Gioco
Maran incrocia Pippo Inzaghi, ogni volta non è mai banale
Sfida alla Reggina del collega che avrebbe potuto avere la sua panchina
PISA. Rolando Maran non immaginava di trovare così tante difficoltà in questo avvio di campionato, tanto che quello di sabato prossimo contro la Reggina è già un primo crocevia importante nonostante la fiducia della società. In un’Arena che si preannuncia infuocata, Maran si gioca comunque molto del suo futuro e di quello della stagione del Pisa. Scontato dire che serva una vittoria a una squadra che annaspa sul fondo della classifica con un punto in quattro giornate e a un allenatore che in gare di campionato non esulta da 16 partite. Esattamente dalla vittoria del suo Genoa sul Crotone per 4-1 del 20 settembre 2020. Anche se va sottolineato che lottare per la salvezza in A (conquistata comunque brillantemente da Maran con Catania, Chievo Verona e Cagliari) è un altro mondo rispetto alla B che il tecnico non affrontava dopo aver sfiorato la promozione dieci anni fa con il Varese.
L’esonero con il Genoa si consumò dopo la sconfitta a Benevento del 20 dicembre 2020. Sulla panchina dei sanniti c’era quel Filippo Inzaghi che Maran si ritroverà di fronte sabato prossimo. Va detto però che l’attuale tecnico nerazzurro aveva imposto lo 0-0 a SuperPippo in Chievo Verona-Milan del 2014-2015 e lo ha battuto in Cagliari-Bologna 2-0 del 2018-2019. Proprio Inzaghi era tra i papabili alla panchina del Pisa con la società che, dopo aver valutato anche altri profili, tra i quali Daniele De Rossi, ha poi puntato su Maran. A quel punto Inzaghi, accostato anche all’Ascoli, ha accettato la corte della nuova Reggina.
Per Maran uno stimolo in più potrebbe essere quello di dare un’impronta forte al Pisa di fronte a un rivale che arriva all’Arena da primo in classifica con 9 punti contro uno in classifica. Sicuramente saranno 90 minuti da cuori forti. La fame di vittoria per Maran e per il Pisa non deve diventare un’ossessione, ma uno stimolo per risalire una china difficile per una serie di motivi. Tempo per rimediare c’è, ma non bisogna sottovalutare i pericoli.
Parliamoci chiaro: le colpe di questo inizio sono solo in minima parte di Maran, che finora si è preso le sue responsabilità e per il momento merita di poter lavorare con serenità. La società, per primeggiare fin da subito, avrebbe dovuto operare in modo diverso. Non bisognava consegnare così in ritardo le chiavi della macchina al nuovo pilota. Troppi calciatori non conoscono la B, alcuni neppure il campionato italiano malgrado la qualità generale non sia certo da buttare. Soprattutto la maggior parte dei nuovi acquisti è arrivata a Pisa dopo il ritiro di Rovetta e con la stagione alle porte. Troppo tardi per pretendere un inizio sprint.
Maran deve scuotere una squadra che domenica scorsa non ha saputo neppure fornire una minima reazione d’orgoglio. Il tecnico, come detto, almeno per il momento non rischia. Questa società storicamente non ha l’esonero facile, tolta la stagione 2017-2018 con Gautieri e Pazienza, e le voci uscite su un ritorno di Luca D’Angelo, sotto contratto fino al 2023, sembrano lontane dalla realtàl
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