno. Sono da tutt'altra parte rispetto all'uomo solo al comando. Sto meglio con la minoranza che con la maggioranza». Al Curi, però, con lui e i suoi ci saranno oltre 1.200 tifosi nerazzurri. «Al Pisa non mancano certo i tifosi – sottolinea anche l’allenatore di Pescara – vogliono bene alla squadra e anche nei momenti più difficili hanno sempre riempito lo stadio e portato entusiasmo. Ci daranno come al solito una grande spinta».

Gli altri

Uno dei temi della partita sarà il duello con Silvio Baldini ma D'Angelo cerca di concentrarsi su un avversario che secondo il suo pensiero ha dei valori più alti rispetto alla classifica attuale: «Il Perugia è una squadra forte che ha cambiato allenatore. Sappiamo che non sarà una gara semplice per noi ma neppure per loro. Faremo la nostra parte senza alcun dubbio».

Beruatto da Serie A

D'Angelo parla anche di Beruatto, uno di quelli che non ha iniziato brillantemente la stagione: «Per me è il terzino sinistro più forte della Serie B e sono convinto che in carriera giocherà per tanti anni in A. Ho trovato un giocatore sempre più forte e motivato». Poi si sofferma su un paio di singoli che ha potuto osservare a Pisa in questi giorni. «Morutan si è allenato molto bene e si sta trovando bene con i compagni. Ha grandi qualità soprattutto a livello tecnico. Esteves può giocare da esterno destro in difesa ma possiamo utilizzarlo anche a centrocampo perché abbina la corsa a una buona tecnica. Intanto stiamo lavorando su due idee distinte di modulo».

Verso il 4-2-3-1

Tatticamente vedremo un Pisa diverso. I moduli citati da D’Angelo sono il 3-5-2 e il 4-2-3-1 che con tutta probabilità sarà quello di partenza a Perugia con Nagy e Marin davanti alla difesa a quattro e Morutan, Mastinu e Matteo Tramoni pronti a sostenere l'unica punta Gliozzi (in attesa del rientro di Torregrossa). Senza dimenticare che sotto punta può giocare anche Sibilli e ci sono cinque sostituzioni a disposizione. «È vero che abbiamo tanti difensori centrali bravi ma è anche vero che abbiamo tante seconde punte – precisa l’allenatore – la scelta va fatta in base anche al periodo che attraversa la squadra ma possiamo anche giocare a tre in difesa proprio per la qualità sia dei difensori italiani che di quelli stranieri». Nessun problema, invece ,sotto il punto di vista della condizione atletica. D'Angelo cerca di inquadrare il momento soprattutto per quanto riguarda i giocatori che conosce: «Li ho trovati bene sotto il profilo atletico. Forse sono un po' preoccupati perché, dopo campionati di altissimo livello, in questo momento qualche problema in più ce l'abbiamo. Essendo legatissimi alla piazza soffrono molto questo momento anche se hanno voglia di dimostrare che sono giocatori fortissimi. Giocatori – aggiunge – a cui io devo tantissimo».

Diventare squadra

Al di là dei moduli, D'Angelo sa che la prima cosa che serve al Pisa per uscire dal tunnel della crisi è ritrovare entusiasmo e convinzione nei propri mezzi. «La prima cosa che dobbiamo fare è quella di mettere le qualità dei singoli, che sono tante, al servizio della squadra. Dobbiamo diventare squadra e giocare di collettivo. Negli anni passati la nostra forza è stata questa. In Serie C e anche in B abbiamo segnato con tutta la rosa e secondo me quello è un grande segnale. Dobbiamo difendere tutti insieme e attaccare tutti insieme».

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