Il Tirreno

Pisa

Nerazzurri

Maran sta sbarcando a Pisa con un’eredità da sfruttare

David Biuzzi
Il saluto dei nerazzurri ai tifosi dopo una delle vittorie interne (foto Sestini)
◗
Il saluto dei nerazzurri ai tifosi dopo una delle vittorie interne (foto Sestini)

Il quadriennio targato D’Angelo lascia in dote una squadra che è capace di cambiare volto e uno spirito da battaglia dal quale è obbligatorio ripartire

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. Il conto alla rovescia oggi segna tre. Tre giorni, per la precisione, e Rolando Maran sarà a tutti gli effetti il nuovo allenatore del Pisa. Giovedì alle 23.59, infatti, va a scadenza (naturale) il suo contratto con il Genoa e subito dopo entra in vigore quello (pare biennale) già firmato (come ufficializzato dal club nei giorni scorsi) con i nerazzurri. Inizierà il nuovo corso, insomma.

L’eredità

Una svolta quasi epocale dalle parti dell’Arena dove negli ultimi 4 anni il padrone di casa è sempre stato Luca D’Angelo. Entrò in carica il 24 giugno del 2018, reduce dall’esonero di Bassano e dalla parentesi di Caserta, e i suoi 1.481 giorni alla guida del Pisa (l’addio è stato certificato lo scorso 14 giugno) hanno lasciato un segno profondo. Per i risultati, visto che ha condotto i nerazzurri dalla Serie C alle porte del massimo campionato, ma non solo. Il suo legame con l’ambiente, infatti, si è rafforzato giorno dopo giorno. Il suo modo viscerale di interpretare il ruolo è piaciuto ai suoi dirigenti, ai suoi giocatori e ai suoi tifosi. E, al di là dell’aspetto tattico, è proprio questa l’eredità che Rolando Maran, semplicemente Rolli per gli amici e l’ambiente del calcio, dovrà cercare di non disperdere.

Esperienza

A livello di esperienza e capacità di gestione, infatti, il Pisa ha preso un autentico professore. Che, è vero, non frequenta la Serie B dalla lontana stagione 2011/2012 (col Varese, preso in corsa e guidato fino alla finale playoff persa con la Sampdoria), ma solo perché le ultime 9 le ha consumate al piano superiore. Con Catania, Chievo, Cagliari e Genoa, per la precisione. Con fortune alterne ma con un bilancio complessivo in cui le luci sono nettamente superiori alle ombre. Guidare formazioni di basso cabotaggio (con tutto il rispetto per le realtà citate), in Serie A significa anche e soprattutto dover gestire momenti complicati, difficili. Gli stessi che capitano a chi cerca un posto al sole in Serie B. Sotto il profilo della gestione, insomma, non dovrebbero esserci problemi. L’importante, per il Pisa e per Maran, sarebbe non perdere quello spirito battagliero che D’Angelo ha infuso al gruppo negli anni. Quella voglia matta, cioè, di arrivare sempre prima sulle seconde palle, di attaccare e difendere sempre con tanti uomini e con ritmi possibilmente alti. Ecco, se i nerazzurri targati Maran riusciranno a mantenere queste doti unendoci la visione e il piglio del nuovo allenatore, probabilmente l’impresa di confermarsi ai vertici diventerà meno complicata.

In comune

Anche perché, a livello tattico, potrebbe non esserci la rivoluzione. In questo senso, infatti, tra il vecchio (D’Angelo) e il nuovo (Maran) i punti di contatto sono molti. Entrambi, ad esempio, hanno ampiamente dimostrato nelle rispettive carriere di non essere schiavi di un modulo, integralisti. Il tecnico di Trento, è vero, aveva sempre giocato con la difesa a 4 ma proprio nell’ultima esperienza (quella non fortunata al Genoa) ha adottato il 3-5-2. A Catania si era affermato con il 4-3-3, nelle (ottime) stagioni al Chievo ha praticamente sposato il 4-3-1-2, in quelle di Cagliari era ripartito dal “rombo” per poi scegliere il 4-3-2-1 per fare spazio a un giovane centrocampista che stava emergendo: Barella. L’allenatore di Pescara, invece, nelle sue stagioni nerazzurro ha speso adottato sia il 4-3-1-2 che il 3-5-2, ma nell’ultima stagione ha cambiato spesso la disposizione dei suoi attaccanti. Il passaggio di consegne, insomma, sembra avere premesse molto interessanti...


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa