Sicurezza
Birindelli e i suoi tormenti: il Pisa o il grande salto?
Il Monza preme ma nulla è ancora deciso. Il “profeta in patria” sceglierà entro poche ore
PISA. Nella vita ognuno di noi può ritrovarsi, anche spesso, di fronte a un bivio. Quale sia la scelta giusta non si può mai sapere, come tentava di fare una popolare trasmissione condotta da Enrico Ruggeri. Di fronte a un bivio calcistico, e non solo, ora si ritrova Samuele Birindelli che in queste ore sta pensando, non senza qualche tormento, al suo futuro. Domani dovrebbe essere il giorno decisivo. Da una parte la possibilità di approdare in Serie A a quasi 23 anni dopo una lunga e faticosa gavetta, dall'altra quella di restare nella squadra della propria città, quella che lo ha lanciato nel grande calcio, e provare a inseguire quella promozione sfumata poco più di un mese fa. Un sogno infranto proprio dal club che si è detto disposto a pagare la clausola rescissoria di 1,5 milioni di euro al Pisa, ovvero il Monza di Silvio Berlusconi e Adriano Galliani.
Il grande salto
Che Samuele Birindelli fosse uno dei pezzi forti del mercato in uscita non è una sorpresa. Il terzino destro nerazzurro ha disputato una grande stagione ed è migliorato molto nella fase difensiva. Ha continuato ad impressionare in fase di spinta, tanto che sarebbe perfetto proprio per il 3-5-2 di Giovanni Stroppa. Si era parlato di interessi forti da parte di Lazio, Sassuolo, Parma e Panathinaikos ma il Monza è il club più convinto. A livello professionale è un salto importante. Il Monza affronta la Serie A per la prima volta ma con molte più ambizioni rispetto a quelle di una normale neopromossa. I brianzoli hanno già preso il portiere Alessio Cragno e il difensore Andrea Carboni dal Cagliari, l'esperto centrale Andrea Ranocchia e il centrocampista Stefano Sensi dall'Inter (dopo i sei mesi in prestito alla Sampdoria). Ma non si fermano qui e puntano su tanti italiani che si sono già imposti all'attenzione di tutti come l'atalantino Matteo Pessina, campione d'Europa un anno fa con gli azzurri di Roberto Mancini, il bomber dell'Empoli Andrea Pinamonti e l'attaccante del Napoli Andrea Petagna. Nel Monza Birindelli dovrebbe giocarsi il posto con Salvatore Molina ma potrebbe anche trovare ulteriore concorrenza con l'arrivo, dato come imminente, del sampdoriano Antonio Candreva. Una squadra con forte impronta autarchica, secondo diktat preciso di Galliani, nella quale Birindelli può aumentare il proprio spirito di competizione.
La voglia
Dall'altra parte, però, c'è il cuore, ci sono la passione e l'amore per questi due colori, ovviamente il nero e l’azzurro, fin da ragazzino. C’è la voglia di riprovarci, visto che comunque il Pisa ha scelto un allenatore come Rolando Maran che per 10 anni fila ha fatto la Serie A. Questo, in attesa di avere un quadro più ampio dal mercato, può essere anche per lo stesso Birindelli una garanzia che il Pisa sarà di nuovo protagonista. Lo stimolo di provare a vincere il campionato di B a casa propria, partendo con la fascia di capitano (vista l'assenza fino a gennaio di Antonio Caracciolo) non è cosa di poco conto. Fin da quando Gennaro Gattuso lo ha lanciato titolare in Coppa Italia in una gelida serata a Torino nel novembre del 2016 molti hanno capito di essere di fronte a un ragazzo con grandi potenzialità ma ovviamente inesperto che spesso non terminava le partite a causa dei crampi. In pratica il classico diamante grezzo. Il fatto di essere figlio d'arte e quello di poter diventare “profeta in patria” non lo ha aiutato. Inizialmente ha subito anche diverse critiche, talvolta ingenerose. Un passo alla volta, però, ha risposto alle perplessità coi fatti. Ogni stagione ha scalato un gradino. Nel 2018/2019, non ancora 20enne, è stato tra i protagonisti del ritorno in B grazie anche al feeling con Luca D'Angelo. E l'ultima stagione è stata la sua migliore in assoluto. Purtroppo l'ultima istantanea sono le sue lacrime dopo la sconfitta col Monza.
Il verdetto
Birindelli si è preso anche questo week end di riflessione. Ma a breve, come detto domani, scopriremo se le sue prossime sgasate saranno alla corte dell'allenatore che lo ha sconfitto in finale o di quello che, appena arrivato a Pisa, lo accoglierebbe a braccia aperte.
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