Luci sul Pisa, ecco la partitissima: col Genoa un test che vale molto
La ricerca del primo acuto passa dall’incrocio con una delle big del campionato. Maran suona la carica ai suoi: «Liguri tosti, dovremo lottare ma restando lucidi»
PISA. Il pubblico delle grandi occasioni, la voglia di fermare una big, la ricerca della prima vittoria in campionato. Come motivazioni possono bastare per vedere un Pisa agonisticamente cattivo contro il Genoa di Alexander Blessin. Ma c'è molto di più in questa sfida che torna in campionato dopo 32 anni.
La partitissima
Non c'è dubbio che Pisa-Genoa, fischio d'inizio alle 20.,45, sia la partitissima della terza giornata di serie B. Da una parte la finalista degli ultimi playoff di Serie B, dall'altra una squadra appena retrocessa dalla A ma che ha più entusiasmo di quando era al piano superiore, anche grazie alla nuova proprietà statunitense, ed è la favorita del campionato. Se quello nerazzurro resta un cantiere aperto, anche in casa rossoblù alcuni meccanismi devono essere oliati anche se quattro punti e un solo gol subito in due partite, oltre al passaggio del turno in Coppa Italia, non sono un ruolino da buttare. Il Pisa però ha tutte le carte in regola per poter far male al Grifone. Come ha sottolineato Rolando Maran la squadra subisce tanti gol ma è anche quella che assieme al Cittadella ha segnato di più nei primi due turni. Il Genoa difficilmente inserirà i nuovi arrivati anche se non mancheranno i giocatori da tener d'occhio. A cominciare dal capocannoniere degli ultimi due tornei di B, Massimo Coda. Una partita in cui sarà ricordato Gianluca Signorini con i due capitani che indosseranno una maglia numero 6 dedicata al grande capitano delle due squadre. La bella iniziativa è stata sottolineata anche da Maran in conferenza stampa: «È un gesto bello e anch'io voglio ricordare questo grande campione che se ne è andato troppo presto».
Senza timori
In campo Maran vuole un Pisa senza paura. «Le scelte definitive le farò solo dopo la rifinitura – dice – incontriamo la squadra da battere ma non dobbiamo temere nulla e nessuno. Troviamo una squadra con pochi punti deboli ma lo ritengo un ottimo test per capire a che punto siamo arrivati. Voglio una squadra che lotti ma che allo stesso tempo sia lucida».
Le scelte
«Tutti quelli che convoco possono essere tra i titolari – sentenzia Maran – va valutato con attenzione il minutaggio di molti. Per quanto riguarda Torregrossa ha lavorato bene negli ultimi giorni. Non può fare ancora 90 minuti, ma può giocare almeno un tempo». La sensazione è che dall'inizio partirà di nuovo Masucci, con Cissé che comunque potrebbe trovare di nuovo spazio a gara in corso anche per la sua velocità, con due giocatori in supporto. Uno dovrebbe essere Morutan, l'altro uno tra Sibilli, ha smaltito la febbre da qualche giorno, e Tramoni. «Matteo è arrivato da poco e sta trovando la condizione giusta. Ha una sfaccettatura diversa rispetto ad altri».
Gli automatismi
Il primo obiettivo della serata potrebbe essere quello di non prendere gol e avere il cinismo di sfruttare al meglio le occasioni. Nessuna speculazione, solo una maggiore concretezza. I centrali prescelti potrebbero essere Canestrelli, all'esordio in campionato dal primo minuto, ed Hermannsson, con Calabresi e Beruatto sulle fasce. Al centro sono a disposizione anche De Vitis e Rus ma è difficile un loro impiego dall'inizio. «Rus aveva fatto già un’amichevole con noi portando avanti il lavoro prima di avere qualche problema. Si è allenato molto bene questa settimana, e adesso sta meglio. De Vitis è uscito dal campo un po’ malconcio con il Como e si è allenato in maniera non regolare in settimana. Abbiamo necessità di fare squadra in questo momento. Soprattutto dietro dobbiamo trovare gli automatismi giusti. Stiamo già lavorando ad alcuni accorgimenti e abbiamo subito meno tiri in porta nell'ultima gara».
Solo il presente
Tiene sempre banco il mercato, da giorni si parla di rinforzi in attacco e in difesa, ma Maran pensa solo a stasera. «Alla vigilia è sempre brutto parlare di mercato: ci sta pensando la società. Io mi devo concentrare sulla partita e basta. Di cosa serve ne abbiamo parlato coi dirigenti». Maran poi torna brevemente anche sulla sua esperienza al Genoa: «Per quanto mi riguarda è stata una parentesi strana – sottolinea – mi sembra quasi superfluo parlarne. Resta un po’ di dispiacere per come è andata in un periodo particolare visto che siamo stati falcidiati dalla pandemia. Ormai è il passato, io penso solo a portare in alto i colori nerazzurri».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
