Italia
Il Pisa riparte... senza benzina e l’Arena cade dopo 285 giorni
La sosta e i postumi del Covid si fanno sentire: non bastano Nicolas e il gol di Marsura per arginare il Frosinone
David Biuzzi
PISA. Il campionato riparte, dopo quattro settimane, il Pisa no. Detto così sembra tutto facile, ma ovviamente è una semplificazione ancora più che una sintesi estrema. Dietro la prima sconfitta interna dei nerazzurri, infatti, c’è dell’altro. Molto altro. E, probabilmente, molto si consuma proprio in quei maledetti 28 giorni in cui il pallone, in Serie B, si è fermato.
Già, perché come previsto sul match col Frosinone ha pesato (e tanto) l’incognita Covid. E la risposta che è uscita dal campo dell’Arena è stata quella più temuta: dal virus è uscito meglio il Frosinone. Che, forse anche per caratteristiche dei singoli, ha assorbito meglio positivi e allenamenti a scartamento ridotto. Per la truppa di Luca D’Angelo, che sulla fisicità basa molto del suo modo di interpretare le partite, il peso è stato enorme, insopportabile. Non deve essere un alibi, certo, ma in questo senso è emblematica la prestazione di Maxime Leverbe, passato da professore della difesa (per tutto il girone d’andata) meno battuta del campionato ad anello debole di una formazione che d’improvviso ha perso solidità e certezze acquisite.
Così dopo 285 giorni (9 mesi e mezzo dal 5 aprile scorso, quando su il Lecce ad imporsi) l’Arena torna terra di conquista per gli altri. Che hanno i loro meriti, sia chiaro. Perché il Frosinone non ruba niente, al netto di una direzione arbitrale discutibile, e sfrutta la momentanea (si spera) mancanza di benzina del Pisa per rovinare la prima uscita del nuovo anno, la prima da campioni d’inverno.
Che comincia in salita, perché c’è appena il tempo di verificare le scelte (forzate, se non addirittura obbligate) di D’Angelo (nel 4-3-1-2 ci sono le novità Hermannsson in difesa, Marin come play e Siega che consuma il rientro dal 1’ come trequartista) che Leverbe commette il primo dei suoi errori rifilando un pestone a Garritano dentro l’area. L’arbitro Cosso azzecca uno dei pochi fischi della sua partita accordando il penalty, ma Nicolas si supera dicendo no a Ciano. Il pari, per ora, è salvo ma la partita resta molto complicata. I ciociari ne hanno di più, il Pisa fatica. Anche nelle difficoltà, però, dimostra di essere una squadra, una squadra vera, e alla partita resta aggrappato. Col passare dei minuti, anzi, alza la linea difensiva e comincia a “sporcare” come al solito la manovra altrui. Proprio mentre passano i titoli di coda, poi, arriva l’episodio che accende la speranza. Ed è il primo squillo del reparto avanzato. Lo costruisce Masucci, con una palla dentro che taglia fuori l’intera difesa ospite, lo rifinisce Marsura che “buca” Ravaglia. I nerazzurri sono avanti e, magari, la storia del match può cambiare.
Il problema è che dura poco. In avvio di ripresa, infatti, dopo un fallo non fischiato di Gatti su Marsura (che, però, commette l’errore di fermarsi), la palla arriva dalle parti di Zerbin, il migliore per distacco, che converge, elude Hermannsson e la piazza dove neanche super Nicolas stavolta può arrivare. C’è da ricostruire tutto, insomma. Solo che il serbatoio è sempre più vuoto, la spia dell’energia costantemente accesa. Nicolas si supera ancora sul subentrato Novakovich (24’) r D’Angelo ci prova coi cambi. Prima tattico, perché passa al 4-2-3-1, poi perché (dopo Gucher sganciato nell’intervallo per Siega) prova a riprendersela, la partita, con Cohen e Sibilli. L’audacia, però, stavolta non viene baciata dalla fortuna e, subito dopo, ancora Zerbin firma il sorpasso, complice una deviazione di Birindelli (subentrato una manciata di minuti prima e Hermannsson), dopo discesa e cross di Zampano. Ora, per i nerazzurri, è quasi come dover scalare il Nanga Parbat (cioè una montagna... assassina) a mani nude. E, infatti, finisce con un altro erroraccio di Leverbe (incredibile ma vero) che spalanca la porta del tris a Novakovich.
Un peccato, ma anche i campioni (d’inverno) possono cadere. L’importante, ora, sarà rialzarsi presto.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
