Gioco
Il Pisa punta al rinvio della partita ma il Frosinone vorrebbe giocare
Oggi le decisioni dell’assemblea di Lega di fronte all’aumento di giocatori positivi al Covid Stirpe, presidente dei ciociari: «Se l’80% delle società sceglierà in modo diverso ci adegueremo»
Andrea Chiavacci
PISA. Un’assemblea che vale forse più di una partita all’interno di un campionato a forti tinte nerazzurre sul quale è entrata di prepotenza l’emergenza coronavirus. Pisa-Frosinone di domenica 26 (appena 500 biglietti venduti finora) è al momento confermata, ma l’assemblea di Lega B in programma stamani in videoconferenza potrebbe cambiare lo scenario. La posizione del Pisa, con il presidente Giuseppe Corrado in testa, è chiara: auspica lo slittamento delle prossime due giornate di campionato o comunque una soluzione che non favorisca troppo alcuni club a scapito di altri. L’obiettivo è non lasciare tutte le decisioni alle varie Asl locali, le uniche che al momento hanno il potere di decidere se bloccare o meno le partite.
Tra i club che vogliono andare avanti c’è proprio il Frosinone del presidente Maurizio Stirpe, che domenica sera vorrebbe scendere in campo all’Arena. «Il Frosinone vuole giocare – ha detto Strirpe –. Però se l’80% delle società decide di optare per il rinvio delle ultime due giornate dell’anno solare non ci metteremo di traverso. Quest’anno è venuto meno uno strumento come quello di poter chiedere il rinvio da parte dei club e si è lasciato decidere le Asl locali. Il blocco del boxing day sarebbe un danno per le Tv».
Il Pisa ha giocato e vinto per 2-0 a Cosenza dovendo fare a meno di cinque calciatori positivi al coronavirus che non saranno a disposizione neppure contro il Frosinone. Intanto il Monza ieri è stato bloccato dalla Ats Brianza che ha sospeso l’attività del club fino al 29 dicembre. La Spal non ha messo in vendita i biglietti per la gara con il Benevento del 26 e di quella del 29 proprio con il Pisa. Joe Tacopina, presidente degli estensi, è stato esplicito: «Non abbiamo ancora ricevuto nessuna comunicazione ufficiale dall’Ausl per il rinvio delle prossime partite, ma ho già deciso io. Qualsiasi siano le indicazioni che arriveranno, non lascerò giocare i ragazzi. La sicurezza e la salute vengono prima di tutto». A costo di rischiare un 3-0 a tavolino.
L’ipotesi che potrebbe prendere quota tra i club favorevoli a tornare in campo ad anno nuovo è quella di recuperare tra il 5 e il 6 gennaio le gare Benevento-Monza e Lecce-Vicenza, e riprendere il 15 gennaio con l’ultima giornata d’andata. Quella attualmente in programma nella giornata di Santo Stefano. In questo caso il calendario dovrà essere riprogrammato visto che il 29 dicembre è prevista la prima e poi, proprio il 15 gennaio, la seconda giornata di ritorno. Ai calciatori spettano per diritto 8 giorni di ferie.
La Cremonese non ha positivi e ha scelto di chiedere all’assemblea di non fermare il campionato. Sulla stessa lunghezza d’onda dovrebbero esserci anche Brescia, un solo caso, e Perugia. Il Vicenza, dove sono emersi alcuni casi di positività, è orientato verso la richiesta di fermarsi. L’Ascoli per ora resta neutrale e non ha più positivi in squadra come il Pordenone. L’Alessandria, due casi, non si è sbilanciata pubblicamente, mentre il Como ha un solo caso. La linea della Reggina è quella di uscire dall’assemblea con una posizione omogenea e anche il Cittadella sembra su quella posizione. Una partita ancora tutta da giocare.
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