Gioco
«Caro Pisa, ti racconto Maran». L’ex Capuano applaude la scelta
È stato alla sue dipendenze nel Catania e ora spiega le virtù del tecnico di Trieste. «Ha sia spessore che esperienza, scendendo di categoria accetta una bella sfida»
PISA. L'esperienza e la voglia di rimettersi in discussione potrebbero essere le armi vincenti di Rolando Maran sulla panchina del Pisa.
Dell'allenatore di Trento, che dovrebbe essere ufficializzato oggi, parla l'ex difensore nerazzurro Ciro Capuano, attualmente direttore sportivo del Pietrasanta, che è stato allenato per due stagioni da Maran a Catania dal 2012 al 2014. Per Capuano, 99 presenze e sette reti dal 2000 al 2004 con il Pisa (con la finale persa per la Serie B nel 2003 a Bergamo con l'Albinoleffe) per un totale di 411 presenze tra i professionisti con tanta Serie A con le maglie di Bologna, Palermo e Catania. «Se Maran è la scelta giusta lo scopriremo con il tempo, anche in base al mercato – sottolinea – sicuramente arriva un allenatore di spessore, che ha una notevole esperienza anche in Serie A. Scendendo di categoria vuole rimettersi in gioco dopo l'esonero al Genoa. È una bella sfida anche per lui che avrà la responsabilità di guidare una squadra che è reduce da una grande stagione nonostante la finale playoff persa con il Monza».
Cosa può portare Maran?
«Conoscendolo, anche se non lo vedo da qualche anno, so che punta molto su alcuni uomini di fiducia. Il suo staff è sempre con lui e si affida a gente molto preparata a cominciare dal vice Christian Maraner. Questo è un fatto molto positivo per costruire un gruppo di lavoro valido. Un vantaggio importante per lui e per il Pisa».
Che esperienza è stata quella di Catania?
«Ha fatto molto bene il primo anno, poi nonostante l'esonero nella seconda stagione quell'esperienza è stata un trampolino importante per restare tanto tempo in A. Non era facile gestire un gruppo come il nostro con tanti calciatori argentini. Veniva da un'esperienza molto positiva in B al Varese dove perse la finale playoff contro la Sampdoria e non ha sofferto il salto di categoria sfiorando addirittura la qualificazione al preliminare di Europa League. Era un periodo in cui il direttore Lo Monaco puntava su tecnici emergenti e anche in quel caso non sbagliò. Come già fatto con Montella e Simeone, giusto per fare due nomi».
A livello tattico come lo inquadra?
«A Catania ha giocato sia col 3-5-2 che col 4-3-1-2. Sempre molto offensivo con gente come Castro, Barrientos, Bergessio e Papu Gomez giocando ance un buon calcio. Non sarà comunque facile sostituire D'Angelo che era a Pisa da anni e ha fatto molto bene. Adesso devi ripartire praticamente da zero, Maran deve essere bravo in questo passaggio. E lo può fare bene perché sa il fatto suo».
Caratterialmente che allenatore è?
«Uno che può esaltarsi in una piazza come Pisa. Con i giocatori punta sempre al dialogo e ha un carattere molto forte. Gli piace lavorare tanto».
Che serie B si aspetta nella prossima stagione?
«Molto bella. In tante possono vincere e può scapparci la sorpresa. Venezia, Genoa, Cagliari, Parma, che farà un mercato importante, il Pisa stesso, e poi il ritorno del Palermo che porta 30mila persone allo stadio. Ci sarà da divertirsi».
Se fosse nei panni del Pisa da dove ripartirebbe?
«Punterei ancora sui giovani molto forti che ci sono, compreso Lucca che è un talento. Importante anche il riscatto di Beruatto. Qualche nuovo innesto ci sarà ma sono convinto che in società faranno scelte accurate come nelle ultime stagioni».
Analogie tra la vostra sconfitta di Bergamo nel 2003 e questa con il Monza?
«La delusione è la stessa, anche se noi eravamo in C. Speriamo che stavolta la squadra riesca subito a salire in A. Me lo auguro da ex ma anche da tifoso nerazzurro visto che ancora oggi quando posso corro all'Arena». l
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