Sicurezza
Il Pisa col cuore, ma non basta: cosa c'è di buono del ko con il Genoa
Il Genoa sbanca l’Arena con un gol firmato da Ekuban nel corso del primo tempo. I problemi non mancano (Torregrossa ko) ma la squadra resta in partita fino alla fine
PISA. Non è ancora all’altezza delle sue ambizioni, il Pisa. Che s’arrende al Genoa dimostrando che, per tanti motivi, è ancora presto per togliere il cartello “lavori in corso”. Il Genoa passa all’Arena perché, oggi, ha qualcosa in più. Ma contro una delle annunciate big del campionato e con diversi problemi ancora da risolvere (mercato, infortuni, costruzione della squadra...) i nerazzurri dimostrano di avere già due doti importanti, importantissime: il cuore e l’ardore. Armi che, nonostante tutto, permettono alla truppa di Maran di restare dentro la partita dall’inizio alla fine. Forse non è abbastanza per sognare, è vero, ma abbastanza per guardare avanti con la consapevolezza di dover migliorare (sotto tutti i punti di vista) ma di avere anche le possibilità di riuscire a farlo. Il percorso resta lungo. È vero, non è iniziato nel migliore dei modi ma, un passo dopo l’altro, si possono ancora sistemare tante cose.
I nerazzurri partono con diverse novità rispetto alla sfida col Como. Nei singoli (Canestrelli, Rus, Touré, Sibilli e, a sorpresa, Torregrossa dentro dal via) e nello spartito (che stavolta è un 4-3-1-2 con Ionita trequartista). Il Genoa, invece, conferma modulo (4-4-2) e interpreti. Così come conferma l’approccio alla gara, con due linee vicine e tanto pressing. Quest’ultima, però, è un’arma anche per il Pisa. Così le due squadre giocano con la linea difensiva alta, sono raggruppate in un fazzoletto di campo e le belle giocate sono una rarità. È chiaro fin dall’inizio che servirebbe l’acuto di un singolo per rompere l’equilibrio, ma in questo senso le cose non si mettono bene per i nerazzurri che, al 10’, perdono Torregrossa. Accusa un problema dopo aver un tiro in porta, il bomber, e al 13’ lascia il posto a Morutan (brillante nei primi minuti, ma poi destinato a perdersi un una prima frazione complicata). Peso specifico e speranze dei padroni di casa crollano, ma il Pisa ha il merito di continuare a giocarsela a viso aperto, ribattendo colpo su colpo e dando vita a una gara che resta decisamente poco spettacolare e godibile ma molto apprezzabile per i ritmi e sotto il profilo agonistico. Il traffico intenso in zona palla resta la caratteristica principale e per larghi tratti gli errori, da ambo le parti, sono decisamente superiori alle buone giocate. Fatalmente, però, al 30’ la buona (e decisiva) giocata la trova chi in campo ha più qualità: il Genoa. Al 30’, infatti, Ekuban e Coda triangolano con la linea nerazzurra come al solito alta, il ghanese (ma di cittadinanza italiana, è nato in Veneto) brucia Canestrelli sulla velocità e supera Nicolas con un morbido lob che vale il vantaggio ospite.
Ora per il Pisa si fa dura. Maran inizia la ripresa con Cissé per Marin, riportando Ionita sulla mediana. Il ragazzino come al solito porta vivacità e freschezza e il Pisa ha il merito di restare aggrappato a una partita ancora più combattuta che bella. Ionita e lo stesso Cissé, nel primo spicchio, stuzzicano Martinez e al finale si arriva ancora a giochi aperti. Maran, così, per gli ultimi 10 minuti sgancia anche Masucci (per Sibilli) e l’esordiente Tramoni (per Nagy) passando a un offensivo 4-2-3-1. Piccinini al posto dello stremato Rus (buon esordio) completa i cambi una manciata di secondi dopo. Ma Calabresi (spostato centrale) rimedia subito il secondo giallo e il Pisa si ritrova sotto anche di un uomo. È un’altra mazzata, ma neanche questa non spegne la luce dei nerazzurri che continuano a provarci (Tramoni impegna Martinez al 42’) e a rischiare (Nicolas e la traversa salvano su punizione di Jagiello ad inizio recupero, Nicolas da solo su Yalcin allo scadere). Già, cuore e ardore. Ma almeno per ora non bastano...
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