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Masucci come il prezzemolo: sta bene ovunque. È tutto suo il titolo di bomber di inizio stagione

Masucci come il prezzemolo: sta bene ovunque. È tutto suo il titolo di bomber di inizio stagione

Alla soglia dei 38 anni continua a dare il suo apporto in termini di gol e di movimento ma è anche un uomo spogliatoio che sa farsi sentire anche fuori dal campo di gioco

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PISA. Il prezzemolo, e chi è pratico di fornelli lo sa, sta bene ovunque. E anche Rolando Maran ha un ingrediente simile per preparare il suo Pisa. Si chiama Gaetano Masucci. Già, perché anche lui, il bomber eterno, sta bene in molti posti e soprattutto sta bene con il nerazzurro addosso. Quello che indossa ormai da quasi sei anni (arrivò nel gennaio del 2017) con l’entusiasmo del primo giorno.

Ogni anno ti chiedi se non sia arrivato il (triste) momento dei saluti. E prima o poi (speriamo più che poi che prima) arriverà davvero.

Intanto, però, bastano una manciata di allenamenti e qualche amichevole per accorgersi che lui, Tano, ci sta e ci sta bene. Proprio come il prezzemolo. Corre, segna e lotta per la maglia nerazzurra, si batte e si sbatte come e più di tanti giovani rampanti. E anche questa, di estate, non fa eccezione. A oggi è il bomber con due gol nella prima uscita e altrettanti con il Montevarchi, più quello all’Entella.

Nel 4-3-fantasia di Maran ci sta a nozze, ora galleggiando tra le linee e finora andando a affiancare Lucca in avanti. Il Pisa è ancora un cantiere aperto (come il mercato) e di strada da consumare ne ha ancora assai, ma la già citata domanda di inizio estate si è già capovolta. Ma davvero, viene da chiedersi ora, i nerazzurri possono rinunciare a Masucci?

Non giocherà tutte le partire dal 1’ al 90’, ma l’eterno bomber è uno di quei pochi eletti del pallone che il suo apporto riesce a darlo anche quando non gioca. Uomo-spogliatoio, dunque, ma anche uomo di campo. Il prossimo 28 ottobre, recita la carta d’identità, compirà 38 anni. Eppure sembra proprio non sentirli. Come l’anno scorso, quando rientrava da un grave infortunio. «Non mi sorprende affatto – disse allora al Tirreno il suo procuratore Caravello – perché lo conosco da una vita essendo il suo agente da tanti anni. È uno che in campo non molla mai, lo abbiamo visto sia quando ha segnato il bel gol in Coppa Italia a Cagliari che in questo grande inizio di campionato (assist acrobatico per Lucca, nda). C’è solo da battergli le mani».

Già, battergli le mani. Cosa che il pubblico di Pisa fa spesso e volentieri. Voler bene a uno come Masucci, d’altra parte, è facile. Non finisce mai di sorprendere, l’attaccante di Avellino, e la sensazione che abbia ancora in canna qualche colpo. D’altra parte per arrivare così a quasi 38 anni bisogna avere doti non comuni. E una di queste è l’intelligenza. Quella che Tano, da sempre, usa in campo (ad esempio per segnare spesso gol di testa, lui che è esattamente un gigante non è), ma anche e soprattutto fuori. Per ritagliarsi i suoi spazi, per essere comunque e sempre importante. A oggi, con Gucher fuori dal progetto e Caracciolo ai box (almeno fino a gennaio), è uno dei veri senatori del gruppo insieme a De Vitis (altro elemento che alla resa dei conti è sempre più prezioso e utile che appariscente) e sul contributo che potrà dare in questo senso davvero non ci sono dubbi.

Come e quanto sarà chiamato a farlo in campo si vedrà. Ma intanto, tra un Torregrossa che torna e un Lucca che parte, può prendersi il platonico ma significativo titolo di bomber dell’estate.

Il resto si vedrà strada facendo. Come si vedrà il suo futuro, visto che alla fine del prossimo giugno (2023) scadrà anche il suo contratto. Ma Masuci sta facendo e farà di tutto per dimostrare ancora una volta che fare a meno di lui è difficile. Anzi, maledettamente difficile.l

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di Redazione web