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«Questo Pisa può davvero andare in serie A» Parola dell’ex speciale Alessandro Birindelli

Andrea Chiavacci
«Questo Pisa può davvero andare in serie A» Parola dell’ex speciale Alessandro Birindelli

Il papà di Samuele ora allena l’under 16 dell’Empoli: «Grande qualità e quantità in ogni reparto, e prendono pochi gol»

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Andrea Chiavacci

PISA. Il Pisa ha imparato a sognare e a questo punto se la può giocare fino alla fine. Alessandro Birindelli, ex nerazzurro e padre di Samuele, promuove a pieni voti la squadra di D'Angelo a una giornata dal giro di boa.

L'attuale allenatore dell'Empoli Under 16 apprezza anche l'impegno totalizzante di Claudio Chiellini che conosce dai tempi in cui giocava assieme al gemello Giorgio alla Juventus.

Alessandro, si aspettava di vedere il Pisa campione d'inverno?

«Sinceramente no, mi aspettavo comunque una squadra tosta e grado di dare fastidio a tante big. Credo che finora sia la squadra con la miglior continuità di risultati e prestazioni. I nerazzurri non hanno mai abbassato la guardia anche nei momenti di difficoltà. Sono sempre convinti dei propri mezzi e partita dopo partita è aumentata l'autostima dei calciatori. Può sognare e lottare per il salto di categoria».

Qual è il punto di forza di questa squadra?

«I pochi gol presi sono merito, oltre che dei singoli difensori, di come lavora la squadra in fase di non possesso. C'è grande disponibilità da parte di tutti, compreso gli attaccanti e i centrocampisti. In estate hanno preso quei giocatori in grado di dare equilibrio. C'è grande qualità e quantità in tutti i reparti, questo permette a D'Angelo di poter sviluppare al meglio il suo gioco. Anche se hanno cambiato molto c'è una base solida da anni aiutata da uno staff che mette tutti nelle migliori condizioni».

Qual è il nuovo acquisto che l'ha convinta di più?

«I nuovi acquisti vanno tutti sopra l'otto. Hanno sorpreso in positivo un po' tutti. Mi dispiace fare un nome perché tutti stanno facendo benissimo. Il giocatore che non toglierei mai è Marin. Lui è a Pisa da tanti anni ma sta diventando un giocatore sempre più completo».

Cosa serve dal mercato di gennaio per arrivare fino alla fine?

«Bisogna valutare bene la situazione anche perché la pandemia ha cambiato molte cose. Il Pisa ha una società importante e sono sicuro che se si presenterà l'occasione per migliorare l'organico non se la faranno sfuggire. Non faranno acquisti tanto per fare numero, anche perché l'organico è già forte così. Brescia, Monza, Lecce, Benevento movimenteranno sicuramente il mercato e il Pisa si farà trovare pronto».

Il centro sportivo in Gagno può diventare il vero punto di svolta?

«Penso che una società per autoalimentarsi e beneficiare degli investimenti fatti non possa fare a meno di un prodotto interno e quindi di un vivaio. Per far questo c'è bisogno di strutture all'altezza della situazione. Io ho avuto la fortuna di vivere il settore giovanile da ragazzo a Empoli, e ora come allenatore, in una società che ha investito sui giovani ma anche sulle strutture e sugli istruttori adatti per farli crescere. L'Empoli ha una struttura solida ormai da anni e investe sempre su impianti nuovi. Non bisogna farsi prendere dall'entusiasmo puntando solo sui nomi. Per consolidarsi servono almeno 4-5 anni e il Pisa questo percorso lo ha già iniziato prima dell'arrivo di Knaster».

Come giudica l'impatto del diesse Chiellini?

«Claudio lo conosco da quando conosco Giorgio e siamo amici da anni. Arrivare da una scuola come quella della Juventus e dovw hai già ricoperto più ruoli a livello di scouting è un ottimo biglietto da visita. La gavetta l'ha fatta con dirigenti importanti e questo lo ha aiutato a portare a casa qualche trattativa nel calcio mercato. Per ora niente da dire, il suo lavoro è sotto gli occhi di tutti. Vive in prima persona ogni giorno questo progetto con la squadra e la proprietà. È presente 24 ore su 24».

Suo figlio Samuele sta trovando la giusta continuità?

«Samuele non lo giudico sotto l'aspetto tecnico e tattico ma su quello della personalità e della gestione dei momenti. Prima andava a sprazzi e a volte soffriva la partita. Adesso è più maturo e la sua presenza in campo si sente. Vedi che è un giocatore di categoria e per certi versi si comporta da veterano. Deve ancora migliorare tanto ma adesso è cresciuto anche grazie al rendimento della squadra».

Chi riuscirà a centrare la serie A?

«Nessuno nomina il Pisa e non lo faccio neanche io per scaramanzia. Dico Brescia per la storia e perché Pippo Inzaghi ha già dimostrato di fare la differenza in B. Vedo bene anche il Lecce per la mentalità di gioco diversa dalle altre. Il terzo nome lasciamolo in sospeso».

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