Il Tirreno

Pisa

L'analisi

Il Pisa vale molto più di così

David Biuzzi

	Da sinistra il brutto finale di Bolzano e un colloquio tra l’ad (e dg) nerazzurro Giovanni Corrado e il patron Alexander Knaster
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Da sinistra il brutto finale di Bolzano e un colloquio tra l’ad (e dg) nerazzurro Giovanni Corrado e il patron Alexander Knaster

La rosa allestita al 5° posto nelle classifica redatta sulle valutazioni dei giocatori. L’incremento registrato nell’ultimo mese dice che serve tempo per assemblare i pezzi

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PISA. Chi più spende più guadagna. Lo raccontava, in modo brillante, un film del 1985 di Walter Hill tratto dal romanzo Brewster's Millions di George Barr McCutcheon. Il protagonista, per farla breve, eredità un patrimonio di 300 milioni di dollari ma a patto che ne spenda 30 in altrettanti giorni. Una favola, insomma. Purtroppo e per fortuna non applicabile al calcio, dove i soldi non fanno la felicità, come teorizzato dell’economista Richard Easterlin del 1974. È noto come il “paradosso delle felicità” (o “paradosso di Easterlin”) e oggi, in qualche misura, fotografa anche il non facile (eufemismo) avvio di campionato del Pisa.

Top five

Già, perché i numeri direbbero altro, tutt’altro. Nella virtuale classifica dei valori (di mercato) della rosa, infatti, i nerazzurri sono al quinto posto. Ovvero dietro alle tre retrocesse Genoa (che guida la graduatoria), Venezia e Cagliari ma anche al ricco Parma (al secondo posto). Secondo i dati del sito specializzato Transfermkt il valore complessi del gruppo affidato a Rolando Maran, oggi, ammonterebbe a 32,51 milioni contro i 68,85 del Genoa, i 63,55 del Parma, i 48,95 del Venezia e i 48,15 del Cagliari.

Nel mondo reale

I numeri, purtroppo, non corrispondono al mondo reale. Ovvero alla classifica vera della Serie B dove il Pisa oggi è fanalino di coda, con 1 solo punto conquistato nelle prime 4 giornate, in compagnia del Perugia. Il confronto, ovviamente, non penalizza solo i nerazzurri. Tanto che, appena un gradino sopra, c’è il Como che sarebbe al sesto posto come valore complessivo della rosa (26,4 milioni) e può contare sulla proprietà, i fratelli Hartono, più ricchi dell’intero panorama calcistico italiano. In questo caso, comunque, il vecchio detto mal comune mezzo gaudio lascia il tempo che trova. I numeri, per quanto da soli non siano sufficienti a raccontare e a spiegare tutto, dicono che il Pisa non è forse la compagine più e meglio attrezzata della compagnia, ma di sicuro vale più della classifica attuale. Quindi rialzare è d’obbligo. E, al netto dei problemi, la base per riuscirci non manca.

Cautela e pazienza

Naturalmente Transmarkt non è la bibbia. Lo hanno messo nero su bianco anche le recente sentenze sul caso plusvalenze, con lo stesso Pisa tra gli imputati per lo scambio Gori-Loria.Si tratta di un sito web tedesco contenente informazioni calcistiche di tutti i tipi che, episodi recenti a parte, ha acquistato autorevolezza nel corso del tempo. Il valore attribuito alla rosa nerazzurra, dunque, almeno indicativo lo è. E indica che il patron Alexander Knaster, il presidentre Giuseppe Corrado, l’amministratore delegato Giovanni Corrado e il direttore sportivo Claudio Chiellini non hanno forse messo insieme il miglior gruppo possibile ma neanche costruito una sorta di Armata Brancaleone del pallone. Olretutto la stessa fonte dice che il valore del Pisa è aumentato dell’11,1% dal 15 agosto a oggi (da 29,28 a 32,51 milioni). Visti i non certo brillanti risultati non può che essere per le ultime mosse di mercato. Per questo, ora, serve tempo. Non ne resta moltissimo, ad essrre sinceri, ma all’architetto Rolando Maran serve per assemblare i pezzi. Un compito, però, che ora il tecnico di Trento deve assolvere bene e in fretta. Per forza. Perché il Pisa non è né il Real Madrid né il Psg della Serie B, ma neanche la penultima forza...
 

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