Gioco
Pisa, la partita di Venezia decisiva per la panchina di Maran
La società ha confermato la fiducia all’allenatore dopo il ko con la Reggina ma girano nomi di possibili sostituiti, in particolare Oddo e Aglietti
PISA. Dal sogno della serie A all’ultimo posto in classifica dopo cinque giornate. Il vento della crisi del Pisa, perché di questo si tratta, ha iniziato a soffiare subito dopo la fine del campionato scorso. Una crisi figlia di un mercato nato da scelte societarie che per il momento si stanno rivelando sbagliate e non solo perché il Pisa ha chiuso la stagione il 29 maggio con la tremenda delusione di una finale playoff persa in casa con il Monza. In primavera si poteva già preparare un piano B, visto che il Pisa era in lotta per la A fin dall’inizio della stagione, quindi arrivare in fondo era un’eventualità molto concreta.
Se guardiamo alle avversarie va detto che il Brescia, eliminato in semifinale dal Monza, ha chiuso la stagione il 22 maggio ed è primo in classifica con 12 punti a pari punti con una Reggina che sabato scorso ha sbancato l’Arena senza nemmeno far troppa fatica. Gli amaranto hanno addirittura scelto Pippo Inzaghi qualche settimana dopo l’arrivo a Pisa di Maran.
Il Pisa è stato costruito con giocatori sulla carta di buon livello, ma con tante incognite legate alla conoscenza di un torneo complicato come la B e anche alla condizione fisica. Purtroppo si sa che il calcio è crudele e il primo a rischiare è l’allenatore. Rolando Maran ha le sue responsabilità, la squadra non ha ancora una propria identità, ma probabilmente si è ritrovato a lavorare in modo diverso da come aveva immaginato. La società ha rinnovato la fiducia al tecnico trentino, ma è inutile dire che quella che inizia oggi è la settimana più lunga e importante per Rolando Maran.
Sabato prossimo a Venezia, alla vigilia della sosta, Maran si gioca quasi certamente la panchina. Tanto che qualcuno ipotizza già l’eventuale successore. Tra i nomi accostati alla panchina del Pisa ci sono quelli di Massimo Oddo e Alfredo Aglietti, che sabato era in tribuna all’Arena. Luca D’Angelo, sotto contratto fino al 2023, potrebbe andare al Como, che segue anche Aglietti.
Ma per il momento la società nerazzurra non vuol pensare a un cambio in panchina. Quello che però preoccupa maggiormente di questa squadra è proprio quel senso di impotenza e fragilità che trasmette ogni volta che subisce un episodio sfavorevole. I numeri a confronto con la stagione precedente parlano chiaro: 14 punti in meno, cinque vittorie di fila contro un punto raccolto in extremis contro il Como, 10 gol subiti contro i 3 di dodici mesi fa, 6 gol fatti contro 10. Se ci concentriamo solo su questo campionato è la peggior difesa. Ma i problemi non arrivano solo dalle retrovie. La squadra si fa infilare spesso da lanci da lontano e manda in porta gli avversari con troppa facilità.
Il centrocampo non ha ancora trovato la quadra, spicca l’esclusione di Nagy, comunque fin qui sotto tono, e l’attacco fa una fatica tremenda nel creare pericoli. Se contiamo anche la Coppa Italia, il solo Masucci ha segnato due reti e un gol, prima della decisione del Var, lo aveva segnato anche alla Reggina. Torregrossa è ancora ai box, Gliozzi è influenzato e proprio Masucci si è infortunato con la Reggina, stiramento, e sarà valutato nei prossimi giorni. Giocare senza un centravanti puro è quasi una costante. E anche qui non si doveva arrivare all’ultimo giorno di mercato per sceglierne uno. Ora bisogna trovare le soluzioni per uscire da questa situazione, ma sappiamo bene quanto sia difficile risalire la china quando ci si trova in una posizione inaspettata.
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