Gioco
Verso il match col Cittadella del 13 agosto: la cabala può aiutare il Pisa
Corsi e ricorsi storici: il 2022 è l’anno delle tradizioni infrante per la squadra pisana
PISA. Il 2022 è l’anno delle tradizioni infrante: bestie nere finalmente sconfitte dal Pisa, ma anche, purtroppo, vittime ricorrenti che hanno consumato la loro vendetta nei confronti dello Sporting Club. Una strana regola, che ha presentato il conto nel match con il Brescia, ma che potrebbe tornare utile per il debutto in campionato a Cittadella, sabato 13 agosto alle 20,45.
Il Brescia ha rotto un incantesimo, che lo aveva visto per due volte eliminato dal Pisa alla prima uscita in Coppa Italia, nel 2007 e nel 2017. In finale playoff era giunta la rivincita del Monza, dopo l’apoteosi rossocrociata nella partita decisiva per la B del 17 giugno 2007. Comunque anche il Pisa si è goduto le proprie soddisfazioni, escludendo il Frosinone dai playoff nel remake della sfida disputata allo stadio Stirpe nel 2020, quando furono gli uomini di D’Angelo a essere battuti ed estromessi.
E adesso, se la regola sarà confermata, all’esordio in campionato a Cittadella un’occasione di rivalsa verrà offerta su un piatto d’argento agli uomini di Maran. La compagine veneta è sempre stata un’avversaria ostica. A una sfida con il Cittadella risaliva anche l’ultima sconfitta casalinga per 4-1, nel 2020-21, prima della debacle dell’ultimo weekend. Ricordiamo in particolare una sconfitta estiva, all’Arena Garibaldi, il 17 agosto 2008, in Coppa Italia, quando il campionato di B non iniziava prima di Ferragosto. Amara la prima ufficiale sul terreno amico per il Pisa di Luca Pomponi, perdendo a tempo scaduto (1-2) dopo aver assaporato il vantaggio, con Corrado Colombo (destinato alla cessione). Ecco il precedente che potrebbe essere ribaltato (a campo invertito).
Al di là del punteggio numerico, la compagine di Knaster e Corrado ha iniziato il 2022 con una battuta d’arresto praticamente in fotocopia rispetto allo scivolone di sabato scorso: di fronte al Frosinone un Pisa in formazione rimaneggiata (nel bel mezzo del mercato invernale e per di più alle prese con il Covid) venne illuso da un gol di Marsura (allora Masucci, invece della rete, firmò splendidamente l’assist) ma poi fu ribaltato dalla formazione ciociara, che si fermò sul 3-1. In seguito pian piano gli acquisti si inserirono nel telaio collettivo, conducendo la città a un passo dalla serie A.
Dunque calma e gesso. Anche l’eliminazione dalla Coppa Italia statisticamente non è un fatto negativo. È accaduto infatti all’alba dell’esaltante ultima stagione (a opera del Cagliari) e in occasione delle ultime due promozioni in A: nel 1989-90 un’altra sconfitta interna in turno secco interno (ai rigori con il Palermo), mentre nel 1986-87 l’uscita in un girone eliminatorio, per un Pisa che, come adesso, era un cantiere aperto.
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