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Il Pisa chiama, Pisa risponde: «L’Arena farà la differenza»

Andrea Chiavacci
I giocatori del Pisa festeggiano la vittoria ottenuta con il Lecce insieme al popolo nerazzurro della curva nord (Foto Fabio Muzzi)
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I giocatori del Pisa festeggiano la vittoria ottenuta con il Lecce insieme al popolo nerazzurro della curva nord (Foto Fabio Muzzi)

Gli esponenti dei club rilanciano gli appelli di D’Angelo e Torregrossa. E dietro l’angolo c’è l’aumento della capienza 

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PISA. Si torna all’Arena per due partite fondamentali in cui anche la presenza dei tifosi potrà fare la differenza.

Al termine della sfida di Alessandria l’allenatore Luca D’Angelo ha lanciato un messaggio importante, al quale si è poi associato Ernesto Torregrossa, con la speranza di vedere uno stadio pronto a ribollire d’entusiasmo: «Il nostro augurio è che l’Arena possa riempirsi e darci una grossa mano. La nostra è una squadra di carattere e rende di più di più quando è sospinta dal pubblico».

D’Angelo si rivolge a tutta la tifoseria in generale anche perché spesso ha ribadito di capire la scelta (quella di non entrare) dei gruppi della curva Nord. «Sono loro i primi a soffrire quando non entrano», aveva detto alla vigilia della partita con il Frosinone. Al momento la capienza resta al 50% ma entro fine mese, con l’intervento del Governo, si potrebbe tornare al 75% e poi da marzo al 100%.

Se il Pisa arriva da secondo in classifica a questo doppio impegno casalingo contro Ternana e Vicenza, va detto che la graduatoria delle presenze vede il popolo nerazzurro al sesto posto per totale degli spettatori, 47. 451 in 10 partite (e al sesto nella media spettatori che è di 4. 745 a partita) . In entrambe le classifiche Lecce (media di 8.227) , Frosinone, Reggina, Parma e Brescia sopravanzano il Pisa. Che comunque resta tra le migliori. Da segnalare l’ottima media del Vicenza, 4.279 spettatori a partita, nonostante l’ultimo posto in classifica. Liana Bandini del Centro coordinamento Pisa club parla anche a nome dei soci più stretti: «Sarebbe splendido se i biglietti a disposizione con la Ternana andassero esauriti in breve tempo. Non entro nel merito della decisioni della curva Nord che rispetto, però mi auguro di rivederla presto al completo. Anche se allo stadio andiamo comunque in buon numero non siamo capaci di organizzare il tifo come sanno fare loro». Secondo Bandini il calo degli spettatori è dovuto ancora alla paura della pandemia ma fa pure una considerazione: «In giro vedo troppi “allenatori da tastiera”. Meno critiche sui social e maggiore unità per raggiungere l’obiettivo che non voglio nominare».

Sabrina Pavolettoni del Club autonomo nerazzurro si associa all’appello di D’Angelo e Torregrossa: «I gruppi della curva Nord hanno tutte le ragioni del mondo ma abbiamo due partite fondamentali in casa contro Ternana e Vicenza e spero che rientrino per dare quella spinta in più che può essere decisiva. Fare il tifo con mascherine e distanziamento non è assolutamente facile ma ora cerchiamo tutti insieme di aiutare la squadra. Come solo la Nord sa fare». Anche per Pavolettoni è fondamentale tornare alla normalità: «Da venerdì verrà tolto l’obbligo delle mascherine all’aperto e speriamo che ora prevalga un po’di buon senso. Noi non facciamo le leggi e le dobbiamo rispettare ma allo stadio il pericolo di contagio è minore rispetto ai luoghi al chiuso come cinema e teatri».

Alessio Forconi del club “Pisani al nord” parla di scelte discutibili da parte del Governo: «Al Festival di Sanremo si apre al 100%, tutti insieme in un ambiente chiuso ad applaudire e abbracciarsi mentre in uno stadio all’aperto restano tante restrizioni. Secondo me c’è da fare una riflessione a livello politico perché questo è irrispettoso nei confronti delle persone che amano lo sport e vogliono staccare un attimo da questa pandemia». Forconi sarà presente sabato all’Arena nell’ennesima “trasferta” della stagione visto che vive e lavora in Lombardia: «Ben vengano gli appelli, ma sono convinto che se ci saranno nuove aperture a breve l’Arena tornerà sicuramente a riempirsi e il pubblico di Pisa farà la differenza come ha sempre fatto».

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