Gioco
Larsen: solido, quadrato, soprattutto continuo il Pisa ha le carte in regola per puntare in alto
Dall’ex nerazzurro un consiglio di mercato: il giovane danese Warming è interessante e nel Torino non trova spazio
Andrea Chiavacci
PISA. Di vittorie a sorpresa se ne intende e il Pisa lo porta nel cuore anche a quasi 30 anni di distanza dall’ultima avventura in nerazzurro, conclusa poco dopo il titolo europeo conquistato da protagonista con la sua Danimarca ripescata all’ultimo momento. Henrik Larsen, 55 anni, oggi imprenditore nel suo Paese, parla del Pisa che sogna la A, di un giovane attaccante danese e della grande voglia di tornare all'Arena.
Larsen, che sensazioni prova a vedere il Pisa primo in B dopo tanto tempo?
«Mi fa estremamente piacere. D’Angelo lavora bene ormai da quattro anni. La consapevolezza e la fiducia crescono di partita in partita. La sensazione è che possono arrivare lontano».
Perché è giusto crederci?
«Vincere tante partite per 1-0 è molto importante. La squadra dimostra di essere equilibrata, solida e compatta. Inoltre la continuità in serie B fa la differenza e aver perso solo due partite finora è un ottimo segnale».
Quale giocatore la sta impressionando maggiormente?
«Mi è piaciuto molto Sibilli, che ha segnato due gol splendidi a Brescia e Lecce, avversario che mi fa venire in mente la mia prima partita all’Arena in campionato che vincemmo 4-0 con i giallorossi. I gol di Sibilli non solo sono belli, ma anche preziosi perché alla lunga diventa fondamentale segnare qualche gol da fuori area».
Serve qualcosa dal mercato per arrivare in fondo?
«Penso che questa squadra vada bene così, non servono stravolgimenti. Se poi arriva un’occasione si deve cogliere al volo. Chiaramente se il Pisa va in serie A qualcosa deve cambiare. La differenza tecnica tra i due campionati è molto grande».
C’è qualche giovane danese che si sente di consigliare al Pisa?
«Ci sono tanti giovani interessanti nel Lyngby (ex squadra di Larsen e Berggreen). Secondo me un giocatore interessante è l’attaccante dell’Under 21 danese Magnus Warming, del 2000, che è stato acquistato dal Torino, ma che trova poco spazio con i granata».
Tra i nerazzurri c’è Hermannsson, che ha giocato in Danimarca...
«È vero, ha giocato a lungo nel Broendby. Bravo in marcatura, se gioca sulla fascia non lo vedi molto in fase di spinta. Non può essere paragonato al “nostro” Chamot, ma nel complesso sa svolgere bene il suo compito. Tutti gli stranieri del Pisa stanno facendo bene».
La rivedremo presto all’Arena?
«Spero di venire a primavera nello stadio intitolato a Romeo Anconetani con il mio amico Klaus Berggreen. Klaus mi parla sempre del Pisa e di quando era capitano. È una squadra che è rimasta nel cuore di entrambi».
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