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Gioca, corre e lotta: è il trionfo (quasi annunciato) del Pisa. L'anatomia di una vittoria-capolavoro

David Biuzzi
Gioca, corre e lotta: è il trionfo (quasi annunciato) del Pisa. L'anatomia di una vittoria-capolavoro

La qualità dei nuovi e la quantità della classe operaia decidono il big match: Cremonese schiantata, è di nuovo primato

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PISA. Un grande, forse il più grande, della letteratura del XX secolo, Gabriel Garcia Marzquez, la fotograferebbe come la... cronaca di un trionfo annunciato. Già, perché alle 17.27 di una bella domenica di marzo, col sole che splende e la primavera nell’aria, l’Arena esplode in un urlo di gioia per sottolineare quello che è davvero un trionfo: la vittoria (bella, piena, strameritata) dei nerazzurri sulla Cremonese nel big match di giornata.

Un successo che annunciato, però, lo è solo in parte. Ad esempio dalla indiscutibile capacità di questa squadra di esaltarsi e dare il meglio di sé quando si alza il livello delle avversarie. In mezzo, però, c’è un capolavoro calcistico. Quello del Pisa, del Pisa capolista, che semplicemente fa tutto più e meglio della Cremonese. Gioca di più, corre di più, ci mette più cuore e anche più testa. A partire da D’Angelo, che in partenza disegna un 4-3-1-2 con la solita difesa di ferro, tanta qualità in avanti ma anche la classe operaia (il terzetto Siega-Nagy-Marin) in mezzo. Una scelta, quest’ultima, che alla fine fa tutta la differenza del mondo. Dall’altra parte, infatti, Pecchia imbottisce la squadra di mezze punte, anche sulla linea mediana (dove giostrano Fagioli e Gaetano). Il risultato è che quando c’è da rincorrere gli alti per andare e riprendersi la palla i nerazzurri sanno farlo (e lo fanno pure bene) i grigiorossi no.

Il resto, la qualità, è garantita dai rinforzi di gennaio. Così al 7’ Benali, un autentico professore della trequarti, triangola con Sibilli (il vincitore di giornata) del toto-attaccante e in area viene agganciato dall’ex Meroni. Prontera assegna immediatamente il penalty, il ripasso al Var conferma e, al 9’, Torregrossa cancella l’errore con la Ternana e regala la prima di tante gioie al popolo nerazzurro. La strada è già in discesa, ma il traguardo ancora lontano. Il Pisa continua a fare meglio, ma la Cremo è ancora in partita. Tanto che, al 36’, ha l’occasionissima. Un penalty concesso per una scarpata di Birindelli a Baez (il più insidioso dei suoi) che in effetti c’è. Peccato che quelli del Var (Dionisi e Colarossi) lo vedono ma non fanno altrettanto col precedente fallo dell’attaccante sul difensore. Non c’è il tempo di imprecare, però, perché Nicolas si ritaglia la sua parte di scena con il no a Zanimacchia. È la svolta decisiva, perché in una gara che scorre sui binari del nervosismo (scontato, vista la posta in palio) sono gli ospiti a farsi travolgere dalla crisi di nervi.

Pecchia, poi, ci mette ancora del suo iniziando la ripresa con Di Carmine per Rafia. Ora, cioè, gioca proprio con il 4-2-4, ma con poca, pochissima protezione davanti alla difesa. Così i nerazzurri, forse anche più abituati al lavoro sporco, vanno a nozze. E, ora, davvero dominano la scena. Che si prendono già al 5’, quando Beruatto ubriaca tutti a sinistra e crossa, Sibilli sfiora sul primo palo e alle sue spalle c’è ancora Torregrossa (già, l’importanza di avere Ernesto di cui parlavamo dopo il blitz di Lignagno Sabbiadoro...) che raddoppia. È la fine dei giochi, fondamentalmente. Perché la Cremonese ha il merito di non arrendersi ma sbatte su un Pisa che non arretra di un millimetro. I cambi non... cambiano l’andamento. Così Baez alza da due passi al 23’ e Nicolas è ancora bravo su Valeri al 34. Ma il resto, tutto il resto, è ancora Pisa, tanto Pisa. Col tris del subentrato Puscas al 44’ (ottimo assist di Nagy), col poker sfiorato dall’altro subentrato Lucca al 48’ (lob da distanza siderale, prodezza di Carnesecchi). Peccato. Ma il trionfo resta, il primato torna a casa. Sì, è tutto vero: Pisa comanda.

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di Redazione web