Il dolore
Masucci non smette mai di sorprendere
PISA. Per parlare di Gaetano Masucci non è semplice sfuggire alla tentazione di partire con un classico, forse banale, “come il buon vino migliora di anno in anno”. È innegabile che l’attaccante irpino stia determinando più di quanto sia riuscito nell’intero ultimo campionato. Inusuale da dire per un veterano, ma la scorsa stagione ha restituito un giocatore ancora più forte.
Nel 2020-21 il numero 26 era entrato acciaccato ed era uscito dopo la sedicesima giornata per affrontare un intervento chirurgico, lasciando in dote due gol ed altrettanti assist in 634’ complessivi. Fermarsi per 5 mesi a 36 anni suonati (ora 37) poteva abbassare definitivamente il sipario per chiunque, ma non per Masucci, che cocciutamente ha voluto chiudere il torneo in campo da ex contro l’Entella.
Alla sedicesima giornata di un anno fa la punta si fermò allo stadio San Vito-Marulla dopo 61’, anche allora da prima punta, visto l’iniziale accantonamento di Marconi, in un Pisa costretto ad inseguire il pari. Il caso ha voluto che Masucci abbia raggiunto il diciassettesimo turno nello stesso teatro, più meno nel medesimo giorno sul calendario e in un ruolo simile, da capitano, consegnando un gol a Touré ed un rigore a Cohen, sfiorando più volte la firma personale.
In precedenza un gol (di tacco) all’Ascoli, uno in Coppa a Cagliari e due assist, uno straordinario in rovesciata per Lucca in Pisa-Alessandria ed un altro a servizio di Mastinu nella vittoriosa trasferta a Vicenza. Tutto in appena 439 giri di lancetta.
Non è la prima volta che il calciatore campano si rilancia prepotentemente mentre già lo davano per finito. In fondo Masucci era calcisticamente già anziano quando arrivò sotto la Torre pendente nel gennaio 2017. Il primo gol come sabato scorso gli fu “strappato”, cofirmato con Ujkani e Massimiliano Gatto a Novara: inizialmente gli fu assegnato dalla Lega di B, che poi lo dirottò su Gatto. Nell’estate 2019 il rinnovo del contratto per altri tre anni.
Massimo Berutto
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