Sicurezza
Il Pisa campione d’inverno non accadeva da 32 anni
Col pari del Cittadella a Brescia arriva un titolo parziale ma che dà soddisfazione. E le statistiche spingono all’ottimismo
PISA. Le opere non si completano a metà percorso, ma quanto meno ci si porta avanti con il lavoro. Il progetto del Pisa di tentare la scalata in A, che qualcuno alla vigilia considerava folle, inizia a prendere un minimo di forma. Infatti, dopo 32 anni, i nerazzurri sono di nuovo campioni d’inverno. Per molti è un titolo platonico, ma da queste parti guardare tutti dall’alto in basso in serie B era una cosa che risaliva al secolo scorso. I trentenni di oggi ne hanno sentito parlare dai genitori e dai nonni. Merito del meraviglioso collettivo di Luca D’Angelo, di un’attenta programmazione societaria e di un mercato estivo che ha aggiunto tasselli importanti alla squadra.
Il titolo d’inverno arriva grazie al perentorio 2-0 colto in piena emergenza a Cosenza, ma anche grazie al Cittadella che ha imposto ieri il pari per 1-1 al Brescia. L’unica squadra che poteva ancora raggiungere il Pisa negli ultimi novanta minuti.
Un titolo meritato perché il Pisa è stato finora in testa per 15 giornate su 18 e negli scontri diretti è stato impressionante. Al ritorno però dovrà andare a fare visita a Monza, Lecce e Benevento.
I nerazzurri hanno mostrato una solidità incredibile subendo appena 12 reti, miglior difesa tra A e B, e confermato che in gol ci vanno un po’ tutti, 25 reti con 10 marcatori diversi. Pur con l’exploit iniziale di Lorenzo Lucca, che dopo aver segnato 6 gol in 7 partite si è bloccato, il Pisa si è confermata squadra che predilige il collettivo ai singoli. Esaltando la fase di non possesso e la velocità nel ripartire.
È un Pisa che vola grazie alla forza della vecchia guardia, basta guardare che partita ha giocato sabato Masucci, giusto per fare un nome, e all’ottimo inserimento dei nuovi. Nicolas, Leverbe ed Hermannsson, arrivati a costo zero, hanno mutato il volto di una difesa dove resistono alla grande Birindelli e Caracciolo e dove Beruatto, unico giocatore in prestito, sta facendo la differenza sulla fascia sinistra. Sibilli è l’uomo dei gol decisivi, mentre Nagy e Touré hanno innalzato il livello del centrocampo che ha visto l’esponenziale crescita di Marin, senza dimenticare il lavoro sulla trequarti di Mastinu e capitan Gucher.
A questo mosaico va aggiunto qualcosa per far prendere ancora più forma al sogno. Si è parlato nei giorni scorso di Mancuso e Forte per l’attacco. Ma sono solo voci. Il mercato è lungo ed inizia tra due settimane, ma qualcosa sarà fatto. Anche in uscita dove potrebbe andare a giocare chi finora non ha trovato spazio. Senza dimenticare che in attacco si aspetta ancora di vedere un Cohen al 100%, anche se qualche segnale di ripresa l’israeliano lo ha iniziato a dare.
I tifosi però si chiedono se il titolo invernale porta davvero garanzie di promozione. Nel calcio ovviamente non esistono certezze, ma nei dieci precedenti campionati di B chi ha chiuso al primo posto per otto volte è stato promosso, non necessariamente da prima, direttamente in serie A. Solo il Palermo nel 2017-18 e nel 2018-19 non è riuscito nell’impresa.
Nell’eera Anconetani il Pisa conquistò quattro promozioni in A. Due di queste, 1989-90 e 1984-85, dopo aver vinto il girone d’andata. La squadra allenata da Luca Giannini si laureò campione d’inverno l’8 gennaio 1990 vincendo 2-0, reti di Piovanelli e autogol di Minotti su tiro di Cuoghi, lo scontro diretto a Parma girando a 27 punti. Proprio il giorno in cui venne chiusa la Torre di Pisa con tanto di diretta Tv presentata da Raffaella Carrà. Per undici anni lo storico monumento restò chiuso al pubblico per i lavori necessari salvo occasioni particolari come la conquista della serie A proprio in quella tarda primavera del 1990. Con Romeo Anconetani a sventolare una bandiera nerazzurra tra il delirio della folla. L’ultima serie A conquistata dal Pisa con 51 punti e un secondo posto finale dietro al Torino.
Nel 1984-85 il Pisa di Gigi Simoni vinse il girone d’andata perdendo una sola partita a Catania, girando a 29 punti e chiudendo poi al primo posto a quota 50 assieme al Lecce. Ma quella era l’era dei due punti a vittoria. Nell’era dei tre punti solo con Gianpiero Ventura allenatore, nel 2007-2008, il Pisa ha sfiorato titolo d’inverno e promozione in A chiudendo terza all’andata con 42 punti e sesta alla fine con 71 punti. Ma era una serie B a 22 squadre e non a 20 come quella attuale.
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